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la legge Saccardi uccide il diritto alla casa

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lettera del Movimento di lotta per la casa e altri ricordi

 

Lettera del Movimento di Lotta per la Casa: “Lorenzo non ha mai condiviso niente con chi sta nei palazzi”

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Questa è la lettera del Movimento di Lotta per la Casa in ricordo di Lorenzo Bargellini

Ci sono morti che pesano come macigni. Quella di Lorenzo è una di queste. Perdiamo un compagno come pochi. Straordinario nella sua generosità e nella sua coraggiosa testardaggine. Lorenzo ha passato una vita dietro le barricate, senza mai fermarsi, anche negli anni e nei momenti più difficili. Per lui non è mai stato il momento sbagliato per lottare. Una vita dedicata a tenere alta la bandiera di un riscatto possibile, da conquistare sul campo. Non con le “chiacchiere”.
Lorenzo se ne è andato, ma non lascia il vuoto. Quelli come lui vivono per lasciare qualcosa di molto prezioso ai propri compagni. Lui lo ha fatto, impegnandosi fino all’ultimo respiro affinché il fuoco delle lotte non si spegnesse. E non si spegnerà.

E’ questa la nostra promessa, che facciamo a Lorenzo e ai suoi nemici di una vita intera. Non importa se oggi dalle istituzioni arrivano parole di cordoglio e attestati di stima. La memoria di Lorenzo continuerà a essere una memoria di parte, un’immagine indelebile, scolpita nei cuori e nella memoria di migliaia di proletari di questa città: quelli con cui Lorenzo si è schierato, dalla stessa parte della barricata. Perché quello era il suo posto, e siamo sicuri che sarebbe infastidito, oggi, dai tentativi di istituzionalizzare e santificare la sua memoria. Lorenzo non ha mai condiviso niente con chi sta nei palazzi, e non è stato un santo. La sua vita ha deciso di viverla contro, dando tutto se stesso nella lotta contro i ricchi e i potenti. Perché non c’è un altro modo di essere al fianco degli ultimi, e lui lo sapeva. Siamo invece sicuri che quello che vorrebbe è continuare a vivere nella memoria di chi non ha nulla e vuole riprendersi tutto. Quello che ci chiederebbe sarebbe di portarlo con noi nei prossimi picchetti e nelle prossime occupazioni, di continuare a essere in qualche modo al nostro fianco ad affrontare una carica della polizia, di fare tesoro dei suoi insegnamenti per tornare a dare l’assalto al cielo… come prima, più di prima… con lui per sempre nei nostri cuori. Non lo deluderemo…

I compagni e le compagne del movimento di Lotta per la Casa

A Lorenzo, chi ha compagni non muore mai

Ieri pomeriggio è arrivata la notizia che il compagno Lorenzo Bargellini ci ha lasciati nella sua Firenze. 59 anni di lotta con la mitezza di sempre e nell’odio fermo contro ogni ingiustizia.

Tutti i compagni e le compagne dell’area antagonista lo ricordano. Dai compagni e le compagne di Firenze riportiamo questo saluto.

Lorenzo ci ha lasciati. Perdiamo un compagno come pochi. Firenze perde un pezzo di storia. Una storia di parte che Lorenzo ha vissuto in tutti questi anni sulle barricate, sempre schierato dalla parte giusta, dalla parte degli ultimi. Dalla militanza rivoluzionaria negli ’70 alle tante lotte per il diritto alla casa… sono migliaia le persone che hanno avuto la fortuna di conoscere il suo coraggio, la sua testardaggine, la sua straordinaria umanità. Lorenzo non si è mai fermato, neanche nei momenti e negli anni più difficili. Una vita intera dedicata a tenere alta la bandiera di un riscatto possibile, da conquistare sul campo. E l’insegnamento più importante che ci lascia è proprio questo: contro l’ingiustizia di questo mondo non bastano le belle parole, e lui non si è mai accontentato di “chiacchierare”. Per lui non è mai stato il momento sbagliato per lottare. Il suo ricordo e il suo insegnamento sono beni preziosi di cui fare tutti tesoro. Fino all’ultimo respiro ha fatto di tutto perché il fuoco delle lotte non si spegnesse. E non si spegnerà.

In ogni picchetto,
in ogni occupazione
dietro ad ogni barricata,
resistendo alle cariche della polizia,
continuando a sfidare questo mondo,
Lorenzo continuerà ad essere con noi in prima fila.

Stai tranquillo, non è finita qui…Hasta la victoria companero!

Aspettando chiarezza sul giorno dei funerali, ci prepariamo a dare a Lorenzo il saluto che si merita nelle strade e nelle piazze di Santa Croce, luoghi vissuti da Lorenzo tra mille scontri e battaglie…

I compagni e le compagne della lotta per la casa e dei collettivi autonomi

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Ciao Lorenzo

La Confederazione Cobas di Firenze esprime sgomento e immenso dolore per la prematura scomparsa del compagno Lorenzo Bargellini.

Ci preme ricordare il suo generoso impegno politico e sociale nelle mille lotte per la riaffermazione dei diritti che lo hanno visto protagonista negli ultimi quarant’anni della storia proletaria di questa città e non solo.

Ci preme ricordare Lorenzo senza cadere in una stucchevole e sdolcinata retorica della memoria, non parteciperemo al coro di una falsa iconografia già promossa da pennivendoli di regime e da soggetti ambigui o da altrettanto ambigue aree politiche che, con incalcolabile ipocrisia, offrono una lettura della sua militanza ed impegno politico del tutto inappropriati. Lorenzo non faceva né volontariato né carità. Lorenzo è un comunista, un compagno che con grande coerenza e generosità ha promosso e diretto il conflitto di classe in questa città e non solo. Che ha speso la propria vita di proletario comunista per la riaffermazione dei diritti della parte più debole della società, promuovendo forme spesso vincenti di riappropriazione di beni pubblici e privati sottratti alla voracità dei padroni, praticando non a parole ma nella sostanza forme reali di contropotere proletario.

Le sue battaglie, che sono anche le nostre, lo hanno portato a scontrarsi per tutta la vita con i poteri forti che governano questo territorio: la Firenze massona e bottegaia, la Firenze della proprietà fondiaria, della speculazione immobiliare , la Firenze delle gerarchie ecclesiastiche che gestiscono a loro volta immense proprietà fondiarie, e non ultime le istituzioni pubbliche, repressive, xenofobe, securitarie, anch’esse impegnate a supportare gli interessi dei padroni della città e nello stesso tempo nella gestione antipopolare e antisociale del cospicuo patrimonio abitativo pubblico.

Quelle stesse istituzioni che solo dopo la morte lo promuovono ad “interlocutore” rappresentativo di una realtà sociale esplosiva, sono le stesse istituzioni che nel bieco tentativo di criminalizzare le lotte, lo hanno trascinato in decine di processi penali che di certo non hanno giovato alla sua salute.

L’unico modo di ricordare davvero Lorenzo, e abbiamo ragione di ritenere che sarebbe quello che anche lui vorrebbe, è raccoglierne il testimone, continuare con ancora più determinazione le  battaglie di un comunista che grande coerenza si è dedicato alla lotta di classe.

Non sarà facile, anzi sarà impossibile proseguire il lavoro con la stessa intelligenza, la stessa forza, la stessa umanità di Lorenzo, ma glielo dobbiamo.

Nessuna si illuda: in ogni lotta, in ogni occupazione, in qualsiasi occasione nella quale riusciremo a batterci per l’emancipazione del proletariato Lorenzo vivrà.

Firenze 5/6/2017                   CONFEDERAZIONE  COBAS  FIRENZE

Da ieri mattina è cominciata a circolare la notizia della repentina morte di Lorenzo Bargellini, compagno fiorentino di 59 anni stroncato da un infarto.

Da quel momento il passa parola ha fatto il giro d’Italia.

Lorenzo era conosciuto , stimato, amato da più generazioni di compagni/e , per quel suo modo amabile di rapportarsi, per quell’immagine trasandata e sbarazzina, per quel sorriso ingenuo e beffardo, per quella fierezza cocciuta che metteva in ogni impresa.

Un dolore, misto a tristezza e rabbia , è sopragiunto in tutti/e noi .

Non ci si dà pace per questa incredibile perdita ! Appena due settimane fa c’eravamo abbracciati a Firenze in occasione di un convegno sul ’77 e scherzato su quella storia che non finisce mai.

Ci vorrà del tempo dilatato per smaltire questa terribile botta.

Ci conforta il sapere che la creatura che ha contribuito a realizzare Lorenzo e a cui ha dedicato le più preziose energie, il Movimento di Lotta per la Casa, vede già altri prosecutori forgiati dal suo esempio e accomunati nella comune volontà della difesa degli umili e degli oppressi.

Il Lorenzo che ho conosciuto, lo vede giovanissimo studente antifascista militante e già attento alle problematiche sociali innescate dall’agire solidale degli autonomi fiorentini.

Poi, partecipe della indimenticabile epopea che portò alla chiusura del ciclo nucleare in Italia, primi al mondo! Con le innumerevoli battaglie e le estati dei campeggi antinucleari in tutta Italia, : in particolare in quel di Vernio contro il PEC del Brasimone e a Montalto di Castro.

Ed ancora il Lorenzo antimperialista , inteso alla comune sfida della dismissione delle basi Usa-Nato , a partire da quella limitrofa di Camp Darby ,dove ci siamo più volte ritrovati ai presidi e negli scontri con la polizia.

Lo spazio occupato dell’Ex Emerson lo fa promotore dei più diversi incontri tra le realtà dei centri sociali e la particolare amicizia con i coetanei del csoa romano “ Hai visto Quinto” .

Nel Movimento Antagonista Toscano(MAT) svolge un ruolo preminente nello sviluppo e nel raccordo delle compagini toscane protese alla riappropriazione sociale.

Da qui , l’abnegazione totale alla lotta per il diritto alla casa , a scapito anche della salute e della vita personale. Un monumento, che non c’è bisogno di innalzare perché lo portereno sempre nei nostri cuori e nella memoria collettiva.

ADDIO “ CAPELLONE”, TI ABBIAMO VOLUTO UN GRAN BENE .

Vincenzo Miliucci

ps . quanto prima sarà divulgata la date delle esequie, così da rendere insieme tributo a Lorenzo

Firenze, addio a “Mao” Bargellini: una vita al fianco di ultimi e senzatetto. Aveva detto: “La sinistra non fa la sinistra”

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Foto Marco Bucco/LaPresse Firenze Trespiano 21 01 2016 cimitero sepoltura nel area mussulmana Ali Muse il somalo morto nel rogo del capannone ex Aiazzone. Presti Eziden, assessore Funaro, Lorenzo Bargellini è il rappresentante della comunità Somala. Photo Marco Bucco / LaPresse Florence Trespiano 21 01 2016 cemetery burial in the Muslim area Ali Muse, the Somali died in the fire at the former Aiazzone shed. Preside Eziden,Lorenzo Bargellini is the representative of the Somali community

E’ morto a 59 anni Lorenzo Bargellini, nipote di Piero, il sindaco della città ai tempi dell’alluvione. E’ stato trovato senza vita in uno dei tanti immobili che occupava con il Movimento per la casa di cui era il leader: “Era il Robin Hood dei nostri tempi”. Le sue battaglie lo hanno portato anche allo scontro frontale con la cugina, che attualmente è assessore della giunta Nardella

di Carlo Giorni | 5 giugno 2017/Fatto

Lo hanno trovato morto, in uno strano pomeriggio fiorentino, con la città semivuota per il ponte del 2 giugno, nell’ex asilo Ritter, uno dei tanti immobili vuoti da lui occupati. Così se ne è andato da solo Lorenzo Bargellini, 59 anni, leader del Movimento per la casa che a Firenze da decenni occupa immobili sfitti. “Ciao Mao”, hanno scritto amici e compagni su Facebook. Tra incredulità, dolore e stima da parte anche di coloro che non condividevano le sue idee e i suoi metodi di lotta. E forse con non poche lacrime di coccodrillo perché “Mao” a Firenze era anche molto inviso. Lo chiamavano “Mao” per la sua criniera da militante rimasto fedele ai sogni delle battaglie degli anni Settanta. Sempre al fianco degli ultimi, dei senzatetto e dei senza diritti. Sempre in prima fila a sognare la rivoluzione. Solo nel 2009, intervistato dal Corriere Fiorentino, dopo 19 anni di lotte e di condanne, si sfogò: “Fra un anno mollo tutto. Questo Paese non c’è verso di cambiarlo. Uno si arrende. Abbia­mo un panorama politico post Berlusconi: la sinistra non fa la sinistra, i poteri forti, quelli ve­ri, sì. C’è un sistema criminale che controlla la società italia­na. Non lascio le persone sole, ma l’illusione di cambiare il mondo l’ho persa negli ultimi 7-8 mesi. Dopo, farò come tut­ti”.

Per fortuna degli ultimi, Mao non ha mollato. Si è arreso solo al suo cuore che non ha retto ad una vita spericolata, sempre in lotta, poverissimo, mai un soldo in tasca. “E’ stato un Robin Hood dei nostri tempi. Lorenzo ha trascorso tutta la sua vita al fianco dei più deboli”, ha commentato Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, in consiglio regionale. Era figlio di una blasonata famiglia fiorentina. Il nonno, lo scrittore Piero Bargellini, è stato sindaco di Firenze ai tempi dell’alluvione. La sua cugina Sara Funaro è attualmente assessore alla casa della giunta Nardella. E i due cugini si sono ritrovati su fronti opposti. Come nell’ultima battaglia di Bargellini: l’occupazione da parte di una novantina di somali dell’ex sede dei gesuiti fiorentini. Lorenzo alla guida degli occupanti e Sara sul fronte opposto del ripristino della legalità anche con lo sgombero forzato. Quando tre anni fa la Funaro è stata nominata assessore alla casa e al sociale, Bargellini era impegnato in un’occupazione in via Capponi, e ai giornalisti che gli chiesero come si sarebbe comportato con la cugina a Palazzo Vecchio, rispose: “Non voglio confondere il piano personale e quello politico, i miei rapporti con Sara continueranno ad essere ottimi, ma detto questo, se lei è convinta che le istituzioni siano all’altezza dei problemi, io non lo sono per niente. Perché nonostante l’affetto fra noi, io continuerò a stare da una parte, e lei dell’altra”.

E la cugina Sara a Repubblica alla domanda su come avrebbe affrontato il cugino leader del Movimento per la casa da sempre in conflitto con le politiche abitative di Palazzo Vecchio, rispose: “È ovvio che i due aspetti, familiare e politico amministrativo, andranno tenuti separati. D’altra parte, tutti e due ci occupiamo di problemi sociali, e sono d’accordo con lui quando sostiene che l’emergenza casa è un problema gravissimo. Ma ovviamente, per quanto mi riguarda, tutte le emergenze vanno risolte nel rispetto della legalità”.

Capelli lunghi, canotta rossa, Mao, prima in Lotta Continua e poi capo del collettivo autonomo viola ai tempi di Antognoni, è da sem­pre, fin da ragazzo, un habituè delle manifestazioni. “L’ho conosciuto perché dove c’era una lotta per la casa e per i diritti lui c’era”, ricorda Daniele Calosi, responsabile Fiom-Cgil di Firenze. Per il Movimento l’occupazione degli immobili sfitti, ritenuta una pratica illegale, rappresenta uno “strumento di lotta”. Una lotta che ha procurato a Bargellini decine di denunce, processi e anche qualche condanna, ma anche il riconoscimento di migliaia di persone senza casa. D’altra parte “la casa per tutti” a Firenze ha avuto un alfiere di grande peso: l’ex sindaco Giorgio La Pira che non esitava a far requisire gli immobili sfitti per darli in abitazione ai senza tetto. E’ forse più a lui che al nonno Piero che si è rifatto Mao nelle lotte. Che gli amici raccontano come una persona di grande intelligenza e sensibilità: “Era molto dolce. Ricordo una sera passata con lui, quando eravamo ancora adolescenti, ad ascoltare musica e a scoprire Franco Battiato. Lorenzo lo avrò sempre nel cuore”, ricorda ad esempio Gian Marco Piattelli.

il movimento di lotta per la casa

é morto il compagno Lorenzo Bargellini

E’ con tanto dolore che abbiamo appreso che il compagno Lorenzo Bargellini è morto. E’ successo ieri, 4 giugno. Lorenzo ha lottato tutta la vita per costruire un mondo più giusto. Per questo ha ricevuto innumerevoli denunce e condanne da parte di magistratura e forze dell’ordine, e di contro l’affetto di tutte le persone che hanno umanità e condividono il suo senso della giustizia sociale.

Ha iniziato a lottare quando era giovanissimo e ha continuato a farlo tutta la sua vita. Dal 1980 è stato la persona di riferimento del movimento di lotta per la casa: il diritto alla casa dovrebbe essere inalienabile, ma è negato dagli interessi economici immobiliari e finanziari che purtroppo sono sostenuti attivamente da quelle istituzioni che avrebbero il compito di promuovere la risposta ai bisogni della maggioranza e non l’interesse di pochi privilegiati. Lorenzo ha lottato per il diritto alla casa e per i diritti di tutti quelli a cui i diritti sono negati. Per questo ieri sera presso la sua abitazione, l’ex Asilo Ritter, si sono radunati in tantissimi, per condividere il dolore sordo di una perdita, umana e politica, enorme.

Tutti sanno che quello che ci lascia, oltre alla sofferenza del sapere che non sarà più fra noi, è la consapevolezza che la lotta per la giustizia sociale si sceglie perché, quando si è così umani da percepire l’ingiustizia ovunque si presenti, non ci si può ritirare con la scusa che non ci sarebbe nulla da fare. Si lotta e basta, con tutte le forze e le capacità che si hanno e Lorenzo lo ha fatto fino alla fine.

Cobas Regione Toscana

il comunicato del Movimento di lotta per la casa sulla morte di Alì Muse

Alì Muse, rifugiato politico somalo, è morto durante l’incendio dell’ex-Aiazzone.

Si era salvato dalle fiamme che hanno distrutto la struttura, ma poi ha deciso di rientrare dentro. Non era pazzo. E’ rientrato perché voleva portare in salvo i suoi documenti. Quei pezzi di carta a cui la vita di ogni migrante è appesa. Pezzi di carta da sudare per ottenere il proprio diritto ad esistere qui in Italia.

Alì Muse è stato ucciso dalle leggi dello Stato Italiano, dagli arbitrari ritardi e dinieghi delle questure, dal ricatto continuo che viene esercitato nei confronti dei migranti attraverso la minaccia della clandestinità. Noi questo non lo dimenticheremo.

La stampa aspettava un morto per accorgersi di come sono costretti a vivere nella tanto decantata “culla del rinascimento” i rifugiati. La stampa può pure fingere di non sapere. Ma le istituzioni no. Queste sanno benissimo da due anni che all’interno dell’ex-mobilificio, in condizioni più che precarie, vivevano più di cento richiedenti asilo somali. Gli stessi che hanno sgomberato dall’occupazione di via Slataper. Gli stessi che hanno rimandato in mezzo ad una strada dopo i soliti tre mesi di “progetto”.

Ali Muse è stato ucciso da un sistema dell’accoglienza finalizzato ad arricchire le cooperative che lo gestiscono. Che l’unica “integrazione” che offre è quella del lavoro gratuito per i profughi tanto sponsorizzato dal “socialista” (!) Enrico Rossi. Un sistema che usa-e-getta i migranti, come ha fatto con Ali Moussa. Noi questo non lo dimenticheremo.

In due anni, le istituzioni si sono ricordate dei rifugiati dell’ex-aiazzone solo quando si è trattato di portare operai, ruspe e reparti di polizia in assetto anti-sommossa per sabotare l’allaccio dell’energia elettrica degli occupanti. Per rendere ancora più precaria (e pericolosa) la fornitura, oltre che la vita degli abitanti. Noi questo non lo dimenticheremo.

Alì Muse è stato ucciso da uno Stato – quello dell’art.5 e degli sgomberi – che ha deciso di fare la guerra a chi è costretto ad occupare invece di fare quello che dovrebbe: garantire una casa e una vita dignitosa a tutti.

Un uomo è morto, come nessuno mai dovrebbe morire. Da parte nostra tanta tristezza, indignazione rabbia. Altrettanta la convinzione che sono questi i momenti in cui c’è bisogno di schierarsi.

Perché non accada mai più.

Movimento di Lotta per la Casa

Firenze: autorecupero e le leggi regionali

IL COMUNE…L’ASILO RITTER E IL DIAVOLO..

L’atavica vertenza sull’AUTORECUPERO non sembra avere mai una fine…
Di recente il Comune di Firenze ha POSTO infiniti ostacoli agli occupanti (o meglio inquilini o meglio ancora autocostruttori…scegliete voi…) per BLOCCARE l’inizio dei lavori di recupero della struttura.

L’ultima novità in ordine di tempo è un ATTO UFFICIALE della direzione del patrimonio NON ABITATIVO nel quale si dichiara l’impossibilità di andare avanti determinata dalla presenza di due assegnatari futuri che sono stati CONDANNATI PER IL REATO DI OCCUPAZIONE…E in virtù dell’attuale legge regionale chi ha occupato non pùò beneficiare del diritto al recupero abitativo. Legge che riguarda unicamente il patrimonio di edilizia Residenziale pubblica…

Vi chiederete se tutto questo è vero o se nelle stanze dei bottoni (o bottoncini…) sono letteralmente impazziti…

Per fortuna l’ignoranza nella legge non è ammessa, tantomeno l’arroganza e la prepotenza…

UN PO’ DI STORIA:

L’Asilo Ritter è stato occupato nell’ottobre del 1991, le condizioni in cui versava erano spaventose, un metro di acqua stagnate in tutte le stanze…un luogo dimenticato da tutti. Chiuso nel 1986 dalle forti e determinate proteste dei genitori dei bambini perchè circondato da fabbriche chimiche che emanavano irrespirabili odori e fumi con conseguenti disturbi alla respirazione dei minori e degli abitanti. La crisi economica ha poi costretto La CERDEC prima e la SEVES dopo alla chiusura e al licenziamento dei lavoratori.
Nel 1995 gli allora occupanti dell’Asilo avvertono lo stesso comune e l’assessore alla Casa del tentativo dei pronipoti RITTER di riprendere il possesso della struttura. Il comune che l’asilo lo aveva proprio dimenticato interviene e riesce a vincere la causa…
Dopo alcuni anni parte la vertenza per l’AUTORECUPERO che si chiude, ufficialmente nel 2012 con l’approvazione del progetto realizzato dall’Associazione Un Tetto Sulla Testa…

Cosa c’entra una struttura abbandonata da decine di anni con l’edilizia residenziale pubblica e con la vertenza dell’autorecupero lo sa solo qualche mente malata che si dileggia nella fantasia e in qualche goffo e stupido tentativo di continuare a bloccare il percorso di AUTORECUPERO…

Ma questa buffa e ridicola scusa è solo l’ultima in ordine di tempo…
Sarà perchè un intera popolazione gli ha voltato le spalle…
Sarà perchè sono animati solo da vendette politiche e personali….
Sarà perchè le migliaia di metri quadri esistenti dietro l’Asilo fanno gola a qualcuno…
Sarà perchè L’Asilo Ritter è vicino al movimento di Lotta per la Casa

Sta di fatto che ogni due settimane il Comune di Firenze BLOCCA drasticamente il sogno di un gruppo di persone di poter realizzare un progetto collettivo che potrebbe diventare SOLUZIONE CONCRETA per il futuro di migliaia di famiglie in emergenza casa.

Per altro siamo davvero stufi dell’arroganza e della prepotenza dell’Amministrazione Comunale di Firenze

L’ASILO RITTER i suoi inquilini e il DIAVOLO

Movimento di lotta per la casa: emergenza casa, contro gli sgomberi e contro la legge Saccardi

Appello del Movimento di lotta per la casa di Firenze:

Emergenza casa: io sto #dallapartegiusta!

11.000 case vuote, 100 sfratti al mese e nel mentre 3000 famiglie in attesa di casa popolare: questi i numeri dell’emergenza abitativa oggi a Firenze. In questa situazione, già di per sé drammatica, il Comune, la Prefettura e la Questura decidono di intraprendere un “piano-sgomberi” contro le case occupate, unica soluzione per chi non riesce a permettersi affitti a 1000 euro al mese. Solo nell’ultimo mese, con gli sgomberi in via Toselli e in via Baracca, 150 persone (bambini, anziani e adulti, uomini e donne, italiani e stranieri) sono stati buttati in mezzo di strada. Evidentemente secondo il parere di chi governa la città è meglio lasciare vuoti edifici di proprietà di grandi privati in disuso da anni e anni per restituirli alla speculazione e all’abbandono, piuttosto che requisirli per renderli case popolari e andare nella direzione di risolvere l’emergenza abitativa. Come se non bastasse, la Regione Toscana decide di votare in sordina una nuova legge sulla casa che renderà molto più difficile ottenere una casa popolare per chi ne ha bisogno, e molto più facile perderla per chi è riuscito a ottenerla.
Dopo anni di crisi economica chi aveva già un lavoro perde tutele e diritti e chi lo sta cercando non trova davanti a sé altro che precarietà e salari da fame. Il costo della vita aumenta a dismisura, e siamo costretti a subire tagli e privatizzazioni ai servizi pubblici essenziali che dovrebbero garantire una vita dignitosa a tutti (istruzione, sanità, trasporti…).
Oltre al danno, la beffa: le famiglie occupanti stanno subendo da mesi una campagna di criminalizzazione ipocrita e xenofoba, che stigmatizza le occupazioni come “illegalità” e “abusivismo” e l’emergenza abitativa come mero “problema di ordine pubblico”. Questa campagna viene portata avanti da una classe dirigente ormai chiara espressione di interessi mafiosi, che mangia quotidianamente sulla testa della gente, con appalti, mazzette, speculazioni. E’ emblematico che proprio il “Piano-Casa” (che vieta la stipulazione di contratti legali per acqua, luce e gas a chi occupa, e nega loro il diritto alla residenza) sia stato scritto proprio dall’ex ministro Lupi.

Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione di mercoledì 1 aprile per sostenere questa campagna e dire NO agli sgomberi! #dallpartegiusta #unitisivince #nopianocasa

Chiediamo che tutte le persone e le organizzazioni politiche, sindacali e sociali che sono #dallapartegiusta sottoscrivano questo appello contro gli sgomberi delle case occupate e contro la campagna di criminalizzazione delle famiglie occupanti, per delle politiche abitative che garantiscano il diritto alla casa per tutti e tutte.
Per sottoscrivere l’appello inviare un’email a lottaxlacasa@gmail.com specificando il nome dell’organizzazione, oppure nome, cognome e “professione” o inviare un messaggio privato a Movimentodilotta PerlacasaFirenze.