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Regione Toscana: ecco dove tagliare

Regione Toscana. Soldi pubblici: ci sono, ecco dove tagliare e cosa fare

costi della casta: è arrivato il momento di TAGLIARE.
– spese per organi istituzionali: tot. 2015: euro 27.513.490,92 (cod siope 1101)
Le spese per organi istituzionali considerano indennità di carica e di funzione, rimborsi spese vari, vitalizi, missioni, contributi ai gruppi. (Non rientrano invece direttamente in questa voce le spese per il personale del consiglio regionale, oltre a quelle sostenute per le manutenzioni degli immobili e l’acquisto di materiale da consumo). Insostenibile privilegio in un periodo di crisi e di forte disoccupazione. Sono 8 assessori, un presidente e 55 consiglieri, più i vitalizi, costosetti, vero? Ecco cosa tagliare.

– costo personale assegnato alle strutture di supporto degli organi politici di giunta e consiglio 2014: euro 7.514.334; 2015 euro 6.116.980
Invece di dare lavoro agli amici di partito, non si potrebbero invece indire concorsi pubblici aperti a tutti in cui vincano i migliori?

– costo annuo dei 16 direttori con incarico del presidente: euro 2.120.000 all’anno (stipendio annuo lordo senza oneri riflessi, cioè senza comprendere gli oneri previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro, in questo caso Regione Toscana). Ma una nuova direzione è in formazione cioè: altre 130.000 euro.
E’ proprio quello che servirebbe per progressioni orizzontali per tutti i dipendenti regionali.

Consulenze
– studi, consulenze, indagini e gettoni di presenza: totale 2015: euro 1.017.058,36

– incarichi professionali esterni: tot 2015: euro 674.898,5

costi della finanza c
– interessi passivi ed oneri finanziari per operazioni in derivati: totale 2015: euro 1.441.358,67
L’ideologia neoliberale pro-mercato ha indotto, chi non ha strumenti critici, a credere nelle truffe speculative del mercato finanziario. Comunque ci si chiede: l’avrebbero fatto con i propri soldi?

Soldi alle imprese private: è arrivato il momento di TAGLIARE
Dove vanno i soldi? Alle imprese furbette che accusano il pubblico di non funzionare!
– trasferimenti in conto capitale ad imprese private (escluse le imprese produttrici di servizi sanitari e assistenziali) tot 2015: euro 52.523.374,75
– trasferimenti correnti ad imprese private (escluse quelle produttrici di servizi sanitari e assistenziali) tot 2015: euro 75.205.432,24
– trasferimento in conto capitale ad istituzioni sociali private: anno 2015: 3.508.883,83
– trasferimenti correnti a istituzioni sociali private per assistenza sociale: tot 2015: euro 5.095.311,73
– trasferimenti correnti a istituzioni sociali private per fini diversi dal sociale: tot. 2015 euro 47.546.342,14.

Alle imprese PRIVATE quindi nel 2015 la regione ha trasferito euro 183.879.344,69.

cosa fare?
I soldi invece di trasferirli alle imprese private e alla casta, devono essere usati per finanziare i servizi pubblici: edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, servizi di qualità per la cura degli anziani (assumendo con contratti da dipendenti a tempo indeterminato i badanti), servizi per la cura dei bambini: asili e scuole materne, spazi culturali (centri sociali, teatri, sale concerto), biblioteche, servizi di cura e tutela del territorio, sanità pubblica, alloggi per studenti, borse di studio per gli studenti.
E con quei soldi si possono assumere direttamente i lavoratori con contratti di lavoro a tempo indeterminato con tutele totali e immediate (non crescenti) proprio per gestire quei servizi sociali e culturali.
E’ meglio insomma pagare il lavoro per il suo valore invece di affidarsi alle imprese che abbassano sempre più diritti e paghe, con il pubblico che dà il lavoro socialmente utile come una elemosina.

Il lavoro va pagato! La povertà si contrasta garantendo i diritti dei lavoratori, aumentando il loro reddito (che consente che ci sia una domanda per l’offerta di beni e servizi), tassando gli evasori fiscali, molti dei quali sono proprio le imprese private e i negozianti che strumentalmente hanno costruito l’immagine negativa del pubblico dipendente. Strumentalmente per distruggere il servizio pubblico (che comunque siamo più che d’accordo che va reso più efficiente e ospitale) e per sostituirlo con una impresa privata più costosa e spesso più inefficiente, perché orientata ad aumentare i propri profitti e non a garantire l’accesso di qualità per tutti.

invece di assumere personale con contratto a tempo inderterminato con concorso pubblico aperto a tutti, la Regione Toscana spende:
– altre spese di personale (lavoro flessibile: personale con contratto di formazione e lavoro, personale con contratto di fornitura di lavoro temporaneo lavoratori interinali, lavoratori socialmente utili): tot 2015: euro 10.448.960,43

“Elaborazione AgID su dati SIOPE”.

Tutti i dati citati sono reperibili al seguente link:
http://soldipubblici.gov.it/it/home

Dal sito della Regione Toscana, trasparenza apprendiamo anche che per le società partecipate gli oneri a carico del bilancio regionale per l’anno 2014 sono stati euro 92.380.656

ECCO FATTA LA VERA SPENDING REVIEW. SEMPLICE, VERO?

Marvi Maggio – Dirigente sindacale COBAS nella RSU della Regione Toscana

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nella Pa i consulenti esterni aumentano

La Repubblica:

Pa, vola la spesa per i consulenti esterni: +60% nel 2014

L’ammontare dei compensi erogati è passato da 738 milioni a 1,190 miliardi quasi 600mila incarichi conferiti a più di 300mila soggetti: i collaboratori esterni sono stati più dei dipendenti pubblici

http://www.repubblica.it/economia/2016/02/21/news/pa_dipendenti_trasferiti-133912044/

una cena da 16.150 euro più IVA: viva la spending review, ma solo per gli altri!

Scusate se con ritardo, ma ancora buon appetito, per la cenetta di gala da 16.150 euro più IVA per gli ospiti del presidente della Regione Toscana!

La Regione Toscana, così parca con i suoi lavoratori e con tutti i bisogni sociali, dala casa alla salute, è invece stranamente prodiga in altri casi: dove mangiano i vertici, per esempio.
La cena di gala del 5 novembre 2015 in occasione dell’assemblea generale della Conférence des Régions Périphériques Maritimes (CRPM) è costata 16.150 euro.
Chi paga le tasse (come i dipendenti pubblici) vorrebbe che i suoi soldi fossero usati per pagare il lavoro svolto e per rispondere ai bisogni sociali e non per far le cene di gala, che ognuno dovrebbe pagare per sé, se avesse dignità.
Avevamo augurato buon appetito per il 18.666 euro spesi per la cena di rappresentanza del 28/10/2015. Ma vediamo che è un’abitudine.
Avete chiesto l’ISEE prima di fare questa elargizione?

Oggetto: chiusura procedura su START.
Affidamento diretto con richiesta di offerta, ai sensi dell’art. 125, comma 11, secondo capoverso, del D.Lgs.163/2006, del D.P.R. 207/2010, della L.R. 38/2007 e del Regolamento emanato con DPGR n. 30/R del 27/05/2008, relativo al: servizio di catering per una Cena di gala da allestire la sera del 05.11.2015 nel salone Brunelleschi dell’istituto degli Innocenti per gli ospiti del Presidente, partecipanti alla 43° Assemblea Generale CRPM, il 4-5-6 novembra 2015 a Firenze.
Codice Identificativo di Gara (CIG): 6440258D04
Procedura di scelta del contraente: Affidamento diretto.
Nome e indirizzo dell’affidatario: Lo Scalco s.r.l. – Via de’ Tommasi, 5 – Firenze
Importo del contratto: Euro 16.150,00 oltre IVA
Luogo di esecuzione della prestazione: Firenze
Durata e/o termine d’esecuzione: il 05/11/2015
Provvedimento di affidamento: Ordinativo Diretto Id. 17060 – Prot. ragioneria n. 831 del 29/10/2015
Il Dirigente responsabile del contratto
Dott. Ledo Gori
Capo di Gabinetto del Presidente

il precedente:
buon appetito!
Oggi 28 ottobre 2015 il servizio di catering per la cena di rappresentanza per l’incontro annuale 2015 fra Commissione europea e le Autorità di Gestione dei Por Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) costa 18.666 euro.

Ecco qui i dati disponibili sulla piattaforma start.
“Affidamento della fornitura: Affidamento diretto con richiesta di offerta, ai sensi dell’art. 125, comma 11, secondo capoverso, del D.Lgs. 163/2006, del D.P.R. 207/2010, della L.R. 38/2007 e del Regolamento emanato con DPGR n. 30/R del 27/05/2008, relativo al servizio di catering per la cena di rappresentanza del 28/10/2015 prevista nel programma dell’Incontro Annuale 2015 fra Commissione Europea e le AdG PO FESR 2007-2013, che si svolgerà a Firenze il 28 e 29 ottobre 2015
CIG: 6410024723
Procedura di scelta del contraente: Acquisizione in economia – Affidamento diretto
Nome e indirizzo dell’affidatario: Lo Scalco srl Via Dè Tommasi 5 50142 Firenze
Importo del contratto: € 18.666,00
Luogo di esecuzione della prestazione: Firenze
Durata e/o termine d’esecuzione: 28/10/2015
Provvedimento di affidamento: Ordinativo Diretto Prot. n. 777 del 12/10/2015 trasmesso al fornitore in data 15/10/2015
Il Dirigente responsabile del contratto…”.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

COBAS Pubblico Impiego Sanità ASL 10 Firenze

Cobas Pubblico Impiego ­ Sanità
ASL 10 Firenze

Cobas ASL 10 – e­mail cobas.asl10@libero.it – tel. 389­

SEMPRE PIU’ INQUIETANTE la vicenda denunciata dai COBAS sullo spreco di denaro pubblico del corso di formazione organizzato da MoreLLO, il MEGA Commissario, a il Ciocco Resort per 178 suoi dirigenti, emergono nuovi particolari, spesi 93.732,30 euro ovvero 530 euro a persona:
UNA VERGOGNA!!!!!!

Il 23 ottobre 2015 come COBAS denunciammo la vicenda del corso di formazione organizzato dal Mega Commissario MOreLLO riguardante il progetto formativo denominato “REALIZZIAMO INSIEME LA NOSTRA AZIENDA” ideato per favorire il processo di fusione aziendale e il progetto di riorganizzazione dei servizi sanitari (tagli, accorpamenti, cancellazione di ospedali, distretti, cessione dei servizi e attività ospedaliere e ambulatoriale pubbliche ai privati, contenimento delle risorse di personale) propedeutico alla nascita della nuova azienda ASL toscana Centro – Firenze, Prato, Empoli Pistoia. Un corso di formazione e training rivolto esclusivamente al team manageriale: ovvero quei MANAGER CHE DOVRANNO SFRUTTARE DI PIU’ I LAVORATORI!

Questo corso di aggiornamento fu tenuto nei giorni di Venerdì 16 e Sabato 17 ottobre 2015 non a S.Salvi o in uno dei tanti locali che gli ospedali possono avere ma al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, una LOCATION DI LUSSO ED ESCLUSIVA con una spesa a carico del sistema sanitario regionale di euro 93.732,30 !!!!

Grazie al quotidiano La Nazione che pubblicò la nostra denuncia e successivamente continuando ad indagare, oggi scopriamo il costo vero di questa “allegra scampagnata” così ripartito tra le 4 ASL: Firenze 33.893,60 euro, Empoli 18.530,88 euro, Prato 19.065,15 euro, Pistoia 22.242,67 euro.

Con quella cifra spesa con scarso rigore morale e in modo inopportuno da MOreLLO, i giornalisti segnalano che si sarebbero potuti fare 1616 ecografie mammarie, 1249 eco­color doppler arteriosi e venosi, 1874 holter pressori, 1562 controlli allergologici, 2929 elettrocardiogrammi e la lista potrebbe aumentare.

MoreLLO non è nuovo ad iniziative in stile americano (vedi il corso master­chef per i coordinatori infermieristici all’Abazia di Vallombrosa del 9 aprile 2015 seguito poi da biodanza realizzata alla biblioteca di Ponte a Niccheri) che cercano di creare stili di leadership partecipativi, spirito di corpo, di coesione e di cieca obbedienza alle strategie aziendali (ovvero a LUI) di gestione delle risorse umane che “pieghino” i lavoratori e i loro diritti ai voleri dell’azienda.

I particolari inquietanti emersi da questo corso alla LOCATION di Lusso al CIOCCO nella Valle del Serchio, rivelano che i partecipanti ovvero i nostri 178 dirigenti di area vasta centro invece di partecipare ad uno stage, il primo giorno “ …al mattino, dopo convenevoli, hanno pranzato, poi nel pomeriggio sono stati organizzati in “gruppi di lavoro all’aperto” e portati nei boschi dove divisi in gruppi di 8 con a capo uno di loro dotato di walkie talkie dovevano uscire dal bosco il prima possibile . Stanchi, la sera hanno cenato nella “mensa” e qualcuno di loro si è pure concesso un momento di relax ai servizi spa. Il giorno dopo, al mattino i gruppi di lavoro si sono ritrovati per prendere atto della costituzione dei futuri dipartimenti senza però che nessuno avesse lo spazio per esprimere una propria proposta…” (dalla testimonianza di un partecipante al corso pubblicata su La Nazione del 29 ottobre 2015).

Il corso è costato 530 euro per dirigente, la LOCATION di lusso ha rimesso un conto di 60.452,30 euro e 33.280,00 euro sono andati all’Istituto di Sestri Levante specializzato nel valorizzare il capitale umano.

A parte una questione morale, di stile e di buon gusto, ripetiamo che tutto questo è avvenuto in un momento in cui il governo taglia risorse alla sanità pubblica a favore di un sistema privato, riduce le prestazioni di diagnosi e cura delle malattie, procrastina il blocco del turn­over per il personale mentre la Regione Toscana a sua volta taglia servizi e chiama i cittadini a compartecipare in modo esoso e iniquo alla spesa sanitaria abbassando i necessari livelli assistenziali.

Senza considerare quello che all’ASL 10 è successo ad ottobre con l’attribuzione delle fasce, che grazie ad un accordo bidone, sottoscritto da CGIL CISL UIL FSI e condiviso da NURSIND e CUB sanità ha visto penalizzati migliaia di lavoratori ai quali sono state sottratte quote rilevanti di salario.

Rimane un mistero”buffo” perchè MoreLLO con i soldi pubblici si sia rivolto al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa e non abbia invece utilizzato un immobile di una delle 4 AA.SS.LL.

Perché questo lusso e sperpero di denaro pubblico? Non poteva MOreLLO offrire al suo team manageriale già pagato bene un corso per socializzare e conoscersi meglio a costo zero e non un allegra e costosa scampagnata?

Noi lo ripetiamo, quanto è accaduto è UNA VERGOGNA!!!!!

Questi sono gli sprechi e gli sperperi che l’Italia non si può permettere, questi sono i manager che noi non vogliamo.

Sulla gestione MoreLLO, sulle sue competenze, sul suo stile gestionale ci attendiamo che la Regione Toscana esprima un parere e magari riveda la sua nomina, destinandolo altrove, non certo dove è in gioco il diritto alla salute e il sistema sanitario pubblico.

COBAS P.I. ASL 10 FIRENZE Fi 29.10.2015

lacrime e sangue, ma solo degli altri. Anticipi sull’indennità di fine mandato e vitalizi in Regione Toscana

Lacrime e sangue, ma solo degli altri.
Quando il privilegio viaggia sull’autogoverno: decido io quanto prendo e in base a quali regole: ed è legale!

Anticipi all’indennità di fine mandato
Il 30 maggio 2014 con Decreto dirigenziale n.229 del settore bilancio e finanze (pubblicato sulla banca dati del Consiglio regionale per estremi nel rispetto della privacy) del dirigente regionale Fabrizio Mascagni abbiamo notizia dell’erogazione anticipi su indennità di fine mandato dei consiglieri regionali: Ammirati Paolo Enrico, Parrini Gianluca, Ciucchi Pieraldo, Monaci Alberto, Remaschi Marco e Marcheschi Paolo (art.26 LR 3/09).
Il 24 luglio 2014 con Decreto dirigenziale n.352 si dà luogo alla erogazione anticipi su indennità di fine mandato dei consiglieri regionali Mattei Fabrizio, Tognocchi Pier Paolo, Pugnalini Rosanna e Bugli Vittorio.
Il 1 ottobre 2014 con Decreto dirigenziale n. 460 Erogazione anticipi su indennità di fine mandato consiglieri/assessori regionali: Carraresi Marco, Del Carlo Giuseppe, Lazzeri Gianluca, Salvadori Gianni e Fuscagni Stefania.
L’11 dicembre 2014 con Decreto dirigenziale n. 690 erogazione anticipi su indennità di fine mandato consiglieri regionali Venturi Gianfranco e Brogi Lorenzo.
Il 23 luglio 2014 con Decreto dirigenziale n.347 del 23 luglio 2014 determinazione e liquidazione indennità di fine mandato ex consigliere regionale Danti Nicola.
La legge regionale 3/2009 agli articoli 25 e 26 norma l’indennità di fine mandato che corrisponde a una mensilità dell’indennità di carica lorda in godimento nel corso del mese in cui si verifica la cessazione della carica per gli anni maturati dopo il 1 gennaio 2013, per gli anni precedenti l’importo è determinato senza la riduzione del 10% dell’indennità di carica ai sensi della legge finanziaria 2006 (art.26, comma 1, LR3/2009). Lo stesso articolo al comma 5 bis stabilisce “Il soggetto avente diritto può richiedere l’erogazione anticipata di parte dell’indennità di fine mandato nella misura non superiori ore all’ammontare del 70 per cento di quanto maturato al momento della richiesta. L’erogazione è conseguente alle accertate disponibilità di bilancio”.
E guarda caso, malgrado si dica che non ci sono soldi, per questo… si trovano!

I vitalizi
I vitalizi a gennaio 2014 costavano alla regione una quota lorda mensile di 381.663,72, e una quota lorda annuale di 4.579.964,64, a cui vanno aggiunti quelli che hanno maturato il diritto durante l’anno.
Vediamone alcuni.

New entry
Il 19 novembre 2014 con Decreto dirigenziale n.593 corresponsione assegno vitalizio ex consigliere Frosini Gino, consigliere della 6 e 7 legislatura – LR 3/2009 (10 anni di lavoro, è nato il 12 novembre 1954).
Il 19 novembre 2014 Decreto n. 592 corresponsione assegno vitalizio ex consigliere Cecchetti Enrico, consigliere della 6 e 7 legislatura (un altro con 10 anni di duro lavoro, 59 anni, nato il 4 novembre 1954, oggi assessore con delega al Bilancio, Finanze nel Comune di Lucca).
Il 13 ottobre 2014 con Decreto dirigenziale n.482 corresponsione assegno vitalizio anticipato ex consigliere regionale Bertolozzi Paolo, consigliere della 4, 5, 6, 7 e 8 legislatura (oggi ha 57 anni appena compiuti).
Il 9 settembre 2014 con Decreto dirigenziale n. 428 Ripristino assegno vitalizio al Sig. Berlinguer Luigi, consigliere della 2 e 3 legislatura (docente universitario e ministro della pubblica istruzione fra il 1996 e l’aprile 2000, si sospetta abbia altre pensioni).
Il 24 luglio 2014 con Decreto dirigenziale n.350 corresponsione assegno vitalizio anticipato ex consigliere Mammuccini Maria Grazia, consigliere della 4 e 5 legislatura (nata il 18 maggio 1959).
Il 28 marzo 2014 con Decreto dirigenziale n.149 contribuzione volontaria ex art.15 LR 3/2009 e attribuzione assegno vitalizio Sig. Allocca Salvatore, assessore regionale della 9 legislatura.
Il 28 marzo 2014 con Decreto n.150 corresponsione assegno vitalizio ex consigliere Roggiolani Fabio, consigliere della 7 e 8 legislatura (nato 3 marzo 1954)
Il 15 gennaio 2014 con Decreto dirigenziale Corresponsione assegno vitalizio ex consigliere Giorgi Ambra, consigliere per parte della 7 e parte della 8 legislatura. (nata il 2 dicembre 1953).

La legge regionale 9 gennaio 2009 n.3 Testo unico delle norme sui consiglieri e sui componenti della giunta regionale all’art.11 prevede: L’assegno vitalizio mensile spetta ai soggetti..cessati dal mandato che abbiano compiuti sessanta anni di età ed abbiano corrisposto i contributi per almeno 5 anni; comma 2 l’assegno vitalizio è cumulabile, ai sensi della normativa vigente, senza detrazione alcuna, con ogni altro eventuale trattamento di quiescenza spettante, a qualsiasi titolo, al consigliere cessato dal mandato.

retribuzioni
Ricordiamo che la retribuzione media annua di un lavoratore dipendente in regione e autonomie locali è di 29.626 euro lordi (comprensiva di tutto, tredicesima, produttività etc).
I 10 assessori hanno una retribuzione mensile lorda di 11.549,62 euro (138.000 ero lordi annui); il presidente Rossi ha una retribuzione di 13.000 euro lordi al mese (156.000 euro lordi annui). L’indennità di carica è il 65% dell’indennità parlamentare e l’indennità di funzione è anch’essa commisurata a una percentuale dell’indennità dei componenti della camera dei deputati (il 25% per il presidente, il 15% per gli assessori).
I 55 consiglieri hanno una retribuzione annua fra i 110.000 e i 130.000 euro lordi per un totale di spesa per la regione di 6.790.938,80 euro annui (dati aggiornati al 30 novembre 2014).

Ridurre il numero da 10 a 8 per gli assessori e da 55 a 40 per i consiglieri non basta se non si eliminano gli impresentabili privilegi.
Un reddito più simile a quello di chi lavora per loro consentirebbe un consistente risparmio.

Spending review? Eliminare inaccettabili privilegi
Mentre si chiedono sacrifici a tutti, mentre per i lavoratori si prospettano pensioni a 70 e più anni (cioè per molti, mai, malgrado paghino ogni mese), mentre gli anni di lavoro richiesti per andare in pensione sono 42 (in crescita in rapporto alla speranza di vita), mentre per i lavoratori le liquidazioni vengono posticipate di due anni dalla fine del rapporto di lavoro, mentre la disoccupazione dilaga proprio per le politiche di austerità messe in atto dai partiti al governo, c’è chi conserva privilegi inaccettabili.
Come ha detto qualcuno in un’altra occasione (Rossi sui vigili romani): “Con tanti precari e disoccupati è una grave offesa per chi ha fame di lavoro” e soprattutto di reddito.
Volete sapere come risparmiare? Eliminate subito queste inaccettabili ingiustizie!
A parte tutto, non si vergognano? Di solito no, fino a quando non vengono presi con le mani nella marmellata.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

PS Tutte le informazioni sono reperibili sul sito della regione toscana.

leggera e meno costosa: tagliare sì, ma…

leggera e meno costosa: tagliare sì, ma…

Spending review dal basso: tagliare sì ma i dirigenti

Nel comunicato apparso su Toscana notizie del 2 dicembre intitolato “riorganizzazione, la giunta propone tagli alla politica e incarichi di vertice”, Enrico Rossi spiega che l’obiettivo è rendere “la struttura più efficiente, snella e rapida nelle decisioni, ma anche più leggera e meno costosa”.
Ed è questo “più leggera e meno costosa” unito a “senza tagliare naturalmente sulle politiche e i servizi” a meritare alcune considerazioni.

Dov’è lo spreco

Siamo d’accordo: meno segretari e passacarte, meno incarichi fiduciari, meno burocrati, meno dirigenti e meno direttori. Ci vuole una nuova organizzazione del lavoro che crei cooperazione e collaborazione: così si unisce il rispetto dei lavoratori con una migliore risposta alla società toscana. Noi pensiamo che si debba guardare alla qualità più che alla quantità. La strada dell’efficienza non è la gerarchia centralista ma la democrazia organizzativa. Solo una visione reazionaria e prettamente di destra può pensare di risparmiare sui redditi dei lavoratori: basta con i mancati aumenti e un uso improprio delle valutazioni il cui scopo diventa appunto tagliare spese e non portare i lavoratori ad offrire i migliori risultati. Il risparmio non deve risiedere nell’aumento del carico di lavoro, come se non avesse confini definiti ma potesse essere esteso all’infinito.

democrazia organizzativa, libertà e cooperazione

Una migliore organizzazione del lavoro può ridurre il numero di lavoratori necessari, ma c’è un limite altre il quale non si può andare a causa delle leggi delle fisica attive sulla terra.
Deve essere chiaro che se la variabile indipendente è il numero dei lavoratori (36 ore di lavoro ognuno e non a cottimo), le attività devono essere calibrate sul loro numero. L’idea che il lavoro possa essere svolto al di fuori delle regole dello spazio e del tempo (regole che prevedono che ogni lavoro richieda un tempo di lavoro necessario) caratterizza solo e soltanto chi non ha mai lavorato.
Non si deve neppure pensare di caricare ancora i risparmi sui lavoratori invece che sui dirigenti e direttori vari. I redditi del comparto sono bloccati (per davvero), mentre nella modifica della legge sul personale (proposta di legge n.1 del 25/11/2014), il trattamento economico di direttore generale e direttori, che sono collocati al di fuori dell’organico dei dirigenti a tempo indeterminato “è determinato dalla Giunta regionale con riferimento ai parametri relativi alle figure apicali della dirigenza pubblica ed ai valori medi di mercato per figure dirigenziali equivalenti”. Con questi parametri tutto sarà possibile.

La mobilità

La struttura efficiente, snella e rapida nell’idea dei nostri amministratori, risiede nella struttura gerarchica prevista nella proposta di modifica della LR1/2009 sulla organizzazione del personale (proposta di legge n.1 del 25/11/2014). Un direttore generale sovra-ordinato, n direttori, n dirigenti (quanti la legge non lo dice).
A parte la struttura gerarchica da ancien regime (monarchia assoluta) il punto più preoccupante è l’art.29 comma 33. “La mobilità dei dipendenti tra le strutture di vertice della Giunta regionale è disposta dal Direttore generale”. Nella legge sul personale vigente c’era scritto “sentito il dipendente interessato”, che è stato cancellato. Insomma il messaggio è che il direttore generale decide. Un potere assoluto che deve essere subito rovesciato e trovare opportune limitazioni. E prima di tutto è necessario reintrodurre i diritti dei lavoratori nella proposta di legge. Tra l’altro è attivo un accordo sulla mobilità del 2007 che si fonda sulla mobilità volontaria. Tra l’altro con una programmazione lungimirante non si creano continue situazioni di affanno, non ci sono sempre emergenze, vere o presunte, e quindi non ci sono urgenze, c’è tutto il tempo per mettere la persona giusta al posto giusto con la soddisfazione di tutti.

Il funzionamento degli uffici deve fondarsi sulla dignità di chi lavora

Intanto la decisione n.17 del 25/11/2014 proponente Vittorio Bugli, dà “incarico al direttore generale della presidenza di informare le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’avvenuta approvazione definitiva della proposta di modifica della LR 1/2009 nonché della volontà espressa dalla giunta regionale di adottare un piano di razionalizzazione della struttura organizzativa, e, nel caso, avviare un primo confronto con le medesime in modo da acquisire ogni elemento utile a valutare le ricadute organizzative derivanti dall’implementazione del nuovo modello e formulare conseguenti ipotesi adeguate a garantire il regolare funzionamento degli uffici”.
Per quanto ci riguarda il regolare funzionamento degli uffici può essere garantito solo se l’amministrazione rispetterà alcune semplici condizioni (che dovrebbe già conoscere):

  1. il pieno rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori, della loro vita personale e dei loro interessi e capacità visto che non si tratta di macchine, ma di persone (e questo migliorerà il clima negli uffici);
  2. offrire una retribuzione corrispondente alla quantità (36 ore di vita alla settimana) e qualità (comprovata dal concorso con cui si è stati assunti e dalle capacità apprese successivamente con istruzione e pratica) oltre che tale da permettere una vita libera e dignitosa (come prevede la costituzione) sbloccando i contratti e trovando i fondi, senza surrettizie riduzioni falsamente motivate dal merito ma in realtà motivate dal voler ridurre i costi (in modo da smettere di replicare in altre forme la manomissione degli orologi nelle fabbriche della rivoluzione industriale per far lavorare più ore di quelle pagate);
  3. prevedere una organizzazione del lavoro che invece di premiare il lavoro bruto (quello burocratico e cieco: numero pratiche e forma al di là del contenuto) consenta la cooperazione e la creatività che nasce solo nella libertà cioè in assenza di gerarchie arrugginite prima di nascere.

I diritti non si scambiano con il clientelismo

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

https://rtcobas.wordpress.com/

qualità?…solo se parte dal basso

Una rivoluzione della qualità? E’ possibile solo se parte dal basso.

Rossi ha presentato la manovra di bilancio come una ”rivoluzione della qualità”. Ci saranno gli esuberi del personale e il taglio del 10% dei dirigenti.

I risparmi e la riorganizzazione devono conservare o reintrodurre la qualità dei servizi offerti alla popolazione toscana, e questo è possibile solo se nascono dal basso, da una partecipazione reale dei lavoratori sulle questioni e le scelte di fondo. Non devono essere lasciate ai dirigenti pensionandi, che hanno una visione ristretta e di corto respiro e spesso sono la causa dei problemi perché interessati più alla loro carriera e al loro potere che al buon funzionamento degli uffici e al benessere di chi ci lavora..

Solo i lavoratori sanno: come far funzionare meglio gli uffici, quali sono le inutili duplicazioni, i colli di bottiglia, le procedure inutili e inefficaci e quelle che invece sarebbero opportune e necessarie, conoscono le leggi e i regolamenti farraginosi, e in sintesi sanno come potrebbe essere meglio organizzato il lavoro. Certo la dirigenza avrebbe il compito di far questo, ma se la dirigenza funzionasse davvero per il bene comune, la burocrazia inutile, quella che non difende i beni comuni, né i soggetti deboli, non ci sarebbe. Mentre va conservata con cura e rafforzata quella che non è burocrazia, bensì difesa dei valori comuni come i diritti delle persone, il territorio, l’ambiente e il paesaggio, Noi pensiamo che questa possa essere davvero l’occasione per una “rivoluzione di qualità” ma che questa possa darsi solo se i lavoratori diventano protagonisti invece di essere osservatori di scelte troppo spesso irrazionali e distruttive operate dall’alto.

Nel comunicato di Rossi si parla di un solo direttore generale al posto di otto e una trentina di dirigenti in meno sui 115 attuali. Mentre i documenti fino ad ora parlavano di una direzione sovra-ordinata e di 14 direzioni (7 direzioni di line e 7 di staff.).

Noi siamo convinti che sia necessaria meno gerarchia e più democrazia. E la capacità di dare voce a noi lavoratori.

Pensiamo che una spending review e una riorganizzazione possano dare luogo a una vera rivoluzione della qualità e quindi rispondere in modo sempre migliore alla società toscana solo se la democrazia prende il posto della gerarchia, e se il processo prende forma dal basso.

Marvi Maggio COBAS Regione Toscana

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