Archivi categoria: Proposte e richieste

fibromialgia: programma informativo

Qui di seguito trovate il link al programma Bene Comune sulla fibromialgia, trasmesso sul canale di youtube Teleregione Toscana e condotto dalla giornalista Roberta Capanni. Invitati Rosaria Mastronardo e Paolo Sarti.
Ascoltate la trasmissione, fate commenti e apponete un like se, come speriamo, avete trovato interessante e importante la trasmissione.
La fibromialgia è una sindrome MOLTO invalidante, ma non è ancora nei LEA e nemmeno negli extra LEA regionali. La Regione Toscana ha fatto tanto, ma per dimostrare la sua tanto decantata “virtuosità” basterebbe poco, basterebbe seriamente poco, ma non ha voglia ed è questa una grave ingiustizia per tutti/e le malate di fibromialgia in questa regione.
Ringrazio la giornalista per avermi dato questa opportunità, ho scritto praticamente a tutti ma solo lei mi ha dato questo spazio: l’importante è una giusta informazione, una corretta informazione e che se ne parli SEMPRE fino al suo riconoscimento.
Rosaria Mastronardo

Annunci

non si difende qualsiasi lavoro

Non si difende qualsiasi lavoro

 Possiamo affrontare il tema del lavoro in modo diverso? Possiamo dire chiaramente che non si difende qualsiasi lavoro? Che non possiamo proteggere la produzione di armi o la produzione di morte come avviene ad esempio a Taranto? È giunto il momento di smettere di produrre “ciò che produce profitto” per dedicarci a ciò che “serve collettivamente per vivere,” spiega Marvi Maggio. “Il tempo liberato dal lavoro è il criterio per capire quanto si stia andando nella direzione della trasformazione sociale…”. I soldi? “Ci sono e vanno dirottati dalle guerre e dagli sgravi alle imprese…”
pubblicato su Comune Info: continua a leggere seguendo il link:

Assemblea nazionale a Roma 22 e 23 aprile

cropped-prove-banner-blog2-03-03

Assemblea nazionale Roma 22-23 Aprile

Dopo la straordinaria giornata dello sciopero globale dell’8 marzo, che ha portato centinaia di migliaia di persone in piazza in più di 54 paesi in tutto il mondo e in moltissime città d’Italia, continuiamo il confronto per continuare il lavoro dei tavoli tematici e la scrittura del Piano nazionale femminista contro la violenza, e per condividere percorsi e pratiche insieme.


E’ difficile ricostruire l’ incredibile mobilitazione globale dello sciopero delle donne che abbiamo appena vissuto.
È difficile mettere ordine nella marea di volti e di voci che hanno animato questo storico 8 marzo. Quello che sappiamo, è che torniamo più forti di prima a lavorare al Piano femminista contro la violenza sulle donne.
L’incontro si svolgerà sabato 22 aprile dalle 10 alle 18 e domenica 23 aprile dalle 10 alle 17.

La prima giornata di sabato 22 aprile si terrà presso la facoltà di Lettere dell’Università di Roma 3 – Via Ostiense, 234 (Vicino metro B Marconi)
La seconda giornata di domenica 23 aprile si terrà presso la Scuola Di Donato in Via Nino Bixio, 83 (Quartiere Esquilino, vicino fermata Vittorio Emanuele, metro A).
È previsto il pranzo per sabato e domenica.


Per le iscrizioni ai tavoli compilate ENTRO IL 19 APRILE il form che trovate seguendo il link qui sotto:

https://nonunadimeno.wordpress.com/portfolio/assemblea-nazionale-roma-22-23-aprile/

La Sindrome Fibromialgica

L’opuscolo sulla sindrome fibromialgica (scaricabile qui:  Opuscolo ) predisposto dalla dr.ssa Ballerini dell’Azienda Ospedaliero-universitaria di Careggi, in collaborazione con gli R.L.S. (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) della Regione Toscana, ha l’obiettivo di informare le/i lavoratrici/tori dell’Ente sui sintomi, cause e cure della sindrome fibromialgica. L’indagine ha lo scopo di individuare il numero dei soggetti affetti da questa sindrome in modo tale da poter attivare le necessarie tutele nell’ambito della loro attività lavorativa.

Per contatti potete rivolgervi ai  Rappresentanti lavoratori sicurezza della Regione Toscana: Livia Poggesi e Massimo Panzani

Per avere ulteriori informazioni in merito sia all’iniziativa, sia alle attività delle associazioni che si occupano della Fibromialgia, potete contattare la collega Rosaria Mastronardo, affetta da questa sindrome, all’indirizzo: rosaria.mastronardo@regione.toscana.it oppure r.mastronardo@libero.it

Qui di seguito trovate l’elenco dei Centri Fibromialgici:

Elenco_Centri_Fibromialgici

il 7 aprile manifestazioni per la sanità pubblica

Insieme per la salute in ogni paese in Europa
7 APRILE 2017

Ogni giorno piccoli ospedali e servizi territoriali sono chiusi, la lista d’attesa per
visite e esami si allunga, le condizioni di lavoro dei medici e degli operatori peggiorano, l’accesso a servizi di qualità e per tutti non è più garantito a migliaia di
persone.
Questa realtà presente in molti paesi europei non è una fatalità! E’ solo la
conseguenza di politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni europee con
un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola.
Per questo motivo e con modalità diverse da paese a paese il servizio pubblico si
riduce o viene distrutto completamente togliendo le risorse umane e i finanziamenti
necessari per il suo buon funzionamento.
Questi attacchi portano inevitabilmente a due tipi di sistema: un servizio sanitario
pubblico per i meno abbienti e una sanità privata per chi se la può pagare.
Queste politiche sono accompagnate con una propaganda ridondante secondo
cui il privato sarebbe più efficiente e meno caro. Peccato che i dati smentiscono
questa favola: i paesi che hanno adottato una sanità pubblica spendono meno e i
loro cittadini godono di maggiore tutela e di maggiori cure.
Domandiamoci allora a chi conviene privatizzare e commercializzare la salute?
Sicuramente all’industria farmaceutica e delle apparecchiature sanitarie, ai grandi
gruppi di cliniche e di case di riposo private.
Questi fanno profitti con i soldi di ciascuno di noi (tickets, rette). E sicuramente
alle assicurazioni private, che vengono introdotte anche nei contratti di lavoro.
Per contrastare questa deriva noi, e tutti i difensori di una sanità pubblica di qualità,
solidale, gratuita e universale lavoriamo per delle politiche alternative: per un
finanziamento del sistema adeguato, per la scelta di servizi di cure primarie, per
l’attenzione ai determinanti sociali della salute (lavoro, reddito, educazione,
ambiente), per i farmaci generici. I cittadini devono poter contare e potere decidere
le priorità per tutelare la salute e non devono permettere il profitto dei privati.
In tutta Europa, movimenti e organizzazioni si battono per salvaguardare la
salute pubblica. Contro un futuro che ci viene imposto noi diciamo:
Salute per tutte/i e accesso universale alle cure. Diritti sociali,
economici, culturali e ambientali per tutte/i.
Per il diritto alla salute e alla sanità pubblica,
anche in Toscana come COBAS P.I. partecipiamo alla mobilitazione del 7 aprile

Nella Regione Toscana, stiamo assistendo ad un progressivo smantellamento
della sanità pubblica: tagli di posti letto, chiusure e ridimensionamenti dei piccoli
ospedali, chiusure e accorpamenti di distretti sanitari e consultori, esosi ticket( solo
in Toscana esiste anche il contributo di digitalizzazione).
Le prestazioni specialistiche e diagnostiche sono state spostate verso il privato
sociale, a causa delle liste di attesa , dove si possono ottenere prestazioni in tempi
brevi e spesso al costo equivalente al ticket, sono state ceduti alle case di cura
private gli interventi più remunerativi (vedi ad esempio la chirurgia programmata), si persegue la logica dell’esternalizzazione dei servizi. La stessa riorganizzazione
delle zone-distretto appare una manovra centralizzatrice, calata dall’alto con la
riproposizione delle società della salute, strutture fonti di sprechi, disservizi,
burocrazia.
E’ inoltre in corso la controriforma del sistema sanitario regionale, voluta dalla
giunta Rossi nonostante fossero state raccolte 55.000 firme per richiedere il
referendum abrogativo della stessa. Con il piano di accorpamento delle ASL, che
non ci risulta abbia portato ad alcun risparmio, fuorché a quello derivato da 2000
prepensionamenti, si sono creati ulteriori “buchi” nel servizio pubblico: manca il
personale (solo 1 su 5 lavoratori che vanno in pensione viene sostituito) e di
conseguenza si procede con personale precario (aumentano i lavoratori interinali,
a partita IVA, a tempo determinato) che peggiora la qualità dei servizi e a sempre
maggiori esternalizzazioni.
Anche nella nostra regione enormi risorse vengono spostate verso grandi opere,
come inceneritori, aeroporto, TAV, che aggiungono nocività e mettono a rischio la
salute, oltre a sottrarre soldi che potrebbero essere meglio impiegati per garantire
un servizio sanitario efficiente. Per questo anche in Toscana:
DIRITTI SOCIALI E AMBIENTALI PER TUTT@ – SALUTE E ACCESSO
UNIVERSALE ALLE CURE

Ore 16:00 CONCENTRAMENTO piazza Duomo, davanti sede della Presidenza
della Regione Toscana
Ore 16:30 CORTEO sino a Piazza San Lorenzo
Ore 17:00 INTERVENTI con la partecipazione di esponenti politici, sindacali,
comitati territoriali, associazioni, ecc.
Ore 19:00 SPETTACOLO TEATRALE “Il matto, la crisi e la luna” a cura del
gruppo teatrale “Fra(m)enti di luna verde”
Ore 20:00 MUSICA DAL VIVO

http://pubblicoimpiego.cobas.it/pubblicoimpiego/Sanita/Documenti-Volantini/Insieme-per-la-salute-in-ogni-paese-in-Europa

Prevenzione sismica in Regione Toscana

Prevenzione sismica e altre storie

Molti colleghi ci hanno chiesto se gli edifici di Novoli, quelli del centro direzionale, sono adeguati alla normativa antisismica.

Intanto la Regione Toscana destina risorse per la prevenzione sismica 2017 attraverso l’erogazione di finanziamenti per la realizzazione di interventi su edifici pubblici e privati finalizzati alla prevenzione sismica.

La domanda diventa ancora più pressante: gli edifici dove lavorano numerosissimi dipendenti regionali sono adeguati alla normativa antisimica?

Il settore patrimonio e logistica in una relazione datata dicembre 2009, dopo aver informato che il centro direzionale di Novoli è stato acquistato il 14/7/2004 per 47.500.000 euro (!!!), tra le altre cose, afferma:

“I due palazzi di Novoli che ospitano con i loro 22.000 mq di superficie la maggior parte degli uffici furono costruiti negli anni ’70, ad oggi necessitano di importanti ed urgenti interventi di manutenzione. Basti pensare che il tetto è ricoperto di materiale contenente amianto, attualmente in perfetto stato di manutenzione, monitorato anche da ARPAT, per il quale comunque è indispensabile pensare ad un progetto di rimozione e sostituzione, magari, con strutture che garantiscano anche forme alternative di energia. Anche gli impianti (igienici e di calore) sono ormai obsoleti e le carenze si evidenziano ogni giorno di più. E’ infine necessario programmare gli interventi necessari per l’adeguamento alla normativa antisismica. Si tratta appunto di interventi straordinari per la cui realizzazione è necessaria una progettazione e programmazione articolata con un notevole impegno finanziario e non solo. Tali manutenzioni non sono oggi più rinviabili”.

Sono passati sette anni da allora.

Gli interventi per rimuovere l’amianto dal tetto sono stati effettuati qualche anno fa, ma che ne è degli altri?

Se il riscaldamento e i condizionatori non funzionano in modo soddisfacente è perchè sette anni non sono bastati per intervenire.

Ma che dire della normativa antisismica? Cosa si aspetta a programmare interventi per l’adeguamento degli edifici? Forse si aspettava la campagna della Regione Toscana “prevenzione antisismica 2017”.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

Una spesa per il personale fra le più basse d’Italia

Una spesa per il personale fra le più basse d’Italia. Noi non ringraziamo.

Estate, ormai lontana. Il 27 luglio 2016 fra i comunicati istituzionali del sito della Regione Toscana campeggia quello che esordisce così:

“La Corte dei Conti ‘promuove’ il bilancio consuntivo 2015 della Regione, attestandone la regolarità contabile e una spesa per il personale tra le più basse d’Italia, passata in un anno da 147 a 139 milioni di euro. Il presidente della Toscana Enrico Rossi ringrazia” (Toscana Notizie, 27 luglio).

Pur mettendo sul conto i risparmi dovuti agli esuberi (che tuttavia in mancanza di un miglioramento dell’organizzazione del lavoro e di un aumento della cooperazione, comportano un aumentato carico di lavoro per chi resta), non possiamo dimenticare che i nostri stipendi sono fermi dal 2009 ed è anche per questo che la regione “ha la spesa per il personale fra le più basse d’Italia”.

Risparmiare sul costo del lavoro sarebbe positivo? Questo lo pensa quell’infame di Marchionne. Noi pensiamo decisamente di no e intendiamo dimostrare perché.

Differenze di reddito fra direttori, dirigenti e comparto

I nostri stipendi fermi al 2009 non compensano neppure l’inflazione e non ripagano le competenze che abbiamo acquisito attraverso il lavoro nel corso degli anni. Le politiche neoliberali pseudo-meritocratiche dicono che sono sorpassati i riconoscimenti automatici in base agli anni di lavoro, ma la verità è che i risparmi operati sulla maggioranza di noi servono per ripagare i pochi prescelti. Non entriamo qui nel merito di come sono stati scelti perché basta che vi guardiate intorno, e le eccezioni (che ci sono) confermano la regola, proprio perché sono eccezioni.

Di fronte al risparmio sulla spesa del personale non possiamo soprattutto dimenticare le grandi ineguaglianze e sperequazioni retributive presenti in Regione. Ci sono i direttori: si passa dai 170.000 euro annui lordi del direttore generale ai 130.000 per i 14 direttori (ma non dovevano diminuire?); i 102 dirigenti che percepisco un lordo annuo intorno ai 100.000 euro e infine i lavoratori del comparto: B in categoria iniziale 19.358 annue lorde; C in categoria iniziale 21.783 annue lorde; D in categoria iniziale 23.725 annue lorde. Al tabellare si aggiunge la produttività annuale lorda che è condizionata dalla valutazione dei risultati e dalla disponibilità di fondi ed ammonta a 3000 – 4000 euro lordi annui. Produttività che è molto inferiore per i regionali provenienti dalle province.

Differenze all’interno del comparto

Ma visto che la gerarchia feudale di ancien regime è da qualche anno un carattere distintivo della regione, anche fra i lavoratori del comparto si stanno accrescendo ineguaglianze e sperequazioni. Basate non sulla progressione di carriera originata da un concorso pubblico (come vorrebbe la costituzione e il buon senso: come altrimenti mettere la persona giusta al posto giusto?), bensì sulla più moderna investitura feudale (moderna in senso comparativo, rispetto all’impero romano).

Beh sì parliamo delle Posizioni Organizzative. PO alta: retribuzione di posizione 12.367 euro a cui si aggiunge una retribuzione di risultato che può arrivare fino a un massimo del 25% della retribuzione di posizione; medio alta: posizione 10.697 euro a cui si aggiunge fino a 25% della retribuzione di posizione; medio-bassa (posizione 6.382 euro a cui si aggiunge una retribuzione di risultato fino ad un massimo del 25%).

E chi non ce l’ha? Con la piattaforma 2015 abbiamo chiesto progressioni economiche per tutti proprio per ripagare il lavoro che facciamo, come richiede la costituzione. E per consolidare il nostro reddito e sottrarlo alla volatilità dei fondi per la produttività.

È l’ora di cambiare

Se guardiamo all’art.17 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del 1/4/1999 vediamo che l’utilizzo delle “risorse per le politiche di sviluppo delle risorse umane” può riguardare, fra le altre cose, le progressioni economiche e la retribuzione di posizione e di risultato delle PO. Quanto finanziare le Progressioni economiche orizzontali e quanto dedicare alle posizioni organizzative è una decisione politica e sindacale oltre che di organizzazione del lavoro. Non è prescritto quale percentuale dei fondi deve andare ad una e quanto all’altra.

Alle PO sono dedicati nell’accordo sulla previsione di utilizzo del fondo delle risorse decentrate 7.700.445 euro. Ad oggi le PO sono 542 negli uffici della giunta cui vanno aggiunte quelle del consiglio, e nuove Po, in parte in sostituzione dei pensionati, saranno bandite a breve.

Con 2 milioni e mezzo si farebbero progressioni economiche per tutti. Fra Giunta e Consiglio i lavoratori (escluso personale segreterie politiche e organi politici) sono circa 3.267.

Non è arrivato il momento di dare anche a chi in questi anni ha lavorato sempre di più per vedersi riconosciuto sempre meno? Noi pensiamo di sì.

Una vera democrazia organizzativa fondata sulla cooperazione, non si perde in burocrazie e gerarchie ormai obsolete e investe sulle capacità di tutti i lavoratori promuovendo l’uguaglianza e la giustizia retributiva. Non assegna investiture in modo discrezionale ed arbitrario, ma assegna i compiti in base alle capacità riconosciute attraverso concorsi pubblici.

In una prospettiva di sinistra risparmiare sui lavoratori, quindi sulle loro paghe e sulla loro possibilità di accedere a beni e servizi, è inaccettabile. Ancora meno di sinistra è promuovere sistematicamente l’ineguaglianza: in un contesto di crisi e austerità diventa ancora più inaccettabile che a qualcuno venga accresciuto lo stipendio mentre la stragrande maggioranza vive un chiaro regresso. E’ l’ora di cambiare. Vogliamo farla o no ‘sta rivoluzione socialista?

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

https://rtcobas.wordpress.com/