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COBAS: Contro il governo reazionario guidato da Salvini

Contro il governo reazionario guidato da Salvini

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Crolla il bluff “né di destra né di sinistra, né fascisti né antifascisti” dei 5 Stelle: è un governo reazionario, xenofobo, razzista, sessista e omofobo, quello di fatto guidato da Salvini.

Hanno tuonato per anni contro i presidenti del Consiglio non eletti e poi hanno installato un “signor Nessuno” senza alcuna autonomia; avevano strepitato contro gli accordi tra Renzi e Berlusconi e hanno stipulato un “contratto” tra partiti che si sono demonizzati per anni; avevano strillato per gli “inciuci” contro il popolo sovrano, ed hanno incollato al governo due partiti presentatisi agli elettori in schieramenti contrapposti. Ma questo sarebbe solo l’ennesima dimostrazione dell’ultrasecolare trasformismo italico, se poi il tutto non si fondasse sul programma della Lega, forza dominante di un governo che, oltre a storici rappresentanti della “casta” come Savona, Moavero e Tria, propone figure di bassissimo profilo che dovranno  eseguire il programma di una formazione reazionaria, in perfetta sintonia con l’ultra-destra di Le Pen, Orban, dei governi polacchi ed austriaci. Si tratta di una versione moderna del nazionalismo reazionario che non abbisogna più di dittature ma che propone in tutta Europa chiusure nazionalistiche, sovranismo velleitario, xenofobia, odio verso i “negher”, sessismo, omofobia, disprezzo della cultura, del sapere, della conoscenza competente, culto delle armi e della sottomissione del debole e del “diverso”; con in più l’ultra-liberismo e il mito della “fabbrichetta”, del “farsi da sé” sulla pelle degli altri e del non pagare le tasse.

Sono bastate due settimane di governo e le illusioni di coloro che, da sinistra e per avversione (giustificata) verso il PD e Renzi, avevano preso sul serio le promesse dei 5 Stelle, sono state brutalmente travolte. I leghisti di Salvini, usando spietatamente i migranti dell’Aquarius, già distrutti dalla prigionia in Libia organizzata dal precedente governo PD, e pur partendo da un 17% di voti, stanno divorando quello strano “animale” a 5Stelle, che si presupponeva (Di Battista dixit) “nè di destra nè di sinistra, né antifascista perché il fascismo è morto e sepolto”: che, pur con il doppio di eletti/e, nel giro di dieci giorni ha sottoscritto l’intera piattaforma anti-immigrati di Salvini, con Toninelli che ha controfirmato la chiusura dei porti e Di Maio che ha confermato “l’assoluta identità di vedute nel governo sul tema immigrazione.”

Ma l’aspetto reazionario del governo Salvini-Di Maio non riguarda solo la politica sull’immigrazione. C’è l’oscena legge “per la legittima difesa”, che introduce la pena di morte senza processo, autorizzando i “benpensanti” a sparare su chiunque si introduca nelle proprie case; c’è laflat tax, che ridurrebbe sensibilmente le tasse ai ricchi  massacrando le già poche risorse per i servizi sociali; c’è una concezione forcaiola delle libertà civili e repressiva dei conflitti, come promette l’ incubo di Salvini al Ministero degli Interni; c’è il blocco della riforma della giustizia e il trionfo della logica manettara alla Davigo “non esistono gli innocenti, sono solo colpevoli non ancora smascherati”, con il dilagare di “agenti provocatori di Stato”, premi ai delatori, costruzione di parecchie nuove carceri; c’è l’omofobia e il sessismo aperto del ministro Fontana per il quale le diversità di orientamenti sessuali vanno semplicemente cancellate; ci sono i legami con l’Internazionale europea, razzista, sessista e xenofoba e fascistoide. C’erano poi le mirabolanti promesse di cancellare la legge Fornero, la “Buona scuola”, il Jobs Act e di dare il mitico “reddito di cittadinanza”, che tanto interesse e attese avevano suscitato in vasti settori popolari e salariati. Ma gli ottimi rapporti stabiliti con le organizzazioni padronali ci fanno prevedere che nulla di serio verrà toccato né sulle pensioni né sulle leggi sul lavoro. E come i 5Stelle vogliano difendere i lavoratori/trici dalla precarietà lo abbiamo già visto nel conflitto, con i COBAS in prima fila, nelle Telecomunicazioni dove, al di là delle chiacchiere sul “reddito di cittadinanza”, circa 30 mila addetti subiranno per l’ennesima volta tagli salariali e precarietà per un accordo esaltato dai 5 Stelle come esempio dei “nuovi rapporti di lavoro”.  In quanto poi alla “buona scuola” qualcuno/a può seriamente credere che Bussetti, dirigente dell’USP di Milano e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e già  preside “distaccato”, che in questi anni ha fedelmente applicato la Legge 107, possa buttare per aria i poteri assegnati ai capi di istituto, i bonus, l’Alternanza scuola-lavoro e i quiz Invalsi? Non basta vedere come siano sparite le promesse di rendere giustizia alle maestre diplomate magistrali fatte da Lega e 5Stelle, quando ora Pittoni (responsabile scuola della Lega) dice che “è troppo tardi ora per sanare adeguatamente la situazione, ci doveva pensare prima la Fedeli”?

Ci sono poi due vicende altamente indicative dell’attuale clima politico. La prima riguarda la  costruzione dello stadio della Roma. Il “dominus” della corruzione, Lanzalone, fa parte della lunga serie di “tecnici” senza scrupoli che, su mandato di Casaleggio, Di Maio, Bonafede, e Fraccaro, i tre ministri principali 5Stelle del governo, hanno imposto  alla sindaca Raggi.  C’è infine l’intollerabile voto del Consiglio comunale di Roma per intestare una strada al boia Almirante. Qui non si giocava la sopravvivenza del governo e men che meno della giunta Raggi che ha una maggioranza schiacciante al Comune. Semplicemente i consiglieri 5 Stelle hanno condiviso il peana della Meloni per Almirante, l’uomo delle leggi razziali, l’esaltatore del razzismo come segno patriottico, presentato come un “fondatore della patria, uno dei politici italiani più importanti e meritevoli del secolo scorso”. E, in linea col Di Battista dell’”antifascismo non ha senso perché il fascismo è morto” hanno votato per dare gloria ad Almirante. Che poi qualcuno abbia richiamato all’ordine gli sciagurati, avendo percepito l’effetto mediatico, non cambia la sostanza.

Insomma, per tutti questi validissimi argomenti i COBAS dichiarano la loro avversità a questo governo e lo combatteranno nei prossimi mesi almeno come abbiamo fatto nei confronti di tutti i governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi anni.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

18 giugno 2018

http://www.cobas.it/Notizie/Contro-il-governo-reazionario-guidato-da-Salvini

 

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A Firenze un gruppo di auto aiuto per fibromialgici

Una malattia sempre più diffusa che lascia soli ed isolati nel dolore

In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia che si è svolta il 12 maggio scorso, il Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto ­Aiuto ha annunciato la nascita di un nuovo gruppo di Auto ­Aiuto per la Fibromialgia.

“Fibromialgia: affrontiamola insieme” è nato grazie alla collaborazione attiva del  Quartiere 4  e sarà attivo a partire da settembre 2018.

La Fibromialgia è una sindrome complessa che colpisce il circa 4% della popolazione, circa 2 milioni di persone in Italia.  Da fonte Medical News  si evince che ad essere colpite sono in prevalenza le donne, anche se recenti studi, hanno dimostrato un forte aumento anche nei maschi e adolescenti e bambini.

La malattia è caratterizzata da dolore cronico diffuso, fluttuante e migrante che interessa muscoli, tendini e legamenti, associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità (come eccessiva percezione degli stimoli) e calo dei livelli di serotonina, con possibili disturbi d’ansia e depressivi.

Tali sintomi hanno significative ripercussioni sulla qualità di vita delle persone che ne sono affette, a livello relazionale, sociale e lavorativo.

La complessa manifestazione clinica e l’incertezza circa l’eziopatogenesi di questa sindrome la rendono oggetto di dibattito e ne evidenziano le criticità in termini di intervento, portando il malato fibromialgico a vivere in una situazione di incomprensione e talvolta di isolamento.

Sebbene l’Oms abbia riconosciuto già dal 1992 l’esistenza della Fibromialgia e nonostante anche altre organizzazioni mediche di carattere internazionale l’abbiano considerata una malattia cronica, solo una parte dei Paesi europei ha condiviso questa posizione e tra questi non figura l’Italia.

Tuttavia, in questi ultimi anni l’interesse per la sindrome fibromialgica sta aumentando progressivamente grazie a una maggior presa di coscienza medica dell’esistenza di tale sindrome, alla presenza di associazioni di malati che rivendicano una loro identità, e ad una maggiore attenzione da parte dei mezzi di comunicazione nei confronti della malattia e di chi ne è affetto.

Da qui l’importanza di dar voce alla sofferenza dei malati di Fibromialgia, attraverso un gruppo di Auto ­Aiuto, che possa restituire loro potere e autonomia nella gestione e nella condivisione del proprio disagio in un clima di accoglienza, ascolto ed empatia, e che possa creare una rete di supporto per i malati di Fibromialgia, complementare a quella dei servizi sanitari e delle istituzioni, al fine di migliorarne significativamente la qualità di vita.

Il gruppo di Auto ­ Aiuto “Fibromialgia: Affrontiamola insieme” è uno dei gruppi attivi sul territorio toscano sotto la supervisione del Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto Aiuto, associazione di volontariato formata da gruppi e associazioni.

L’associazione nasce nel 1996 per rappresentare i gruppi davanti alle Istituzioni e ai Servizi.

E’ tra le associazioni socie fondatrici del CESVOT, il Centro Servizi per il Volontariato della Regione Toscana. Ha inoltre contribuito alla costituzione del Coordinamento Nazionale dei Gruppi di Auto ­ Aiuto, al fine di favorire il confronto e lo scambio tra le varie esperienze nazionali di self help. Rappresenta l’Italia nel Network Europeo del Self Help, una rete di associazioni ed enti che ha lo scopo di promuovere il dibattito culturale e scientifico sul tema dell’Auto ­ Aiuto attraverso meeting, progetti e ricerche scientifiche.

Per informazioni contattare Francesca Gori – mail francescagori@yahoo.it – recapito tel: 3403134154 oppure la facilitatrice di gruppo Rosaria Mastronardo – mail rosaria.mastronardo@gmail.com – recapito tel: 3341098819

http://www.firenzewow.it/a-firenze-un-gruppo-di-auto-aiuto-per-fibromialgici/

 

25 aprile!

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto con il silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza.
Piero Calamandrei
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a onor del vero…

A onor del vero…

Il risultato delle elezioni del 3-4-5 marzo 2015 é stata una RSU composta da 36 persone:

16 CGIL (44,4%); 9 CISL (25%); 6 COBAS (16,6%); 3 UIL (8,3%); 2 CSA (5,5%).

Ma dal 2016 con l’ingresso dei colleghi delle province sono arrivati anche nuovi sindacalisti fino a comporre una RSU di 63 persone, così composta:

30 CGIL (47%); 15 CISL (23%); 9 UIL (14%); 6 COBAS (9,52%); 2 CSA (3,71%); 1 USB (1,58%).

Il confronto fra il 2015 e il 2018 ha un qualche interesse ma è inficiato dal fatto che è effettuato su situazioni difformi e diverse: nel 2015 c’erano 1758 votanti su 2616 aventi diritto e nel 2018 ci sono stati 2557 votanti su 3402 aventi diritto.

I dati delle elezioni RSU del 2018 vanno confrontati con la RSU di 63 persone.

La CGIL ha ridotto la sua presenza rispetto alla RSU del 2016, così la CISL, la UIL. Cresciuti il COBAS e l’USB. Ciò non toglie che in termini assoluti la CGIL abbia molti voti, ma non la maggioranza.

Votazioni 2018:

19 seggi CGIL (44,51%); 8 seggi CISL (19,87); 5 seggi COBAS (11,15%); 4 seggi UIL (9,39%); 4 seggi USB (8,17%); 2 seggi CSA (4,61)

ma bando alle ciance: ora riprende la costante battaglia per difendere e accrescere i diritti e i redditi dei lavoratori in Regione Toscana!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

la Fibromialgia è stata inserita negli (AFA) Attività Fisica Assistita

Buongiorno a tutti,

allego a questa comunicazione, la Delibera di Giunta:

 delibera_2018_testo_AFA_FIBROMIALGIA con relativo allegato:

Allegato A AFA_FIBROMIALGIA

che ho ricevuto direttamente dal settore che si occupa delle malattie croniche in Regione Toscana, (potete trovarlo anche negli atti della Giunta, è pubblico), dove viene sottolineata l’importanza degli studi internazionali per la Sindrome Fibromialgica, studi che hanno stabilito indicazioni precise per un approccio terapeutico multidimodale alla sindrome, basato su un programma di cura che includa diverse tipologie di interventi fra i quali, nell’ambito dei trattamenti non farmacologici, lo svolgimento di attività fisica, privi di effetti collaterali, attività che deve essere svolta in modo continuativo e con modalità stabilite sia all’interno di piscine che di palestre.

Per questo motivo, all’interno delle Attività Fisiche Assistite (AFA) hanno inserito la Fibromialgia.

Ho deciso di scrivervi e di darvi comunicazione di questo perchè, anni fa la Fibromialgia, era presente in queste tipologie di attività fisiche assistite ma fu rimossa, per scarse adesioni, forse perchè non si sapeva? forse perchè non era stata fatta la giusta pubblicità? non lo so, fatto è che ora c’è, ed essendo molto, molto economica la spesa, ove possibile, ove esitono piscine basse e soprattutto con acqua calda (leggete l’allegato, all’interno troverete tutte le indicazioni) aderite , ma soprattutto, fate girare, tra parenti, amici, i social e altro la notizia, così da evitare di nuovo la cancellazione della sindrome dagli AFA.

Vi ringrazio e vi saluto

Rosaria Mastronardo

comunicato stampa dei lavoratori COBAS di Cologno Monzese

COBAS Pubblico Impiego

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aderente alla Confederazione COBAS

viale Manzoni 55 – 00185 ROMA Tel. 0677591926 Fax 0677206060

email: pubblicoimpiego@cobas.it sito: http://pubblicoimpiego.cobas.it/

Comunicato Stampa

Per i giorni 21 e 22 aprile prossimi l’amministrazione comunale ha organizzato un evento pubblico per “rievocare e conoscere la vita di campo di un reparto di fanteria nella Cologno di fine guerra…“… una unità delle Wehrmacht …” (det.n.344/2018).

La notizia è stata riportata su parecchi organi di informazione sia nazionali che locali ed ha suscitato lo sdegno di tutte le forze progressiste ed antifasciste che stigmatizzano con forza questa iniziativa becera e provocatoria.

Chiaramente, il sindaco ha rigettato qualsiasi critica, nascondendosi dietro la scusa che dovrebbe trattarsi di un evento culturale.

Ma quale cultura va proponendo? L’evento è organizzato per il giorno 21 aprile, il Natale di Roma, la festa del Fascismo. I commedianti della “36 Fusilier Kompanie” rappresenteranno uno dei più famigerati corpi di occupazione dell’esercito nazista, vestendosi delle sue uniformi e mostrando impunemente i suoi simboli di morte.

È questa la cultura di cui vuole essere promotore? Una cultura di sopruso, di sterminio, di morte? Perchè, ovviamente non saranno rappresentate le occupazioni, i rastrellamenti, le fucilazioni, le deportazioni e tutte le azioni di sterminio dell’esercito nazista e dei suoi cani da guardia fascisti.

Il tutto a pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, questa sì data importante e fondativa della nostra storia recente, data che ricorda la lotta di quanti si opposero proprio a queste forze di occupazione e di morte.

Noi, le lavoratrici e i lavoratori del COBAS di Cologno Monzese non possiamo che rifiutare e condannare questa iniziativa dell’amministrazione comunale; noi siamo impiegati e funzionari che realizzano quotidianamente e con professionalità le indicazioni della parte politica che amministra la città, anche di questa; ma sui valori fondanti della nostra comunità, sui valori dell’antifascismo della nostra repubblica, su questi, NO, non possiamo transigere e stare zitti.

Cologno Monzese è un comune della Repubblica Italiana; il sindaco faccia, dunque, il suo dovere di servitore dello Stato democratico e annulli l’evento, altrimenti con quale faccia vorrà presentarsi in piazza il prossimo 25 aprile?

Cologno Monzese, aprile 2018

divide et impera?

Divide et impera? Tutti insieme si vince!

La questione dell’orario di viaggio che non è considerato orario di lavoro.

lo l’ho posta più volte, senza successo, anche in occasione della modifica delle regole sull’orario da parte dell’amministrazione. C’è sempre più di un sindacalista più realista del re, che ricorda con la solita veemenza: ma quello c’è nel contratto! Come se le norme e le leggi non fossero continuamente sottoposte a modifica (ne sa qualcosa chi lavora in regione toscana), la questione è la razionalità che perseguono in questa incessante trasformazione. Quella gerarchica disciplinare dell’ingiustizia o quella dei diritti dei lavoratori.

Ci sono delle categorie di lavoratori come i giornalisti e gli autisti, per cui l’orario di viaggio vale come orario di lavoro. Ora con il nuovo CCNL funzioni locali la questione non viene risolta per tutti ma è possibile aggiungere altre eccezioni, cioè altre categorie di lavoratori potranno ottenere che l’orario di viaggio sia considerato orario di lavoro.

Divide et impera. A qualcuno sì e a qualcuno no. Per qualcuno il tempo di viaggio è lavoro, per alcuni un po’ e per altri per niente. Palesemente inaccettabile.

Una collega mi ha scritto su questo tema. E’ importante che la voce dei lavoratori sia udita e quindi incollo qui sotto la sua lettera. Serve a capire che c’è semproe qualcuno che non piega la testa e non accetta l’inaccettabile. E proprio grazie a noi le cose possono cambiare. Guardate bene chi voterete alle prossime elezioni RSU: non chi pensa che l’ingiustizia sia un fatto immodificabile e magari addirittura giusto.

Grazie a tutti i lavoratori che non piegano la testa!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

Ecco la lettera della collega:

Buongiorno,

capisco il problema sollevato e a questo vorrei aggiungere il costante disagio che hanno i colleghi degli UTR che si trovano spesso a viaggiare dalla propria sede per raggiungere abitualmente il loro Dirigente (mediamente 30 Km).

Diversamente da quanto avveniva dai precedenti enti di appartenenza dove, quando la sede di destinazione costituiva abituale sede di lavoro (es.uffici della Regione per riunioni, verifiche, colloqui d’ufficio con il Dirigente), lo spostamento non rivestiva carattere di eccezionalità in quanto svolgimento dell’attività propria del lavoro assegnato.

Questo trasferimento poteva essere inteso come “servizio fuori sede” e prevedere il rimborso del treno, qualora fosse necessario per raggiungere la sede di lavoro.

Ovvio, in caso di giornate di formazione, non avente carattere di ripetitività, anche se organizzate dalla Regione in locali della Regione medesima, si trattava di “missione” e quindi i tempi di percorrenza erani utili unicamente ai fini del completamento del normale orario di servizio giornaliero, per espressa ed ineludibile disposizione del Contratto Nazionale.

Vorrei far notare che, se il dipendente si reca abitualmente in una sede di lavoro regionale per incontrare il Dirigente o svolgere funzioni attinenti alla propria mansione, abbiamo la seguente situazione:

– se considerato MISSIONE: e supero le 8 ore, ho il rimborso fino a Euro 22,26 per il pasto;

– se considerato FUORI SEDE: e supero le 8 ore, ho il consueto buono pasto giornaliero da Euro 5,70.

Considerando che se uno si sposta abitualmente per lavoro, difficilmente ha la possibilità di fare un pranzo completo, magari mangia un qualcosa di veloce e forse diventa più complicato avere il giustificativo per avere il rimborso fino a Euro 22,26. Così, oltre ad aver lavorato, ci rimette anche soldi per il pranzo.

Se questa casistica fosse considerata come servizio fuori sede, con riconoscimento delle spese di viaggio (treno, autobus, etc) il dipendente avrebbe il buono pasto e l’intera collettività avrebbe un notevole risparmio, visto che forse non si rimborserebbero spese fino a Euro 22,26 ma si darebbe un solo un buono pasto da Euro 5,70.

Inoltre abbiamo una disparità di trattamento fra colleghi:

siamo entrambi dipendenti dello stesso Ente ma se alla stessa riunione, organizzata a Firenze, partecipano colleghi provenienti da UTR di Siena o Grosseto o Firenze, abbiamo trattamenti diversi.

Chi è dell’UTR di Firenze è considerato fuori sede e quindi gli spostamenti sono considerati orario di lavoro; chi proviene da Siena o altre località è considerato in missione e le ore di viaggio vengono computate a se stante e non orario di lavoro.

La mia domanda e quella di tanti colleghi è la seguente:

siamo certi che questo disagio e problema non sia assolutamente superabile?

Grazie per l’attenzione.

Buona giornata