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produttività, oh cara!

Produttività, oh cara!

Il 6 settembre 2018, la RSU è stata convocata ad un tavolo sindacale con l’amministrazione sulla costituzione del fondo del salario accessorio 2018.

In quella sede l’amministrazione si è impegnata a informarci se metterà in atto l’idea di predisporre una legge che le consenta di aumentare il fondo del salario accessorio rispetto al tetto del 2016. L’aumento di 5,7 milioni di euro serve per l’equiparazione verso l’alto della produttività di tutti i dipendenti. Queste risorse, che comprendono gli oneri riflessi, sono previste nella legge di variazione di bilancio regionale approvata dal Consiglio lo scorso 17 luglio.
La soluzione della legge regionale è stata delineata perché non è stato ancora approvato il DPCM che era previsto entro fine luglio e avrebbe dovuto indicare i parametri che consentono alle regioni di superare il tetto del salario accessorio del 2016. I parametri sono il rispetto di uno specifico rapporto tra spese di personale e le entrate correnti e il pareggio di bilancio.
Il dato è che il rapporto tra spese di personale e le entrate correnti in Regione Toscana entra ampiamente in quello che si prevede sarà contenuto nel DPCM e contemporaneamente la regione rispetta il pareggio in bilancio. Quindi si tratta di una questione di forma più che di sostanza: trovare la soluzione normativa per ottemperare alla mancanza del parametro da rispettare che avrebbe dovuto essere contenuto nel DPCM. E la soluzione potrebbe essere anche una delibera, come è successo in altre Regioni.

Come i lavoratori sanno bene c’è una questione di tempi. La produttività avrebbe dovuto essere corrisposta ad agosto, come sempre. Che si sarebbe determinata questa differenza da colmare fra produttività ex provinciali e regionali storici, si sapeva dal 2015 o quantomeno dal 1 gennaio 2016. Ne consegue che è davvero inaccettabile il ritardo nel pagamento della quota semestrale di produttività. Tutti i lavoratori sono profondamente indignati per non aver ricevuto una parte della retribuzione che spetta loro di diritto. Situazione aggravata dal fatto che l’amministrazione non ha dichiarato quando assolverà ai suoi doveri di datore di lavoro.

Nel caso il 6 settembre, l’amministrazione ci informi che la legge non è possibile oppure che è possibile ma capiamo che i tempi si allungano troppo, bisognerà trovare un’altra soluzione, come la delibera.
L’idea di firmare un accordo sul salario accessorio 2018 senza che al suo interno siano compresi i fondi per l’equiparazione è rischiosa e controproducente perché sancirebbe la nostra accettazione come RSU (con tanto di firma sull’accordo) di questa situazione (inaccettabile, visto che i lavoratori pagherebbero le scelte dell’amministrazione). Inaccettabile perché sulla equiparazione verso l’alto ci siamo detti d’accordo come RSU più di una volta e questo comporta una costituzione del fondo con le risorse aggiuntive. Sappiamo anche che una nota in premessa non ci garantirebbe dall’essere responsabili di accettare che quei soldi non ci siano in quella quantificazione del fondo. Proprio quello che non dobbiamo fare. Abbiamo ormai da tempo immemorabile chiesto alla regione di trovare i fondi per l’equiparazione, l’abbiamo ottenuto, questa è una vittoria importante. Sul fatto di non diminuire il reddito esistente dei lavoratori non si può non essere fermi ed è la premessa e la condizione per avviare poi il contratto decentrato.
E’ importante non farci trovare impreparati perché i tempi sono già sfuggiti di mano. Quindi auspichiamo che la soluzione normativa risulti percorribile e celere, ma se questo non si verificasse sarà necessario chiedere subito la delibera, e per farlo con più forza, convocare assemblee dei lavoratori e lanciare lo stato di agitazione.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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produttività ed equiparazione

Molti lavoratori chiedono perché e cosa stiamo facendo

Niente produttività fondo 2018 neppure ad agosto, di solito la prima semestralità era a luglio. Malgrado le valutazioni siano state effettuate nei tempi. Perché?

Questo fondo del trattamento accessorio 2018 sarà unico e comprenderà tutti i fondi prima separati degli ex provinciali e quello dei regionali di lungo corso.

In conseguenza di questo fondo unico, abbiamo bisogno di un po’ di milioni per quella che abbiamo definito equiparazione verso l’alto della produttività. Una equiparazione per cui ci siamo spesi noi (si trova nel nostro programma) e si è spesa tutta la RSU.

La buona notizia è che l’amministrazione ha approvato una variazione di bilancio che individua e rende disponibili le risorse da utilizzare per l’equiparazione verso l’alto: si tratta di circa 4 milioni (5,7 milioni con gli oneri riflessi).

Perché allora non si paga la prima semestralità con, finalmente, la stessa produttività per tutti, equiparata verso l’alto?

Qui arriva la cattiva notizia: perché il fondo 2018 possa superare il tetto del fondo 2016 (limite disposto dalle norme nazionali, il DL 25 maggio 2017,n.75, art.23, comma 2 e possibilità di deroga con comma 800 art 1 della legge di bilancio 2018) è necessario rispettare due parametri: il rapporto tra spese di personale e le entrate correnti e il pareggio di bilancio. Tuttavia questa norma non definisce quale sia il rapporto accettabile e lo dovrà fare un DPCM che avrebbe dovuto secondo le previsioni dell’amministrazione, essere predisposto entro luglio o agli inizi di agosto. Invece ad oggi non c’è e impedisce la costituzione del fondo con in più i milioni per l’equiparazione.

Il comma 800 art 1 della legge di bilancio 2018 da un lato chiede alle regioni che vogliano aumentare il fondo per “armonizzare” i trattamenti accessori, di rispettare entrambi i criteri del DL n.75, ma consente anche che le regioni possano utilizzare proprie risorse nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. L’equilibrio di bilancio la regione ce l’ha e ha anche un rapporto tra spese di personale e le entrate correnti che rientra ampiamente in quello che sembra sarà il limite indicato nel DPCM in formazione.

Ci siamo trovati in assemblea RSU ieri, 7 agosto, e poi abbiamo incontrato l’amministrazione per il tavolo sindacale. L’amministrazione ci ha informati che non riteneva più, come nello scorso incontro del 27 luglio, che l’emanazione del DPCM fosse imminente e ha proposto un piano B: verificare entro fine agosto la fattibilità di una legge regionale che consenta di operare la quantificazione del fondo 2018 con le somme aggiuntive che superano il tetto 2016 prima del DPCM. Si tratterebbe di una legge che si muove molto più rapida del solito. Questo è l’auspicio.

Si potrebbe dire che siamo stanchi di norme come la 75 che si preoccupano solo di limitare i nostri redditi di dipendenti pubblici invece di valorizzare il nostro lavoro e di renderlo quindi capace di rispondere alle esigenze e ai bisogni sociali della società regionale.

Si potrebbe dire che non avremmo voluto arrivare a questo ritardo, che come molti colleghi ci comunicano, pesa su redditi magri e pesa per molti anche sulla loro possibilità di ferie.

Si potrebbe dire che la questione del bisogno di equiparazione nasce il 1 gennaio 2016 e andava risolto subito.

Si potrebbe dire che ci vorrebbe un po’ più di impegno da parte dell’amministrazione a rispettare i tempi di erogazione della produttività.

Ma questo lo abbiamo già detto.

Ora il nostro impegno come sempre è di tenervi informati e di spingere perché siano trovate le soluzioni più celeri a questa spiacevole situazione, che accomuna tutti i lavoratori del comparto.

Marvi Maggio- COBAS Regione Toscana

Il risultato dei Cobas PI nelle elezioni RSU 2018

Elezioni RSU 2018 

I Cobas del Pubblico Impiego crescono nelle Asl e negli ospedali, mantengono e si rafforzano negli Enti Locali e nei Ministeri, con aumento di voti e delegati RSU.

Pur in pieno regime di apartheid  sindacale, con agibilità e diritti inesistenti, senza nessuno spazio e diritto di parola e senza la possibilità di confronto con i lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, il cui diritto da sempre ci è negato, e nonostante gli ultimi pessimi rinnovi contrattuali, basati su “mollichelle” salariali e inasprimento di norme disciplinari e giuridiche, verso cui i lavoratori si sono assuefatti incondizionatamente, i Cobas del Pubblico Impiego, in questa tornata elettorale, tengono dove sono presenti e rafforzano il loro insediamento. Senza dimenticare poi l’accentramento spudorato delle sedi RSU a livello territoriale,  confermato anche in questo appuntamento elettorale da Aran e sindacati, che ha reso molto difficile la raccolta delle firme, la ricerca di candidati, l’intervento sindacale quotidiano, divenendo la competizione elettorale super truccata, anche per la prepotente discesa in campo dei sindacati “rappresentativi” che hanno mobilitato tutti i loro apparati burocratici pur di raggiungere il loro obiettivo primario di allargare i loro spazi di rappresentatività che favoriscono permessi, risorse economiche, poltrone.

Nonostante ciò i Cobas del PI hanno confermato le liste RSU e hanno esteso ancora di più la loro presenza nella sanità con un successone all’ASL 10 Toscana Centro (11.500 dipendenti) con 876 voti e 11 delegati RSU, frutto delle lotte e delle iniziative negli ospedali, distretti e strutture territoriali,  così pure nelle ASL  in Emilia Romagna, Sicilia e  Napoli,  arrivando per la prima volta con voti e delegati RSU negli ospedali di Mantova, San Donà di Piave, Pisa, Pescara e Siracusa, mantenendo la presenza negli enti locali in Piemonte, Toscana, Molise e Sicilia ottenendo risultati straordinari al comune di Bologna (voti triplicati e seggi raddoppiati), alla Regione Toscana con l’11, 40% di consensi e 5 delegati RSU, al comune di Roma con aumento di voti e delegati RSU, al comune di Venezia, nonostante l’intervento del sindaco a favore della Cisl, con un esordio positivo al comune di San Benedetto del Tronto. Ma i Cobas PI si rafforzano anche al Ministero Economia e Finanze di Roma, col raddoppio dei voti e l’aumento dei delegati, approdano per la prima volta agli uffici giudiziari di Torino, al Tribunale e alla Procura e raccolgono un ottimo risultato all’Università di Genova. Grande successo nei comuni di Cologno Monzese (MI) e Senigallia (AN) dove i Cobas PI diventano il primo sindacato.

Il lusinghiero risultato ottenuto che rafforza i nostri insediamenti sociali  ci obbliga ancora di più a proseguire con il massimo impegno l’intervento sindacale nelle amministrazioni in difesa dei servizi pubblici, dei salari, dei diritti, contro  tagli, accorpamenti, dismissioni di uffici/enti/ospedali  e le pervasive politiche di privatizzazione ed  esternalizzazioni.  Vanno contrastate le politiche di flessibilità, di precarizzazione dei rapporti di lavoro,  la mobilità e i demansionamenti  dei lavoratori/trici pubblici, l’appesantimento degli orari dei turni e dei carichi di lavoro e la persistente violazione delle norme sulla salute e sicurezza.

Nonostante le nuove politiche repressive, intimidatorie e autoritarie a danno dei lavoratori per i COBAS si pone  il problema dei diritti minimi sindacali (diritto di assemblea e di trattativa) che diventa il primo  in agenda, insieme ad una nuova legge sulla rappresentanza sindacale,  da sottoporre al prossimo governo….quando si insedierà….!!!

COBAS PI

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COBAS: 11,40% dei voti e 5 delegati senza promesse e senza compromessi

COBAS: 11,40% dei voti e 5 delegati senza promesse e senza compromessi

Elezioni RSU in Regione Toscana

Il Cobas ottiene 11,40% dei voti (285 in termini assoluti) e cinque delegati.
E non è un risultato di poco conto, visto che non ha fatto (false) promesse di favori davanti a una tazzina di caffè, ma ha proposto invece una piattaforma per cui lotterà con tutta la sua forza e la sua intelligenza. E scrivere una piattaforma non è una forma di perdita di tempo ma un modo per discutere e condividere i percorsi e le lotte. Chi non usa il linguaggio per discutere e per confrontarsi di solito è perché si appiattisce sull’accettazione dell’esistente. E capire che le cose non funzionano bene, non in modo contingente ma strutturale, è la condizione per poterle cambiare.
Ringraziamo tutti i colleghi che ci hanno votati: il loro sostegno darà maggiore forza alle nostre battaglie per ottenere giustizia e diritti per tutti (e non solo per gli amici).

Risulatati per la lista COBAS:
1 MAGGIO MARVI (146 preferenze)
2 BINI MARCO (81 preferenze)
3 COZZOLINO ADRIANA (54 preferenze)
4 MASSIMO PANZANI (24 preferenze)
5 MASTRONARDO ROSARIA (20 preferenze)

Per quanto riguarda me, il fatto di essere stata la seconda con il maggior numero di preferenze in assoluto, il primo per preferenze è il collega della CISL, mi ha resa felice perché ha riconosciuto il lavoro che ho fatto, battendomi ai tavoli con l’amministrazione per evitare vessazioni, ascoltando e cercando soluzioni per i colleghi che si rivolgono a me, rifiutando e contrastando il sessismo che talvolta si ripresenta nei contesti sindacali e amministrativi, sotto mentite spoglie, (apertamente non potrebbe farlo).

Sì perché voglio sottoporvi un fatto.

Partiamo dalla constatazione che ci sono su 3402 aventi diritto al voto: 2001 donne e 1401 uomini.
In regione toscana fra i lavoratori c’è una maggioranza di donne.
Dove non c’è discriminazione, ci aspettiamo di trovare fra i rappresentanti, più donne che uomini.
Dove c’è discriminazione, ma ce n’è consapevolezza, ci saranno le quote.
Dove c’è discriminazione e non ce n’è consapevolezza le donne saranno assenti o quasi.

Cobas su 5 delegati: 3 donne e 2 uomini
CGIL su 19 delegati: 5 donne e 14 uomini
CISL: su 8 delegati: 2 donne e 6 uomini
UIL su 4 delegati: 1 donna e 3 uomini
CSA su due delegati, due uomini
USB: su 4 delegati 4 uomini

i candidati che sono stati presentati alle elezioni erano:

CGIL 30 uomini e 22 donne; UIL 19 uomini e 16 donne; CSA 8 uomini e due donne; Cobas 5 donne e 5 uomini; USB 7 uomini e tre donne; CISL 16 uomini e sei donne. L’unica donna capolista sono stata io.

La nuova RSU 2018 sarà così composta: COBAS: 5 seggi; USB: 4 seggi; CGIL: 19 seggi; CISL: 8 seggi; UIL: 4 seggi; CSA: 2 seggi.

Grazie ancora a chi ci ha votati. Con più forza, da domani, continuiamo la nostra lotta per la giustizia sociale e la libertà dentro i cancelli della Regione Toscana!

Per la democrazia organizzativa, per una Regione aperta, senza barriere architettoniche, di genere, burocratiche e dirigenziali, connessa a una società toscana equa e solidale!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

 

valutazioni: né merito, né qualità…

Valutazioni: né merito, né qualità, solo disciplina.

Il 10 aprile 2018 si è riunita la commissione bilaterale sulla valutazione. E’ composta da una parte datoriale e una sindacale, con rappresentanti dei sindacati e della RSU, ed è nata per controllare la discrezionalità da parte del dirigente nel valutare il lavoratore che è molto pericolosa per la giustizia e la dignità del lavoratore. Le valutazioni sono causa di stress e frustrazione e possono essere utilizzate surrettiziamente per assegnare incarichi o attribuire funzioni che costruiscono le carriere. E’ evidente che la meritocrazia è solo fumo negli occhi: un modo per disciplinare i lavoratori che dovranno piegarsi ad accettare tutto o comunque troppo, sapendo che poi le valutazioni non si fonderanno su fatti oggettivi e verificabili, ma su una valutazione sintetica e generica operata dal dirigente senza dover provare in modo incontrovertibile quello che afferma.

Nella commissione abbiamo chiesto e ottenuto che il dirigente stilasse motivazioni più circostanziate almeno nel caso di valutazioni che portano in fascia inferiore alla prima, ma il risultato sono stati i soliti impresentabili giri di parole. Mentre le valutazioni sono discrezionali, non è discrezionale valutare quelle motivazioni come insoddisfacenti (es. è poco disponibile, ma in base a quale richiesta e compito e quando si è verificato il comportamento? l’onere della prova sta al dirigente). Tutti in regione sappiamo che alla qualità e quantità di lavoro quasi mai corrispondono voti massimi. E vediamo carriere inspiegabili anche in relazione ai risultati di concorsi pubblici: scarsi nei concorsi pubblici diventano eccelsi nelle valutazioni e nell’attribuzione di incarichi discrezionali.

Mentre noi spingiamo per rendere questa commissione utile, l’amministrazione cerca di ridurla a una presentazione di dati, ma non deve ridursi a questo. La valutazione è troppo importante per la qualità del lavoro in regione toscana: tutti sanno che la sua farraginosità consente di attribuire i voti senza legarli a prove concrete e circostanziate che li motivino. Questo serve a disciplinarci, a renderci succubi, a farci piegare la testa, visto che la discrezionalità nella valutazione non protegge chi lavora bene da possibili ritorsioni non motivate dalla qualità del lavoro ma per esempio da comportamenti che pur essendo leciti non piacciono, per esempio la capacità critica.

La valutazione del “raggiungimento degli obiettivi individuali” e delle “competenze e comportamenti professionali e organizzativi” ha un grado di discrezionalità troppo elevato, ma non deve sfuggire un altro dato, non meno importante.

La misurazione e valutazione della prestazione individuale ci riduce a cose e ci toglie umanità, riduce il nostro essere complesso a poche azioni e pochi comportamenti ritenuti positivi. Toglie umanità e disumanizza, ci riduce a funzioni, come se fossimo macchine. E’ gravissimo: chi è disumanizzato rischia di diventare disumano. L’empatia, che è il fondamento dei rapporti umani lascia il posto al rancore e alla rabbia. Ma ad essere disumano e a trattare gli altri come non umani è prima di tutto chi è arrivato all’orrore di allungare la vita lavorativa in base alla speranza di vita, notate bene: speranza.

Come scrive Luisa Muraro quando l’obiettivo è la razionalità e l’efficienza “all’efficienza spesso non si arriva, ma di sicuro diminuiscono la gioia di vivere e il gusto di stare al mondo”.

Siamo lavoratori e vogliamo lavorare bene, ma non come macchine, ma come persone. Noi questo non lo dimentichiamo: la disumanizzazione è stata alla base del fascismo e del nazismo.Ed è alla base del razzismo e del sessismo.

E veniamo ai dati: in Giunta: 2.465 valutati non PO e 541 PO. Ad aver avuto la valutazione 7 sono 1.014. Ma abbiamo avuto chi ha avuto 0, chi ha avuto 2, chi ha avuto 3 oppure 4.

In consiglio il totale dipendenti è 239: di cui 68 hanno avuto 7, ma c’è chi ha avuto 4 o 5.

Sarà essenziale sventare il rischio che le valutazioni pesino nell’attribuzione delle progressioni orizzontali: tutti dovranno ottenerle. E bloccare chi crede che il merito possa essere promosso dove pesano prima di tutto  il nepotismo e l’appartenenza ai partiti.

Il nostro programma prevede per le valutazioni: contro-bilanciamento del potere del dirigente attraverso: valutazione del dirigente da parte del dipendente con un peso maggiore di quello previsto oggi, possibilità di ricorrere alla RSU, possibilità di essere valutati da un altro dirigente, possibilità di essere sostenuti dal proprio sindacato. Si potrebbe utilizzare per le non PO ciò che il CCNL all’art.14 comma 4 prevede per le PO: nel caso delle PO stabilisce che “gli enti, prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una valutazione non positiva, acquisiscono in contraddittorio, le valutazioni del dipendente interessato anche assistito dalla organizzazione sindacale a cui aderisce o conferisce mandato o da persona di sua fiducia; la stessa procedura di contraddittorio vale anche per la revoca anticipata dell’incarico”.

Obiettivo minimo: sottrarre le valutazioni all’arbitrio e alla discrezionalità.

VOTA COBAS!!!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

Elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie del 17-18-19 Aprile 2018

Candidate e candidati Cobas Regione Toscana:

Marvi Maggio – Direzione Urbanistica

Adriana Cozzolino – Direzione diritti di cittadinanza

Marco Bini – Direzione Difesa del suolo

Rosaria Mastronardo – Direzione Organizzazione

Massimo Panzani – Direzione Organizzazione

Ivonne Balli – Direzione Difesa del suolo

Natascia Colarusso – Direzione Organizzazione

Andrea Innocenti – Direzione Organizzazione

Alberto Turchi – Direzione Politiche mobilità

Mario Ricci – Direzione Organizzazione

Per la democrazia organizzativa, per una Regione aperta, senza barriere architettoniche, di genere, burocratiche e dirigenziali, connessa a una società toscana equa e solidale, VOTA COBAS Pubblico Impiego

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alle elezioni RSU del 17-18 e 19 aprile, VOTA COBAS!!!

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L’inciucio della politica o la politica degli inciuci?

L’inciucio della politica o la politica degli inciuci?

E l’oggetto? I lavoratori/elettori…….

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Questo è il senso di un comunicato che preannuncia un accordo tra le tre sigle del sindacato confederale (CGIL CISL e UIL) e l’assessore Bugli per la prossima contrattazione decentrata.

Questa è un’entrata a gamba tesa della politica nella competizione elettorale sindacale.

Come dire, noi con i sindacati amici ci siamo già accordati, votateli e sistemeremo tutto rapidamente.

Il COBAS non si è accordato con nessuno perché non è amico né di questa politica né di altre ed è convinto che i lavoratori debbano essere rappresentati in forma democratica e non con gli inciuci dei “caminetti”. 

Il COBAS riconosce che se un risultato sull’equiparazione di tutto il personale regionale sarà portato a termine sarà grazie al lavoro che tutta la RSU ha svolto in questi due anni contro un’amministrazione sorda e incapace di gestire questo difficile passaggio. 

Il COBAS è convinto che se l’equiparazione non sarà completata prima dell’apertura della contrattazione aziendale decentrata, quest’ultima sarà fortemente limitata nelle risorse aggiuntive necessarie per tutti gli istituti contrattuali.

Il COBAS vuole un contratto decentrato vero che veda tutti i lavoratori del nostro ente in condizioni di identico trattamento giuridico ed economico.

Il COBAS non vuole un contratto decentrato che dia risposte a pochi gruppi privilegiati dividendo i lavoratori.

Questo nuovo contratto dovrà essere all’insegna dell’equità e della solidarietà. 

Questo è l’impegno delle candidate e candidati COBAS per la prossima RSU

candidati