Archivi categoria: Qualità del lavoro

Il risultato dei Cobas PI nelle elezioni RSU 2018

Elezioni RSU 2018 

I Cobas del Pubblico Impiego crescono nelle Asl e negli ospedali, mantengono e si rafforzano negli Enti Locali e nei Ministeri, con aumento di voti e delegati RSU.

Pur in pieno regime di apartheid  sindacale, con agibilità e diritti inesistenti, senza nessuno spazio e diritto di parola e senza la possibilità di confronto con i lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, il cui diritto da sempre ci è negato, e nonostante gli ultimi pessimi rinnovi contrattuali, basati su “mollichelle” salariali e inasprimento di norme disciplinari e giuridiche, verso cui i lavoratori si sono assuefatti incondizionatamente, i Cobas del Pubblico Impiego, in questa tornata elettorale, tengono dove sono presenti e rafforzano il loro insediamento. Senza dimenticare poi l’accentramento spudorato delle sedi RSU a livello territoriale,  confermato anche in questo appuntamento elettorale da Aran e sindacati, che ha reso molto difficile la raccolta delle firme, la ricerca di candidati, l’intervento sindacale quotidiano, divenendo la competizione elettorale super truccata, anche per la prepotente discesa in campo dei sindacati “rappresentativi” che hanno mobilitato tutti i loro apparati burocratici pur di raggiungere il loro obiettivo primario di allargare i loro spazi di rappresentatività che favoriscono permessi, risorse economiche, poltrone.

Nonostante ciò i Cobas del PI hanno confermato le liste RSU e hanno esteso ancora di più la loro presenza nella sanità con un successone all’ASL 10 Toscana Centro (11.500 dipendenti) con 876 voti e 11 delegati RSU, frutto delle lotte e delle iniziative negli ospedali, distretti e strutture territoriali,  così pure nelle ASL  in Emilia Romagna, Sicilia e  Napoli,  arrivando per la prima volta con voti e delegati RSU negli ospedali di Mantova, San Donà di Piave, Pisa, Pescara e Siracusa, mantenendo la presenza negli enti locali in Piemonte, Toscana, Molise e Sicilia ottenendo risultati straordinari al comune di Bologna (voti triplicati e seggi raddoppiati), alla Regione Toscana con l’11, 40% di consensi e 5 delegati RSU, al comune di Roma con aumento di voti e delegati RSU, al comune di Venezia, nonostante l’intervento del sindaco a favore della Cisl, con un esordio positivo al comune di San Benedetto del Tronto. Ma i Cobas PI si rafforzano anche al Ministero Economia e Finanze di Roma, col raddoppio dei voti e l’aumento dei delegati, approdano per la prima volta agli uffici giudiziari di Torino, al Tribunale e alla Procura e raccolgono un ottimo risultato all’Università di Genova. Grande successo nei comuni di Cologno Monzese (MI) e Senigallia (AN) dove i Cobas PI diventano il primo sindacato.

Il lusinghiero risultato ottenuto che rafforza i nostri insediamenti sociali  ci obbliga ancora di più a proseguire con il massimo impegno l’intervento sindacale nelle amministrazioni in difesa dei servizi pubblici, dei salari, dei diritti, contro  tagli, accorpamenti, dismissioni di uffici/enti/ospedali  e le pervasive politiche di privatizzazione ed  esternalizzazioni.  Vanno contrastate le politiche di flessibilità, di precarizzazione dei rapporti di lavoro,  la mobilità e i demansionamenti  dei lavoratori/trici pubblici, l’appesantimento degli orari dei turni e dei carichi di lavoro e la persistente violazione delle norme sulla salute e sicurezza.

Nonostante le nuove politiche repressive, intimidatorie e autoritarie a danno dei lavoratori per i COBAS si pone  il problema dei diritti minimi sindacali (diritto di assemblea e di trattativa) che diventa il primo  in agenda, insieme ad una nuova legge sulla rappresentanza sindacale,  da sottoporre al prossimo governo….quando si insedierà….!!!

COBAS PI

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COBAS: 11,40% dei voti e 5 delegati senza promesse e senza compromessi

COBAS: 11,40% dei voti e 5 delegati senza promesse e senza compromessi

Elezioni RSU in Regione Toscana

Il Cobas ottiene 11,40% dei voti (285 in termini assoluti) e cinque delegati.
E non è un risultato di poco conto, visto che non ha fatto (false) promesse di favori davanti a una tazzina di caffè, ma ha proposto invece una piattaforma per cui lotterà con tutta la sua forza e la sua intelligenza. E scrivere una piattaforma non è una forma di perdita di tempo ma un modo per discutere e condividere i percorsi e le lotte. Chi non usa il linguaggio per discutere e per confrontarsi di solito è perché si appiattisce sull’accettazione dell’esistente. E capire che le cose non funzionano bene, non in modo contingente ma strutturale, è la condizione per poterle cambiare.
Ringraziamo tutti i colleghi che ci hanno votati: il loro sostegno darà maggiore forza alle nostre battaglie per ottenere giustizia e diritti per tutti (e non solo per gli amici).

Risulatati per la lista COBAS:
1 MAGGIO MARVI (146 preferenze)
2 BINI MARCO (81 preferenze)
3 COZZOLINO ADRIANA (54 preferenze)
4 MASSIMO PANZANI (24 preferenze)
5 MASTRONARDO ROSARIA (20 preferenze)

Per quanto riguarda me, il fatto di essere stata la seconda con il maggior numero di preferenze in assoluto, il primo per preferenze è il collega della CISL, mi ha resa felice perché ha riconosciuto il lavoro che ho fatto, battendomi ai tavoli con l’amministrazione per evitare vessazioni, ascoltando e cercando soluzioni per i colleghi che si rivolgono a me, rifiutando e contrastando il sessismo che talvolta si ripresenta nei contesti sindacali e amministrativi, sotto mentite spoglie, (apertamente non potrebbe farlo).

Sì perché voglio sottoporvi un fatto.

Partiamo dalla constatazione che ci sono su 3402 aventi diritto al voto: 2001 donne e 1401 uomini.
In regione toscana fra i lavoratori c’è una maggioranza di donne.
Dove non c’è discriminazione, ci aspettiamo di trovare fra i rappresentanti, più donne che uomini.
Dove c’è discriminazione, ma ce n’è consapevolezza, ci saranno le quote.
Dove c’è discriminazione e non ce n’è consapevolezza le donne saranno assenti o quasi.

Cobas su 5 delegati: 3 donne e 2 uomini
CGIL su 19 delegati: 5 donne e 14 uomini
CISL: su 8 delegati: 2 donne e 6 uomini
UIL su 4 delegati: 1 donna e 3 uomini
CSA su due delegati, due uomini
USB: su 4 delegati 4 uomini

i candidati che sono stati presentati alle elezioni erano:

CGIL 30 uomini e 22 donne; UIL 19 uomini e 16 donne; CSA 8 uomini e due donne; Cobas 5 donne e 5 uomini; USB 7 uomini e tre donne; CISL 16 uomini e sei donne. L’unica donna capolista sono stata io.

La nuova RSU 2018 sarà così composta: COBAS: 5 seggi; USB: 4 seggi; CGIL: 19 seggi; CISL: 8 seggi; UIL: 4 seggi; CSA: 2 seggi.

Grazie ancora a chi ci ha votati. Con più forza, da domani, continuiamo la nostra lotta per la giustizia sociale e la libertà dentro i cancelli della Regione Toscana!

Per la democrazia organizzativa, per una Regione aperta, senza barriere architettoniche, di genere, burocratiche e dirigenziali, connessa a una società toscana equa e solidale!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

 

valutazioni: né merito, né qualità…

Valutazioni: né merito, né qualità, solo disciplina.

Il 10 aprile 2018 si è riunita la commissione bilaterale sulla valutazione. E’ composta da una parte datoriale e una sindacale, con rappresentanti dei sindacati e della RSU, ed è nata per controllare la discrezionalità da parte del dirigente nel valutare il lavoratore che è molto pericolosa per la giustizia e la dignità del lavoratore. Le valutazioni sono causa di stress e frustrazione e possono essere utilizzate surrettiziamente per assegnare incarichi o attribuire funzioni che costruiscono le carriere. E’ evidente che la meritocrazia è solo fumo negli occhi: un modo per disciplinare i lavoratori che dovranno piegarsi ad accettare tutto o comunque troppo, sapendo che poi le valutazioni non si fonderanno su fatti oggettivi e verificabili, ma su una valutazione sintetica e generica operata dal dirigente senza dover provare in modo incontrovertibile quello che afferma.

Nella commissione abbiamo chiesto e ottenuto che il dirigente stilasse motivazioni più circostanziate almeno nel caso di valutazioni che portano in fascia inferiore alla prima, ma il risultato sono stati i soliti impresentabili giri di parole. Mentre le valutazioni sono discrezionali, non è discrezionale valutare quelle motivazioni come insoddisfacenti (es. è poco disponibile, ma in base a quale richiesta e compito e quando si è verificato il comportamento? l’onere della prova sta al dirigente). Tutti in regione sappiamo che alla qualità e quantità di lavoro quasi mai corrispondono voti massimi. E vediamo carriere inspiegabili anche in relazione ai risultati di concorsi pubblici: scarsi nei concorsi pubblici diventano eccelsi nelle valutazioni e nell’attribuzione di incarichi discrezionali.

Mentre noi spingiamo per rendere questa commissione utile, l’amministrazione cerca di ridurla a una presentazione di dati, ma non deve ridursi a questo. La valutazione è troppo importante per la qualità del lavoro in regione toscana: tutti sanno che la sua farraginosità consente di attribuire i voti senza legarli a prove concrete e circostanziate che li motivino. Questo serve a disciplinarci, a renderci succubi, a farci piegare la testa, visto che la discrezionalità nella valutazione non protegge chi lavora bene da possibili ritorsioni non motivate dalla qualità del lavoro ma per esempio da comportamenti che pur essendo leciti non piacciono, per esempio la capacità critica.

La valutazione del “raggiungimento degli obiettivi individuali” e delle “competenze e comportamenti professionali e organizzativi” ha un grado di discrezionalità troppo elevato, ma non deve sfuggire un altro dato, non meno importante.

La misurazione e valutazione della prestazione individuale ci riduce a cose e ci toglie umanità, riduce il nostro essere complesso a poche azioni e pochi comportamenti ritenuti positivi. Toglie umanità e disumanizza, ci riduce a funzioni, come se fossimo macchine. E’ gravissimo: chi è disumanizzato rischia di diventare disumano. L’empatia, che è il fondamento dei rapporti umani lascia il posto al rancore e alla rabbia. Ma ad essere disumano e a trattare gli altri come non umani è prima di tutto chi è arrivato all’orrore di allungare la vita lavorativa in base alla speranza di vita, notate bene: speranza.

Come scrive Luisa Muraro quando l’obiettivo è la razionalità e l’efficienza “all’efficienza spesso non si arriva, ma di sicuro diminuiscono la gioia di vivere e il gusto di stare al mondo”.

Siamo lavoratori e vogliamo lavorare bene, ma non come macchine, ma come persone. Noi questo non lo dimentichiamo: la disumanizzazione è stata alla base del fascismo e del nazismo.Ed è alla base del razzismo e del sessismo.

E veniamo ai dati: in Giunta: 2.465 valutati non PO e 541 PO. Ad aver avuto la valutazione 7 sono 1.014. Ma abbiamo avuto chi ha avuto 0, chi ha avuto 2, chi ha avuto 3 oppure 4.

In consiglio il totale dipendenti è 239: di cui 68 hanno avuto 7, ma c’è chi ha avuto 4 o 5.

Sarà essenziale sventare il rischio che le valutazioni pesino nell’attribuzione delle progressioni orizzontali: tutti dovranno ottenerle. E bloccare chi crede che il merito possa essere promosso dove pesano prima di tutto  il nepotismo e l’appartenenza ai partiti.

Il nostro programma prevede per le valutazioni: contro-bilanciamento del potere del dirigente attraverso: valutazione del dirigente da parte del dipendente con un peso maggiore di quello previsto oggi, possibilità di ricorrere alla RSU, possibilità di essere valutati da un altro dirigente, possibilità di essere sostenuti dal proprio sindacato. Si potrebbe utilizzare per le non PO ciò che il CCNL all’art.14 comma 4 prevede per le PO: nel caso delle PO stabilisce che “gli enti, prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una valutazione non positiva, acquisiscono in contraddittorio, le valutazioni del dipendente interessato anche assistito dalla organizzazione sindacale a cui aderisce o conferisce mandato o da persona di sua fiducia; la stessa procedura di contraddittorio vale anche per la revoca anticipata dell’incarico”.

Obiettivo minimo: sottrarre le valutazioni all’arbitrio e alla discrezionalità.

VOTA COBAS!!!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

Elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie del 17-18-19 Aprile 2018

Candidate e candidati Cobas Regione Toscana:

Marvi Maggio – Direzione Urbanistica

Adriana Cozzolino – Direzione diritti di cittadinanza

Marco Bini – Direzione Difesa del suolo

Rosaria Mastronardo – Direzione Organizzazione

Massimo Panzani – Direzione Organizzazione

Ivonne Balli – Direzione Difesa del suolo

Natascia Colarusso – Direzione Organizzazione

Andrea Innocenti – Direzione Organizzazione

Alberto Turchi – Direzione Politiche mobilità

Mario Ricci – Direzione Organizzazione

Per la democrazia organizzativa, per una Regione aperta, senza barriere architettoniche, di genere, burocratiche e dirigenziali, connessa a una società toscana equa e solidale, VOTA COBAS Pubblico Impiego

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alle elezioni RSU del 17-18 e 19 aprile, VOTA COBAS!!!

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L’inciucio della politica o la politica degli inciuci?

L’inciucio della politica o la politica degli inciuci?

E l’oggetto? I lavoratori/elettori…….

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Questo è il senso di un comunicato che preannuncia un accordo tra le tre sigle del sindacato confederale (CGIL CISL e UIL) e l’assessore Bugli per la prossima contrattazione decentrata.

Questa è un’entrata a gamba tesa della politica nella competizione elettorale sindacale.

Come dire, noi con i sindacati amici ci siamo già accordati, votateli e sistemeremo tutto rapidamente.

Il COBAS non si è accordato con nessuno perché non è amico né di questa politica né di altre ed è convinto che i lavoratori debbano essere rappresentati in forma democratica e non con gli inciuci dei “caminetti”. 

Il COBAS riconosce che se un risultato sull’equiparazione di tutto il personale regionale sarà portato a termine sarà grazie al lavoro che tutta la RSU ha svolto in questi due anni contro un’amministrazione sorda e incapace di gestire questo difficile passaggio. 

Il COBAS è convinto che se l’equiparazione non sarà completata prima dell’apertura della contrattazione aziendale decentrata, quest’ultima sarà fortemente limitata nelle risorse aggiuntive necessarie per tutti gli istituti contrattuali.

Il COBAS vuole un contratto decentrato vero che veda tutti i lavoratori del nostro ente in condizioni di identico trattamento giuridico ed economico.

Il COBAS non vuole un contratto decentrato che dia risposte a pochi gruppi privilegiati dividendo i lavoratori.

Questo nuovo contratto dovrà essere all’insegna dell’equità e della solidarietà. 

Questo è l’impegno delle candidate e candidati COBAS per la prossima RSU

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cambiare si può e dipende da voi

Cambiare si può e dipende da voi

Cambiare i rapporti di forza fra lavoratori e classe dirigente in Regione Toscana (dirigenza tecnica e politica), si può e dipende da voi, da chi voterete in queste prossime elezioni RSU.

La storia insegna che niente è eterno, tutto cambia. Sistemi di potere che sembravano imperituri vengono inesorabilmente spazzati via.

Uno dei dispositivi classici utilizzato da chi è al potere è di far credere che non ci sia nulla da fare, che nulla possa essere cambiato. Ma non è così, se così fosse, saremmo ancora immersi nel feudalesimo, oppure saremmo nel fascismo e nel nazismo. Per fortuna c’è sempre qualcuno che si rende conto della falsità dell’idea che nulla possa essere cambiato in meglio e si muove di conseguenza.

Sta a noi individualmente e collettivamente prendere posizione, lottare contro le ingiustizie, sentire ogni ingiustizia, anche se fatta ad altri, come se fosse fatta a noi (è il principio delle solidarietà).

Noi vogliamo che la giustizia sociale e la democrazia organizzativa entrino dentro i cancelli della Regione Toscana.

L’attacco ai lavoratori e in particolare ai lavoratori pubblici è forte: una incredibile denigrazione e una retribuzione che non ripaga le nostre conoscenze e competenze.

Più voterete per il COBAS e più avremo il potere di contrastare le ingiustizie e le vessazioni. Si tratta di un potere che verrà dalla democrazia e che dipende da voi. COBAS garantisce una piena autonomia perché siamo il contrario di una sindacato giallo.

Con il termine sindacato giallo negli anni 20 in Usa si indicava un sindacato creato oppure controllato dagli imprenditori, dai padroni. Vicinanze eccessive fra forze sindacali e forze al potere dovrebbero destare sospetti: gli interessi dei lavoratori e della classe dirigente in Regione Toscana non sono gli stessi. Noi COBAS dimostriamo tutti i giorni di stare dalla parte dei lavoratori.

Avendo la giustizia in mente, prima di tutto va sanata la sperequazione fra i salari accessori dei dipendenti ex provinciali e regionali storici, per parlare finalmente di lavoratori e basta.

Uno dei punti imprescindibili del nostro programma COBAS è la EQUIPARAZIONE verso l’alto DEL SALARIO ACCESSORIO DI TUTTI I DIPENDENTI prima del contratto decentrato e con risorse che non incidano su quelle da destinare al contratto decentrato.

La Regione Toscana deve mettere a disposizione le risorse necessarie prima del contratto decentrato: l’assessore Bugli ha dichiarato più volte il suo impegno a questa equiparazione verso l’alto e va fatta subito.

Fatto questo si tratterà di lottare per ottenere quegli aumenti retributivi stabili e pensionabili che tutti i lavoratori si aspettano e che verranno sanciti nel contratto decentrato.

Per il contratto decentrato dovranno essere messe a disposizione risorse capaci di garantire un miglioramento del reddito di tutti i lavoratori, principalmente (ma non solo) attraverso le progressioni orizzontali per tutti. Tutto questo mentre si tengono a bada e si spuntano le inaccettabili e vessatorie norme disciplinari contenute nel CCNL funzioni locali.

VOTA COBAS!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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CCNL delle funzioni locali: chi lo trova bello e giusto…

Chi lo trova bello e buono, non ha solo cattivo gusto. A proposito del CCNL delle funzioni locali.

Sapete che invece di impedire che i lavoratori siano esposti a rischi e svolgano attività pericolose o dannose per la salute, il CCNL funzioni locali prevede semplicemente una indennità?

L’art.70 bis indennità condizioni di lavoro prevede che gli enti corrispondano una unica indennità di condizioni di lavoro destinata a remunerare lo svolgimento di attività:
a) disagiate;
b) esposte a rischi e, pertanto, pericolose o dannose per la salute;
c) implicanti il maneggio valori.
E’ totalmente inaccettabile monetizzare lo svolgimento di attività pericolose o dannose per la salute. Le attività pericolose o dannose NON devono essere svolte. Sicurezza nei posti di lavoro deve significare non prevedere attività esposte a rischi e pericolose o dannose per la salute. Chi ci crede quando li vediamo piangere sui morti sul lavoro? Come recita una nota canzone “Prima pagina venti notizie ventuno ingiustizie e lo Stato che fa, si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità”.

Noi non avevamo un tetto e il CCNL prevede un massimo di 18 ore compresi gli spostamenti per le visite terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici.

Art 35 del CCNL assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici: sono previste un massimo di 18 ore comprensive dei tempi di percorrenza fra la sede di lavoro e il luogo della visita. Noi non avevamo un massimo: un netto peggioramento. Il messaggio è che la prevenzione non interessa più a nessuno, se la si vuol fare ce la dobbiamo pagare economicamente e come tempo personale e non di lavoro.

Continua e se possibile aumenta la discrezionalità nel conferimento degli incarichi di Posizione organizzativa. Invece di assicurare la competenza e la conoscenza degli incaricati, istituendo criteri incontrovertibili, si resta alla discrezionalità che rischia di promuovere solo e prioritariamente il legame fiduciario, con tutti gli ovvi rischi che questo comporta.
PO art.14 comma 2 del CCNL funzioni locali: i criteri di carattere generale per il conferimento degli incarichi lasciano ampi margini di discrezionalità a chi è preposto al conferimento degli incarichi e infatti i criteri sono tenere condo dei: requisiti culturali posseduti, delle attitudini e della capacità professionale ed esperienza acquisiti dal personale. Ma come si misurano i requisiti, le attitudini, le capacità e le esperienze acquisite? La retribuzione di posizione varia da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 16.000 euro. Per la quota di indennità di risultato non è più stabilito un valore massimo ma solo un valore minimo: per la retribuzione di risultato delle PO viene destinata una quota non inferiore al 20% delle risorse complessivamente finalizzate alla erogazione di posizione e di risultato di tutte le posizioni organizzative previste dall’ente.

Valutazione delle PO e valutazione delle non PO. Nel caso delle PO l’art.14 comma 4 del CCNL stabilisce che “gli enti, prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una valutazione non positiva, acquisiscono in contraddittorio, le valutazioni del dipendente interessato anche assistito dalla organizzazione sindacale a cui aderisce o conferisce mandato o da persona di sua fiducia; la stessa procedura di contraddittorio vale anche per la revoca anticipata dell’incarico”.
Bene, bene! MA questa finalmente potrebbe essere la soluzione per le valutazioni dei lavoratori del comparto (non PO) che sono stati valutati in un modo che i lavoratori non condividono. Prima di formalizzare la valutazioni deve poter avvenire il contraddittorio con il sostegno sindacale o di persona di fiducia.

Le ferie solidali? Era difficile immaginare qualcosa di più infame (art.30 del CCNL). I furbetti provano a vedere se qualcuno casca nella rete della pseudo-solidarietà secondo cui non sarebbe il datore di lavoro a dover garantire permessi giornalieri retribuiti “per prestare assistenza a figli minori che necessitino di cure costanti, per particolari condizioni di salute”, sarebbe invece il lavoratore a farsene carico (a detrimento della sua salute e della sua vita personale). Questa non è solidarietà, è semplicemente piegarsi al mero interesse economico dell’ente che vuole risparmiare trasformando i nostri tempi di vita in tempi di lavoro senza spendere un centesimo in più. Tu lavoreresti al posto dell’altro che dovrebbe aver diritto a permessi retribuiti. Non sarebbe solidarietà verso il lavoratore in difficoltà ma un favore all’ente che invece di garantire i permessi giornalieri avrebbe qualcuno che coprirebbe l’orario. Un favore all’ente e non al lavoratore. Un ennesimo imbarbarimento. E chi dobbiamo ringraziare? Come sempre gente che non ha mai lavorato davvero: comanda o immagina cosa sia il lavoro per far lavorare gli altri. A proposito, chi sono i veri furbi?

Il punto è ridurre il tempo di lavoro a parità di stipendio e garantire la pensione (pensione di vecchiaia a 60 anni). Liberando tempo per vivere.
Tutta la lotta dei lavoratori dal suo inizio è stata lotta per ridurre l’orario di lavoro, per liberare tempo per vivere: riduzione dell’orario giornaliero, dell’orario annuale (ferie), della vita lavorativa (pensione).

Vota COBAS!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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