Archivi categoria: pubblici impego

Il re è nudo

Il re è nudo…

Cinque assemblee gremite di lavoratrici/tori e un presidio da 900 persone non smuove chi non ha rispetto per i lavoratori. Chi li vuole zitti, spauriti e pronti ad accettare ogni prevaricazione.

Invece con le assemblee e il presidio abbiamo preso posizione, abbiamo chiesto quello che ci spetta. Non avevamo il cappello in mano di chi chiede per favore, al contrario avevamo la consapevolezza del nostro valore come lavoratori e come persone, il cui tempo va retribuito in modo congruo, come previsto dalla costituzione.

Di fronte a una nostra richiesta di accrescere un fondo del salario accessorio smunto da anni di contenimento previsto dalla legge DL78/2010, il niet dei politici e dei direttori li mostra per quello che sono.

Qui la gerarchia non ha una ragione organizzativa, che mette la persona giusta al posto giusto e cerca di promuovere il benessere dei lavoratori, ma al contrario è disciplinare: precisamente costringere i lavoratori ad accettare le ingiustizie che quotidianamente si snocciolano di fronte a loro. Ingiustizie fatte di arbitrarietà (chiamarla discrezionalità sarebbe troppo benevolo) che non assegna i compiti in base alle competenze e alle preferenze (da inguaribili utopisti sogniamo una società in cui ognuno può diventare quello che vuole essere) bensì in base ad altre ragioni. Per sapere quali guardatevi intorno.

Pensate che i direttori (130.000 euro annue e 170.000 euro annue) sono scelti direttamente dal presidente (13.000 euro al mese), e che i direttori decidono a chi assegnare gli incarichi di Posizione Organizzativa.

Pensate che mentre noi per chiedere le progressioni orizzontali dobbiamo fare i presidi, altri le ottengono all’accesso, come avviene per i dipendenti delle strutture di segreteria dei gruppi consiliari che oltre alle voci stipendiali fisse e continuative (fra cui lo stipendio tabellare) percepiscono fra un minimo di 11.134,77 euro e 19.517,15 euro, senza valutazioni.

Pensate che il personale scelto dai politici (giunta e consiglio) costa annualmente alla regione 7.517.334 euro. Personale scelto dai politici senza nessuna selezione trasparente.

Questo bisogna dire ai giovani in cerca di lavoro: c’è chi vi passa avanti senza merito. Ci sono i raccomandati dai politici che vi rubano il lavoro nella pubblica amministrazione.

Eppure siamo in un ente pubblico e tutta la struttura dei nostri uffici è al servizio della regione. Allora perché assumere altri direttamente scelti dai partiti? Perché i politici preferiscono il rapporto fiduciario. E qui sta la differenza: ci siamo noi dipendenti assunti con concorso e ci sono gli altri cooptati dai partiti per varie ragioni. I primi vengono vessati e non gli si dà nulla, agli altri gli emolumenti fioccano senza colpo ferire. E le gerarchie vengono ricoperte troppo spesso con gli stessi criteri.

Ma questo è un altro punto che interessa la società toscana. Mentre noi lavoratori autonomi dai politici perché non messi al lavoro da loro, garantiamo una assoluta imparzialità, obiettività, trasparenza e indipendenza e quindi la tutela dell’interesse pubblico, chi ha ottenuto un incarico direttamente da un politico è oggettivamente dipendente da lui. Qui seguiamo il ragionamento dei costituenti quando hanno imposto il concorso pubblico per accedere alla pubblica amministrazione, proprio per impedire legami troppo stretti fra dipendenti pubblici e politici per gli ovvi rischi che comportano.

E’ un momento topico per la nostra vita in regione toscana: è il momento di pretendere il rispetto e le rivendicazioni contenute nella piattaforma unitaria della RSU. Solo quest’anno è possibile aumentare il fondo, quindi ora è necessaria la massima partecipazione di tutti.

Martedì 15 dicembre dalle 10 alle 13 tutti al presidio unitario convocato dalla RSU davanti a palazzo sacrati strozzi, piazza duomo.

Su la testa!!!

marvi maggio – cobas regione toscana

tasse, balneari e redditi dei lavoratori

Un articolo di repubblica ci informa che è sparito dal bilancio di
previsione della regione toscana, l’aumento della tassa sugli
stabilimenti balneari che avrebbe fatto incassare 10,35 milioni nel 2015
rispetto ai 2 milioni e 750.000 del 2014. L’articolo afferma “gli
stabilimenti vincono la battaglia”. Una battaglia sostenuta da Forza
Italia e dai sindaci di Pietrasanta e Viareggio.
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/11/04/news/balnerai_niente_piu_aumento_del_canone_per_le_spiagge-126637041/

Questo ci insegna che esentare dalle tasse continua a essere una
politica molto diffusa (e tipicamente di destra perché  sostiene chi ha
alti redditi invece di chi ha redditi bassi): altroché lottare contro
l’evasione, si legalizza la scomparsa delle tasse per certe categorie,
ma non per i dipendenti e i pensionati che continuano (malvolentieri) a
sostenere ‘sta nazione.
E non assumere nuovi lavoratori e non pagarli in modo congruo continua
ad essere un’altra politica tipicamente di destra (non importa come si
definisce chi la pratica).
E così la giunta della regione toscana non ha proposto di sua iniziativa
progressioni orizzontali per tutti e indennità per gli apicali delle
categorie, abbiamo dovuto farlo noi, come RSU, attraverso la nostra
piattaforma unitaria.  Pagare bene i propri dipendenti dovrebbe essere
scontato per una giunta anche solo lontanamente di sinistra. Invece…!
Si pagano bene solo di direttori e i dirigenti.
18.000 per una cena, 10 milioni di regalo ai balneari, 170.000 -130.000
annui lordi per i direttori, sappiamo dove vanno i soldi e non
accetteremo di sentirci dire che non ci sono soldi per i lavoratori.

Ci vediamo alle assemblee,

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

il problema non è fare o non fare … è

il problema non è fare o non fare … è fare … bene pubblico!

Dietro a tanto fare si è prodotto il dissesto idrogeologico…
Dietro a tanto non fare c’è stata la fretta di aprire cantieri che finanziavano altri cantieri (Salerno-Reggio Calabria docet)

Su Toscana Notizie è apparsa una intervista a Enrico Rossi che fra le altre cose afferma:

«C’è ancora, anche in Toscana, questa cultura contraria alle grandi opere, all’industria, che vuole che nulla si muova. Chi pensa così punta alla rendita, ai redditi da impiego pubblico, ai pensionati, ma così ci condanna alla miseria, alla fuga dei nostri giovani, ad una Toscana piccola. Non serve una Arcadia, ma dinamismo e sviluppo. Io mi ribello e mi ribellerò alla “maledizione” del non fare nulla in Toscana. È anche un problema di credibilità, non solo di necessaria modernizzazione e di lavoro».

Per vedere il pezzo nel suo contesto questo è il link:

http://www.toscana-notizie.it/-/-con-le-grandi-opere-creiamo-lavoro-intervista-a-rossi-del-corriere-fiorentino

Ma si pongono delle domande:

  • Il settore pubblico secondo Rossi è inutile ed è associabile alla rendita? Chi vuole essere pagato in modo congruo nella pubblica amministrazione è al pari dei percettori di rendita (che vogliono godere di ciò che non hanno prodotto)? Il lavoro nella pubblica amministrazione non produce nessun valore?
  • I pensionati sono persone inutili perché non producono? Non hanno un valore sociale?
  • Le industrie e le grandi opere sono solo positive o sono anche state portatrici di corruzione, di sfruttamento, di disoccupazione orchestrata ad arte per abbassare i salari e i diritti dei lavoratori, di inquinamento ambientale fino ad arrivare a diffondere morte, come a Taranto e a Casale Monferrato? I morti sul lavoro sono dimenticati?

I redditi da pubblico impiego sono quelli che retribuiscono chi produce cultura, istruzione, memoria, chi protegge salute, ambiente, paesaggio, territorio, suolo. Non sarebbe il caso di aumentare l’occupazione in questi settori?  Non è mai l’istruzione professionale a creare valore ma sempre la cultura che va oltre ciò che oggi appare necessario: più utile la filosofia e la storia dell’arte dell’imparare lavorando (che poi è semplice lavoro non retribuito legalizzato).

Uno dei  compiti della pubblica amministrazione è proprio quello di impedire a industria e grandi opere di distruggere valori sociali, ambientali, paesaggistici, e in questo modo produrre valore in termini di patrimonio territoriale e beni comuni.

Tenere insieme nel discorso rendita, pubblico impiego e pensionati è davvero incomprensibile: la rendita è quella estratta grazie alla scarsità prodotta artificialmente (esempio: mercato immobiliare), è il valore prodotto collettivamente (per esempio la qualità delle città e dei territori) e appropriato privatamente (vendendolo e affittandolo). La rendita fondiaria è una componente corposa del reddito da attività immobiliare e da turismo (e dei connessi investimenti finanziari).

Non c’è industriale e produttore che avendone la possibilità non sfrutti un vantaggio competitivo sugli altri, una rendita da monopolio appunto. Come la qualità dei territori in cui produce, che non ha prodotto lui.

La rendita non ha nulla a che fare con il lavoro nel pubblico impiego che produce valore e con il reddito dei pensionati che fa parte dei diritti di base di qualsiasi società civile. E senza civiltà non c’è né dinamismo né sviluppo che valga le pena di percorrere.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

le strutture di supporto degli organismi politici in regione toscana

le strutture di supporto degli organismi politici in Regione Toscana

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso salvo i casi stabiliti dalla legge.

Il consiglio regionale ha varato con Delibera n.44 del 7 luglio 2015 la dotazione organica delle strutture di supporto degli organismi politici del consiglio regionale.

Titolo di studio

Il titolo di studio richiesto per il responsabile dell’ufficio di gabinetto o responsabile di segreteria può limitarsi al diploma di scuola superiore, infatti la delibera afferma“tenuto conto del peculiare carattere di fiduciarietà dell’incarico, della funzione di supporto al ruolo istituzionale avente natura di indirizzo politico e tenuto conto che l’attribuzione del medesimo non prevede lo svolgimento di attività gestionale: diploma di laurea ed esperienza professionale, compresa quella di amministratore, non inferiore ad un anno oppure diploma di scuola secondaria superiore con esperienza professionale, compresa quella di amministratore, non inferiore a tre anni”.

Equiparazione alle categorie economiche superiori all’iniziale e l’emolumento che integra

Per il personale di supporto degli organismi politici viene prevista l’equiparazione ad un livello economico superiore a quello iniziale della categoria di riferimento, molte figure sono equiparate alla categoria D5, D6, C5, C3, B7.

Per i dipendenti entrati con concorso pubblico e con rapporto “non fiduciario” il contratto prevede l’ingresso solo e soltanto in categoria iniziale. Va notato inoltre che per figure come architetti e geologi con abilitazione professionale sono stati indetti concorsi  pubblici per D1 e non D3, (come era stato fatto in precedenza) si dice per risparmiare.

Inoltre i non fiduciari si vedono attribuire la produttività solo a condizione di aver superato una certo voto nelle valutazioni, invece c’è chi l’emolumento lo riceve tutto intero senza che sia sottoposto a valutazione. E le cifre ci sembrano incomparabili.

L’emolumento che integra le altre voci stipendiali fisse e continuative nonché l’eventuale equiparazione ad un livello economico superiore a quello iniziale della categoria di riferimento è:

D6: 19.517,15; D5: 18.376,67; D1: 12.587,12; C5: 13.455; C3: 11.887,36; C1: 10.784,02; B7: 12.920,57; B3: 11.134,77.

Qui nasce la questione. Perché? In base a quali considerazioni il lavoro fiduciario viene pagato di più di quello dei dipendenti assunti per concorso?

I dipendenti non fiduciari ma assunti con concorso della Regione Toscana hanno lo stipendio bloccato dal 2009 e non godono di progressioni orizzontali dal 2010.

la fastidiosa differenza

Quindi appare particolarmente odiosa questa fastidiosa differenza fra:

–  chi entra su chiamata, senza alcun concorso e chi lo deve affrontare;

– chi appena assunto è categoria superiore a quella iniziale e chi viene assunto in categoria iniziale e non ha alcuna possibilità di progredire;

– chi deve avere la laurea per fare il funzionario semplice e chi può essere diplomato ed avere una retribuzione equiparata al dirigente di settore;

– chi è valutato ogni semestre (con procedure che dire farraginose è dire poco) e chi ha il reddito massimo senza che sia condizionato dalle valutazioni.

Per concludere

Infine la storia del carattere fiduciario dell’incarico come base per la scelta insindacabile dei politici lascia perplessi perché era proprio quello che i padri costituenti volevano evitare: che si creasse un filo diretto fra burocrazia e politica che può essere in potenza foriero di collusione e in alcuni casi di corruzione. Quale miglior controllo contro la corruzione di funzionari e dirigenti autonomi che servono l’istituzione e non il politico? Art. 97 “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

Tra l’altro o un incarico è politico e allora dovrebbe essere attribuito attraverso il voto degli elettori oppure è di supporto tecnico organizzativo e allora le qualità da possedere per svolgerlo possono e devono essere sempre verificate attraverso concorso pubblico, come avviene per la maggior parte dei dipendenti della Regione Toscana.

Marvi Maggio  – COBAS REGIONE TOSCANA

la mia pensione sarà da fame, a meno che…

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illegittimo ma soprattutto iniquo

Illegittimo ma soprattutto iniquo

Il comunicato dal palazzo della Consulta:
«La Corte Costituzionale – recita lo scarno comunicato della Corte racchiuso in sei righe – in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate con le ordinanze R.O. n. 76/2014 e R.O. n. 125/2014, ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato. La Corte ha respinto le restanti censure proposte».

La sentenza della corte costituzionale afferma che il blocco del nostro contratto dal 2010 è ILLEGITTIMO, ma non per il passato. I giudici hanno tenuto conto dell’artico 81 della costituzione che prevede il principio del pareggio in bilancio.
Qualche politico pagherà per aver imposto con forza e con prepotenza delle norme illegittime? Qual è il senso del loro lavoro?
“Mi permette una domanda? Da quanto tempo lavorate agli incendi?
“Da quando avevo vent’anni, dieci anni fa”
“Non leggete mai qualcuno dei libri che bruciate?”
Lui si mise a ridere:
“Ma è contro la legge!”
“Oh, già, certo”
“E’ un bel lavoro sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. E’ il nostro motto ufficiale”
Continuarono a camminare e infine la ragazza domandò:
“E’ vero che tanto tempo fa i vigili del fuoco spegnevano gli incendi invece di appiccarli?”*

Certo riaprire le contrattazione per il contratto nazionale, da metà anno 2015 sarà necessario. Ovviamente il governo reputa che per spendere il meno possibile bisogna che solo pochi ricevano gli aumenti in base a un presunto merito à la Brunetta. Ed è quello che noi dobbiamo impedire. Tutti dovranno beneficiarne.

Così ora sappiamo che abbiamo sopportato una ingiustizia che è illegittima rispetto alla costituzione e perfino secondo la non sempre socialmente sensibile corte costituzionale.

Ci sarà chi incolperà tutti i sindacati, chi alcuni sindacati, chi tutti i lavoratori del settore pubblico che non si sono mossi e hanno accettato che si risparmiasse su di loro (noi) invece di far spendere (anzi proprio per non disturbare) i supericchi italiani e gli evasori di 120 miliardi di tasse all’anno.

In realtà la colpa e la responsabilità è prima di tutto dei politici e dei governi (dalla destra allo pseudo centro sinistra neo-democristiano) che hanno promosso e fatto passare queste norme illegittime (e soprattutto inique).

Probabilmente paghiamo il fatto che si è diffusa troppo l’idea che a pagare debbano essere i lavoratori, non parlo di quelli occupati a fare danni e appiccare incedi (e magari, guarda caso, scelti direttamente dai politici) , ma di tutti gli altri.

Se una cosa insegna questa storia della illegittimità è che le ingiustizie non vanno accettate anche quando sembrano legali e legittime, perché le leggi non sono sempre giuste (perché tutto dipende da chi le fa e nell’interesse di chi)!

Su la testa!

Marvi Maggio Cobas Regione Toscana

*(Ray Bradbury, Fahrenheit 451. Cronache marziane, 1978)