Archivi categoria: Sprechi e spending review

cosa succede alla Direzione diritti di cittadinanza?

Da 130.000 a 147.000: dove sta il risparmio? E le sessanta unità lavorative, che vuoto lasciano e che ruolo giocheranno in Regione Toscana?

C’è una nota stonata in tutto questo rigore sui conti per quanto riguarda i dipendenti: tutto deve stare al di sotto del tetto, ma a volte questo tetto non appare così insormontabile.

Da 130.000 a 147.000

La DGR 706 del 1 luglio 2015 stabiliva che il trattamento economico del direttore generale fosse determinato in 170.000 euro lordi annui e quello dei 14 direttori in 130.000 euro lordi annui. La regione in un comunicato affermava che non sarebbero più stati previsti compensi per i risultati conseguiti: “i direttori continueranno a essere valutati rispetto agli obiettivi annuali assegnati, ma il lavoro svolto bene non comporterà alcun premio. In caso di valutazione negativa decadranno dall’incarico”.

Ma con DGR 82 del 29/1/2018 si “ridetermina” quanto statuito dalla DGR 706 del 1 luglio 2015 e si stabilisce che il trattamento economico annuo onnicomprensivo relativo all’incarico di direttore della Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale non è più 130.000 (che già sembravano eccessive) ma 147.000 euro lordi annui, al netto degli oneri riflessi.

Con decreto del presidente n.19 del 30 gennaio 2018 poi, il presidente nomina Monica Calamai come direttrice della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale. Il dispositivo delle delibera dà atto che all’avviso di selezione pubblica per titoli sono state presentate 4 candidature e che si è svolta una istruttoria e un colloquio con i candidati finalizzato a valutare professionalità e la concreta idoneità. Calamai era Direttrice generale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi. Lo stesso giorno Monica Piovi, la precedente direttrice della direzione Diritti di cittadinanza, è nominata direttore generale ESTAR con decreto del presidente della giunta regionale n.18 del 30 gennaio 2018.

Ma non finisce tutto qui. C’è dell’altro.

Sessanta unità lavorative dal SSR

La delibera 79 del 29/1/2018 tratta di “mobilità temporanea del personale fra direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale e le aziende ed enti del SSR (Servizio sanitario regionale) per comprovate esigenze di servizio o di specifiche professionalità”. La delibera individua “il limite di contingente entro il quale annualmente potranno essere attivati eventuali distacchi o comandi del personale delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale” e stabilisce “di individuare il suddetto limite per le singole annualità 2018, 2019 e 2020 nel numero di 60 (sessanta) unità lavorative, ripartito tra personale di qualifica dirigenziale e delle categorie, per ciascun anno, fermo restando che il predetto limite potrà essere rideterminato ogni anno per sopravvenute esigenze…e che le relative attivazioni potranno essere disposte compatibilmente con i pertinenti stanziamenti del bilancio regionale all’interno del Fondo Sanitario Regionale”. La delibera chiarisce che “le unità di personale sopra determinate non andranno a coprire i posti in dotazione organica della regione ed il personale di qualifica dirigenziale sarà esclusivamente distaccato e allo stesso non sarà attribuito alcun incarico di struttura dirigenziale mentre per il personale delle categorie potrà essere individuato sia l’istituto del comando che quello del distacco”. La delibera si preoccupa anche di precisare che il limite di 60 unità lavorative non è comprensivo delle unità di personale dipendenti dal sistema sanitario regionale che attualmente risultano comandate presso la Regione Toscana ed assegnate alla direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale.

Chiediamo chiarimenti urgenti e risposte sulle seguenti questioni:

– quale sia la giustificazione di un aumento di retribuzione della Direttrice della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale da 130.000 a 147.000 euro;

– quante siano effettivamente le unità lavorative in mobilità verso la Regione Toscana e quale lavoro svolgevano in precedenza: verranno sostituite nelle attività che hanno svolto fino ad oggi?

– quali compiti avranno le unità lavorative in arrivo dal SSR e che rapporto c’è fra le loro attività e quelle che i lavoratori del comparto delle regione, in servizio presso la direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale, hanno svolto fino ad oggi?

– come si trasformerà la struttura organizzativa della Direzione diritti di cittadinanza in relazione all’arrivo di queste nuove unità lavorative? Quanti saranno i dirigenti e quanti delle categorie?

– in conseguenza di queste mobilità sono previste sostituzioni di dirigenti e/o di dipendenti oggi in servizio in Regione Toscana?

– quante sono le unità di personale dipendenti dal sistema sanitario regionale che attualmente risultano comandate presso la regione e assegnate alla Direzione diritti di cittadinanza e che non sono comprese nel numero di 60 unità?

– quali sono i costi di questa operazione e chi li pagherà?

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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dove sta il risparmio?

Da 130.000 a 147.000: dove sta il risparmio?

C’è una nota stonata in tutto questo rigore sui conti per quanto riguarda i dipendenti: tutto deve stare al di sotto del tetto, ma a volte questo tetto non appare così insormontabile.

La DGR 706 del 1 luglio 2015 stabiliva che il trattamento economico del direttore generale fosse determinato in 170.000 euro lordi annui e quello dei direttori in 130.000 euro lordi annui.

In un comunicato del 13 luglio 2015 intitolato “la Regione si riorganizza, ecco le nuove direzioni. Scompare il premio di risultato” la regione vantava, con la solita veemenza trionfalistica, i risparmi ottenuti con il nuovo assetto: non più premi di risultato per i direttori, ma uno stipendio lordo annuo (al netto degli oneri riflessi, quindi ci costano ben di più) di 170.000 per il direttore generale mentre i 13 (in realtà oggi 14 con l’avvocatura generale) direttori percepiranno 130.000 euro (anche in questo caso annue lorde, al netto degli oneri riflessi), non un euro di più. Il comunicato sottolineava infatti che non saranno più previsti compensi per i risultati conseguiti: “i direttori continueranno a essere valutati rispetto agli obiettivi annuali assegnati, ma il lavoro svolto bene non comporterà alcun premio. In caso di valutazione negativa decadranno dall’incarico”. (Avete visto mai?).

Ma con DGR 82 del 29/1/2018 si “ridetermina” quanto statuito dalla DGR 706 del 1 luglio 2015 e si stabilisce che il trattamento economico annuo onnicomprensivo relativo all’incarico di direttore della Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale non è più 130.000 (che già sembravano eccessive) ma 147.000 euro lordi annui, al netto degli oneri riflessi.

Con decreto del presidente n.19 del 30 gennaio 2018 poi, il presidente nomina Monica Calamai come direttrice della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale. Il dispositivo delle delibera dà atto che all’avviso di selezione pubblica per titoli sono state presentate 4 candidature e che si è svolta una istruttoria e un colloquio con i candidati finalizzato a valutare professionalità e la concreta idoneità. Calamai era Direttrice generale presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi. Lo stesso giorno Monica Piovi, la precedente direttrice della direzione Diritti di cittadinanza, è nominata direttore generale ESTAR con decreto del presidente della giunta regionale n.18 del 30 gennaio 2018.

Va detto per inciso che ogni volta che abbiamo posto questioni relative a un aumento di retribuzione per i lavoratori della regione toscana, in termini di progressioni orizzontali, di progressioni verticali (tali da riconoscere il lavoro più elevato già svolto), di aumento del fondo del salario accessorio, ci è stato detto, con la solita veemenza: MA NON CI SONO I SOLDI!!! oppure “dobbiamo rispettare il tetto!”.

Abbiamo detto: “ma con i nuovi compiti assunti con la riorganizzazione si potrebbe aumentare il fondo del salario accessorio”, “NON SI PUO’”, risponde la regione. Sulla “armonizzazione fra trattamenti accessori del personale regionale ex provinciale e regionale abbiamo ottenuto un assicurazione da Bugli che la regione intende coprire il gap, ma noi chiediamo oltre al riequilibrio (che è questione di giustizia imprescindibile) anche progressioni orizzontali per tutti: regionali storici ed ex provinciali e su questo una risposta positiva va pretesa.

I soldi ci sono, solo che si usano per finanziare altre imprese, non si utilizzano per retribuire in modo congruo i lavoratori. Tutto aumenta, ma non le nostre retribuzioni. Le Posizioni Organizzative non sono una progressione di carriera, ma fanno la differenza, tuttavia solo una esigua minoranza vi ha accesso. E almeno fossimo trattati con rispetto, invece le grida d’allarme che riceviamo da parte dei lavoratori raccontano un’altra storia.

Tutto a posto?

Sarebbe meglio alzare la testa!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

l’incompetenza viene pagata di più?!

http://www.adnkronos.com/lavoro/2016/03/28/lavoro-questione-paradossi-incompetenza-viene-pagata-piu_BnE5PcB7ll3QlTDPGArBPI.html

Regione Toscana: ecco dove tagliare

Regione Toscana. Soldi pubblici: ci sono, ecco dove tagliare e cosa fare

costi della casta: è arrivato il momento di TAGLIARE.
– spese per organi istituzionali: tot. 2015: euro 27.513.490,92 (cod siope 1101)
Le spese per organi istituzionali considerano indennità di carica e di funzione, rimborsi spese vari, vitalizi, missioni, contributi ai gruppi. (Non rientrano invece direttamente in questa voce le spese per il personale del consiglio regionale, oltre a quelle sostenute per le manutenzioni degli immobili e l’acquisto di materiale da consumo). Insostenibile privilegio in un periodo di crisi e di forte disoccupazione. Sono 8 assessori, un presidente e 55 consiglieri, più i vitalizi, costosetti, vero? Ecco cosa tagliare.

– costo personale assegnato alle strutture di supporto degli organi politici di giunta e consiglio 2014: euro 7.514.334; 2015 euro 6.116.980
Invece di dare lavoro agli amici di partito, non si potrebbero invece indire concorsi pubblici aperti a tutti in cui vincano i migliori?

– costo annuo dei 16 direttori con incarico del presidente: euro 2.120.000 all’anno (stipendio annuo lordo senza oneri riflessi, cioè senza comprendere gli oneri previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro, in questo caso Regione Toscana). Ma una nuova direzione è in formazione cioè: altre 130.000 euro.
E’ proprio quello che servirebbe per progressioni orizzontali per tutti i dipendenti regionali.

Consulenze
– studi, consulenze, indagini e gettoni di presenza: totale 2015: euro 1.017.058,36

– incarichi professionali esterni: tot 2015: euro 674.898,5

costi della finanza c
– interessi passivi ed oneri finanziari per operazioni in derivati: totale 2015: euro 1.441.358,67
L’ideologia neoliberale pro-mercato ha indotto, chi non ha strumenti critici, a credere nelle truffe speculative del mercato finanziario. Comunque ci si chiede: l’avrebbero fatto con i propri soldi?

Soldi alle imprese private: è arrivato il momento di TAGLIARE
Dove vanno i soldi? Alle imprese furbette che accusano il pubblico di non funzionare!
– trasferimenti in conto capitale ad imprese private (escluse le imprese produttrici di servizi sanitari e assistenziali) tot 2015: euro 52.523.374,75
– trasferimenti correnti ad imprese private (escluse quelle produttrici di servizi sanitari e assistenziali) tot 2015: euro 75.205.432,24
– trasferimento in conto capitale ad istituzioni sociali private: anno 2015: 3.508.883,83
– trasferimenti correnti a istituzioni sociali private per assistenza sociale: tot 2015: euro 5.095.311,73
– trasferimenti correnti a istituzioni sociali private per fini diversi dal sociale: tot. 2015 euro 47.546.342,14.

Alle imprese PRIVATE quindi nel 2015 la regione ha trasferito euro 183.879.344,69.

cosa fare?
I soldi invece di trasferirli alle imprese private e alla casta, devono essere usati per finanziare i servizi pubblici: edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, servizi di qualità per la cura degli anziani (assumendo con contratti da dipendenti a tempo indeterminato i badanti), servizi per la cura dei bambini: asili e scuole materne, spazi culturali (centri sociali, teatri, sale concerto), biblioteche, servizi di cura e tutela del territorio, sanità pubblica, alloggi per studenti, borse di studio per gli studenti.
E con quei soldi si possono assumere direttamente i lavoratori con contratti di lavoro a tempo indeterminato con tutele totali e immediate (non crescenti) proprio per gestire quei servizi sociali e culturali.
E’ meglio insomma pagare il lavoro per il suo valore invece di affidarsi alle imprese che abbassano sempre più diritti e paghe, con il pubblico che dà il lavoro socialmente utile come una elemosina.

Il lavoro va pagato! La povertà si contrasta garantendo i diritti dei lavoratori, aumentando il loro reddito (che consente che ci sia una domanda per l’offerta di beni e servizi), tassando gli evasori fiscali, molti dei quali sono proprio le imprese private e i negozianti che strumentalmente hanno costruito l’immagine negativa del pubblico dipendente. Strumentalmente per distruggere il servizio pubblico (che comunque siamo più che d’accordo che va reso più efficiente e ospitale) e per sostituirlo con una impresa privata più costosa e spesso più inefficiente, perché orientata ad aumentare i propri profitti e non a garantire l’accesso di qualità per tutti.

invece di assumere personale con contratto a tempo inderterminato con concorso pubblico aperto a tutti, la Regione Toscana spende:
– altre spese di personale (lavoro flessibile: personale con contratto di formazione e lavoro, personale con contratto di fornitura di lavoro temporaneo lavoratori interinali, lavoratori socialmente utili): tot 2015: euro 10.448.960,43

“Elaborazione AgID su dati SIOPE”.

Tutti i dati citati sono reperibili al seguente link:
http://soldipubblici.gov.it/it/home

Dal sito della Regione Toscana, trasparenza apprendiamo anche che per le società partecipate gli oneri a carico del bilancio regionale per l’anno 2014 sono stati euro 92.380.656

ECCO FATTA LA VERA SPENDING REVIEW. SEMPLICE, VERO?

Marvi Maggio – Dirigente sindacale COBAS nella RSU della Regione Toscana

nella Pa i consulenti esterni aumentano

La Repubblica:

Pa, vola la spesa per i consulenti esterni: +60% nel 2014

L’ammontare dei compensi erogati è passato da 738 milioni a 1,190 miliardi quasi 600mila incarichi conferiti a più di 300mila soggetti: i collaboratori esterni sono stati più dei dipendenti pubblici

http://www.repubblica.it/economia/2016/02/21/news/pa_dipendenti_trasferiti-133912044/

una cena da 16.150 euro più IVA: viva la spending review, ma solo per gli altri!

Scusate se con ritardo, ma ancora buon appetito, per la cenetta di gala da 16.150 euro più IVA per gli ospiti del presidente della Regione Toscana!

La Regione Toscana, così parca con i suoi lavoratori e con tutti i bisogni sociali, dala casa alla salute, è invece stranamente prodiga in altri casi: dove mangiano i vertici, per esempio.
La cena di gala del 5 novembre 2015 in occasione dell’assemblea generale della Conférence des Régions Périphériques Maritimes (CRPM) è costata 16.150 euro.
Chi paga le tasse (come i dipendenti pubblici) vorrebbe che i suoi soldi fossero usati per pagare il lavoro svolto e per rispondere ai bisogni sociali e non per far le cene di gala, che ognuno dovrebbe pagare per sé, se avesse dignità.
Avevamo augurato buon appetito per il 18.666 euro spesi per la cena di rappresentanza del 28/10/2015. Ma vediamo che è un’abitudine.
Avete chiesto l’ISEE prima di fare questa elargizione?

Oggetto: chiusura procedura su START.
Affidamento diretto con richiesta di offerta, ai sensi dell’art. 125, comma 11, secondo capoverso, del D.Lgs.163/2006, del D.P.R. 207/2010, della L.R. 38/2007 e del Regolamento emanato con DPGR n. 30/R del 27/05/2008, relativo al: servizio di catering per una Cena di gala da allestire la sera del 05.11.2015 nel salone Brunelleschi dell’istituto degli Innocenti per gli ospiti del Presidente, partecipanti alla 43° Assemblea Generale CRPM, il 4-5-6 novembra 2015 a Firenze.
Codice Identificativo di Gara (CIG): 6440258D04
Procedura di scelta del contraente: Affidamento diretto.
Nome e indirizzo dell’affidatario: Lo Scalco s.r.l. – Via de’ Tommasi, 5 – Firenze
Importo del contratto: Euro 16.150,00 oltre IVA
Luogo di esecuzione della prestazione: Firenze
Durata e/o termine d’esecuzione: il 05/11/2015
Provvedimento di affidamento: Ordinativo Diretto Id. 17060 – Prot. ragioneria n. 831 del 29/10/2015
Il Dirigente responsabile del contratto
Dott. Ledo Gori
Capo di Gabinetto del Presidente

il precedente:
buon appetito!
Oggi 28 ottobre 2015 il servizio di catering per la cena di rappresentanza per l’incontro annuale 2015 fra Commissione europea e le Autorità di Gestione dei Por Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) costa 18.666 euro.

Ecco qui i dati disponibili sulla piattaforma start.
“Affidamento della fornitura: Affidamento diretto con richiesta di offerta, ai sensi dell’art. 125, comma 11, secondo capoverso, del D.Lgs. 163/2006, del D.P.R. 207/2010, della L.R. 38/2007 e del Regolamento emanato con DPGR n. 30/R del 27/05/2008, relativo al servizio di catering per la cena di rappresentanza del 28/10/2015 prevista nel programma dell’Incontro Annuale 2015 fra Commissione Europea e le AdG PO FESR 2007-2013, che si svolgerà a Firenze il 28 e 29 ottobre 2015
CIG: 6410024723
Procedura di scelta del contraente: Acquisizione in economia – Affidamento diretto
Nome e indirizzo dell’affidatario: Lo Scalco srl Via Dè Tommasi 5 50142 Firenze
Importo del contratto: € 18.666,00
Luogo di esecuzione della prestazione: Firenze
Durata e/o termine d’esecuzione: 28/10/2015
Provvedimento di affidamento: Ordinativo Diretto Prot. n. 777 del 12/10/2015 trasmesso al fornitore in data 15/10/2015
Il Dirigente responsabile del contratto…”.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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articolo sul presidio della RSU della Regione Toscana

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