Archivi tag: Direzione diritti di cittadinanza

richiesta di chiarimenti a Rossi e Saccardi sulla retribuzione della direttrice Calamai e sulla mobilità dal Servizio Sanitario Regionale alla Regione Toscana

cobas

C ONFEDERAZIONE COBAS

COBAS PUBBLICO IMPIEGO

viale Manzoni 55 – 00185 Roma – tel 0677591926 fax 0677206060 –

Al Governatore Regione Toscana

C.A. Enrico Rossi

All’assessore al Diritto alla Salute

C.A. Stefania Saccardi

oggetto: richiesta di chiarimenti su retribuzione dr.ssa Calamai e su mobilità temporanea.

In relazione a quanto in oggetto la scrivente O.S. richiede spiegazioni sulla deroga concessa alla dr.ssa Calamai dello sforamento dei limiti previsti per quello che riguarda la retribuzione degli incarichi di direzione .

Il DGR 706 del 1 luglio 2015 stabiliva che il trattamento economico del direttore generale fosse determinato in 170.000 euro lordi annui e quello dei 14 direttori in 130.000 euro lordi annui. La regione in un comunicato affermava che non sarebbero più stati previsti ulteriori compensi per i risultati conseguiti.

Ma con DGR 82 del 29/1/2018 “ridetermina” quanto statuito dalla DGR 706 del 1 luglio 2015 e stabilisce che il trattamento economico annuo, onnicomprensivo, relativo all’incarico di direttore della “Direzione Diritti di cittadinanza e Coesione Sociale”, non è più 130.000 ma 147.000 euro lordi annui, al netto degli oneri riflessi.

In un periodo, nel quale i lavoratori vivono condizioni di lavoro difficili e i cittadini utenti sono sottoposti a riduzioni o anche cancellazioni di servizi, mentre si allungano le liste di attesa e vengono rese incerte le prestazioni sanitarie, vediamo motivato questo degrado con la mancanza di risorse, assistiamo nel contempo ad una differenza di trattamento: si taglia in basso e si incrementa alla dirigenza.

Con decreto del presidente n.19 del 30 gennaio 2018 dunque, il Presidente Enrico Rossi nomina Monica Calamai quale direttrice della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale, garantendole un incremento di “retribuzione” di circa 1.300 Euro al mese (da 130.000 a 147000 euro), di fronte a incrementi per il personale, nel nuovo CCNL, che non raggiungono gli 85 Euro medi lordi.

Una disparità di trattamento che smentisce tutte le buone intenzioni dichiarate anche con la recente riforma del Servizio Sanitario Regionale, con l’accorpamento delle AUSL, che avrebbe dovuto portare un cospicuo risparmio proprio riducendo la dirigenza in numero e in emolumenti.

Peraltro rileviamo che la delibera 79 del 29/1/2018, che tratta di “mobilità temporanea del personale fra direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale e le aziende ed enti del SSR (Servizio sanitario regionale), individua nel numero di 60 “il limite di contingente entro il quale annualmente potranno essere attivati eventuali distacchi o comandi del personale delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale”, ripartito tra personale di qualifica dirigenziale e delle categorie.

La delibera si preoccupa anche di precisare che il limite di 60 unità lavorative non è comprensivo delle unità di personale dipendenti dal sistema sanitario regionale che attualmente risultano già comandate presso la Regione Toscana ed assegnate alla direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale.

La delibera chiarisce che “le unità di personale sopra determinate non andranno a coprire i posti in dotazione organica della regione ed il personale di qualifica dirigenziale sarà esclusivamente distaccato e allo stesso non sarà attribuito alcun incarico di struttura dirigenziale mentre per il personale delle categorie potrà essere individuato sia l’istituto del comando che quello del distacco”.

Per quanto sopra appare che un rilevante numero di dirigenti e personale del comparto saranno inviati a lavorare in Regione, forse addirittura a spese delle aziende di cui sono dipendenti.

Tutto questo avviene in un contesto di grave carenza di organico nelle aziende di provenienza e senza chiarezza su quale attività andranno a svolgere visto che il personale dipendente della Regione appare numericamente e professionalmente nella condizione di poter svolgere le attività attualmente in carico senza un numero così cospicuo di distacchi.

Per quanto in nota siamo a richiedere:

  • quale sia la giustificazione di un aumento di retribuzione della Direttrice della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale da 130.000 a 147.000 euro;

  • quante siano effettivamente le unità lavorative in mobilità verso la Regione Toscana, quale lavoro svolgevano in precedenza e da chi verranno sostituite nelle attività che hanno svolto fino ad oggi?

  • quali compiti avranno le unità lavorative in arrivo e che rapporto ci sarà fra le loro attività e quelle dei lavoratori della Regione che l’hanno svolte fino ad oggi?

  • come si trasformerà la struttura organizzativa della Direzione diritti di cittadinanza in relazione all’arrivo di queste nuove unità lavorative? Quanti saranno i dirigenti e quanti delle categorie?

  • in conseguenza di queste mobilità sono previste sostituzioni di dirigenti e/o di dipendenti oggi in servizio in Regione Toscana?

  • quante sono e dove sono allocate le unità di personale dipendenti dal sistema sanitario regionale che attualmente risultano comandate presso la Regione e che non sono comprese nel numero di 60 unità indicato nella delibera?

  • Quali saranno i costi di questa operazione e chi li pagherà?

In attesa di riscontro Distinti saluti

FI 23/02/2018

per Cobas Pubblico Impiego Firenze – Enti Locali

Marvi Maggio

( marvi.maggio@regione.toscana.it)

per Cobas Pubblico Impiego Firenze – Sanità

Roberto Soraggi

(soraggir@aou-careggi.toscana.it)

Annunci

cosa succede alla Direzione diritti di cittadinanza?

Da 130.000 a 147.000: dove sta il risparmio? E le sessanta unità lavorative, che vuoto lasciano e che ruolo giocheranno in Regione Toscana?

C’è una nota stonata in tutto questo rigore sui conti per quanto riguarda i dipendenti: tutto deve stare al di sotto del tetto, ma a volte questo tetto non appare così insormontabile.

Da 130.000 a 147.000

La DGR 706 del 1 luglio 2015 stabiliva che il trattamento economico del direttore generale fosse determinato in 170.000 euro lordi annui e quello dei 14 direttori in 130.000 euro lordi annui. La regione in un comunicato affermava che non sarebbero più stati previsti compensi per i risultati conseguiti: “i direttori continueranno a essere valutati rispetto agli obiettivi annuali assegnati, ma il lavoro svolto bene non comporterà alcun premio. In caso di valutazione negativa decadranno dall’incarico”.

Ma con DGR 82 del 29/1/2018 si “ridetermina” quanto statuito dalla DGR 706 del 1 luglio 2015 e si stabilisce che il trattamento economico annuo onnicomprensivo relativo all’incarico di direttore della Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale non è più 130.000 (che già sembravano eccessive) ma 147.000 euro lordi annui, al netto degli oneri riflessi.

Con decreto del presidente n.19 del 30 gennaio 2018 poi, il presidente nomina Monica Calamai come direttrice della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale. Il dispositivo delle delibera dà atto che all’avviso di selezione pubblica per titoli sono state presentate 4 candidature e che si è svolta una istruttoria e un colloquio con i candidati finalizzato a valutare professionalità e la concreta idoneità. Calamai era Direttrice generale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi. Lo stesso giorno Monica Piovi, la precedente direttrice della direzione Diritti di cittadinanza, è nominata direttore generale ESTAR con decreto del presidente della giunta regionale n.18 del 30 gennaio 2018.

Ma non finisce tutto qui. C’è dell’altro.

Sessanta unità lavorative dal SSR

La delibera 79 del 29/1/2018 tratta di “mobilità temporanea del personale fra direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale e le aziende ed enti del SSR (Servizio sanitario regionale) per comprovate esigenze di servizio o di specifiche professionalità”. La delibera individua “il limite di contingente entro il quale annualmente potranno essere attivati eventuali distacchi o comandi del personale delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale” e stabilisce “di individuare il suddetto limite per le singole annualità 2018, 2019 e 2020 nel numero di 60 (sessanta) unità lavorative, ripartito tra personale di qualifica dirigenziale e delle categorie, per ciascun anno, fermo restando che il predetto limite potrà essere rideterminato ogni anno per sopravvenute esigenze…e che le relative attivazioni potranno essere disposte compatibilmente con i pertinenti stanziamenti del bilancio regionale all’interno del Fondo Sanitario Regionale”. La delibera chiarisce che “le unità di personale sopra determinate non andranno a coprire i posti in dotazione organica della regione ed il personale di qualifica dirigenziale sarà esclusivamente distaccato e allo stesso non sarà attribuito alcun incarico di struttura dirigenziale mentre per il personale delle categorie potrà essere individuato sia l’istituto del comando che quello del distacco”. La delibera si preoccupa anche di precisare che il limite di 60 unità lavorative non è comprensivo delle unità di personale dipendenti dal sistema sanitario regionale che attualmente risultano comandate presso la Regione Toscana ed assegnate alla direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale.

Chiediamo chiarimenti urgenti e risposte sulle seguenti questioni:

– quale sia la giustificazione di un aumento di retribuzione della Direttrice della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale da 130.000 a 147.000 euro;

– quante siano effettivamente le unità lavorative in mobilità verso la Regione Toscana e quale lavoro svolgevano in precedenza: verranno sostituite nelle attività che hanno svolto fino ad oggi?

– quali compiti avranno le unità lavorative in arrivo dal SSR e che rapporto c’è fra le loro attività e quelle che i lavoratori del comparto delle regione, in servizio presso la direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale, hanno svolto fino ad oggi?

– come si trasformerà la struttura organizzativa della Direzione diritti di cittadinanza in relazione all’arrivo di queste nuove unità lavorative? Quanti saranno i dirigenti e quanti delle categorie?

– in conseguenza di queste mobilità sono previste sostituzioni di dirigenti e/o di dipendenti oggi in servizio in Regione Toscana?

– quante sono le unità di personale dipendenti dal sistema sanitario regionale che attualmente risultano comandate presso la regione e assegnate alla Direzione diritti di cittadinanza e che non sono comprese nel numero di 60 unità?

– quali sono i costi di questa operazione e chi li pagherà?

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana