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produttività ed equiparazione

Molti lavoratori chiedono perché e cosa stiamo facendo

Niente produttività fondo 2018 neppure ad agosto, di solito la prima semestralità era a luglio. Malgrado le valutazioni siano state effettuate nei tempi. Perché?

Questo fondo del trattamento accessorio 2018 sarà unico e comprenderà tutti i fondi prima separati degli ex provinciali e quello dei regionali di lungo corso.

In conseguenza di questo fondo unico, abbiamo bisogno di un po’ di milioni per quella che abbiamo definito equiparazione verso l’alto della produttività. Una equiparazione per cui ci siamo spesi noi (si trova nel nostro programma) e si è spesa tutta la RSU.

La buona notizia è che l’amministrazione ha approvato una variazione di bilancio che individua e rende disponibili le risorse da utilizzare per l’equiparazione verso l’alto: si tratta di circa 4 milioni (5,7 milioni con gli oneri riflessi).

Perché allora non si paga la prima semestralità con, finalmente, la stessa produttività per tutti, equiparata verso l’alto?

Qui arriva la cattiva notizia: perché il fondo 2018 possa superare il tetto del fondo 2016 (limite disposto dalle norme nazionali, il DL 25 maggio 2017,n.75, art.23, comma 2 e possibilità di deroga con comma 800 art 1 della legge di bilancio 2018) è necessario rispettare due parametri: il rapporto tra spese di personale e le entrate correnti e il pareggio di bilancio. Tuttavia questa norma non definisce quale sia il rapporto accettabile e lo dovrà fare un DPCM che avrebbe dovuto secondo le previsioni dell’amministrazione, essere predisposto entro luglio o agli inizi di agosto. Invece ad oggi non c’è e impedisce la costituzione del fondo con in più i milioni per l’equiparazione.

Il comma 800 art 1 della legge di bilancio 2018 da un lato chiede alle regioni che vogliano aumentare il fondo per “armonizzare” i trattamenti accessori, di rispettare entrambi i criteri del DL n.75, ma consente anche che le regioni possano utilizzare proprie risorse nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. L’equilibrio di bilancio la regione ce l’ha e ha anche un rapporto tra spese di personale e le entrate correnti che rientra ampiamente in quello che sembra sarà il limite indicato nel DPCM in formazione.

Ci siamo trovati in assemblea RSU ieri, 7 agosto, e poi abbiamo incontrato l’amministrazione per il tavolo sindacale. L’amministrazione ci ha informati che non riteneva più, come nello scorso incontro del 27 luglio, che l’emanazione del DPCM fosse imminente e ha proposto un piano B: verificare entro fine agosto la fattibilità di una legge regionale che consenta di operare la quantificazione del fondo 2018 con le somme aggiuntive che superano il tetto 2016 prima del DPCM. Si tratterebbe di una legge che si muove molto più rapida del solito. Questo è l’auspicio.

Si potrebbe dire che siamo stanchi di norme come la 75 che si preoccupano solo di limitare i nostri redditi di dipendenti pubblici invece di valorizzare il nostro lavoro e di renderlo quindi capace di rispondere alle esigenze e ai bisogni sociali della società regionale.

Si potrebbe dire che non avremmo voluto arrivare a questo ritardo, che come molti colleghi ci comunicano, pesa su redditi magri e pesa per molti anche sulla loro possibilità di ferie.

Si potrebbe dire che la questione del bisogno di equiparazione nasce il 1 gennaio 2016 e andava risolto subito.

Si potrebbe dire che ci vorrebbe un po’ più di impegno da parte dell’amministrazione a rispettare i tempi di erogazione della produttività.

Ma questo lo abbiamo già detto.

Ora il nostro impegno come sempre è di tenervi informati e di spingere perché siano trovate le soluzioni più celeri a questa spiacevole situazione, che accomuna tutti i lavoratori del comparto.

Marvi Maggio- COBAS Regione Toscana

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COBAS: Contro il governo reazionario guidato da Salvini

Contro il governo reazionario guidato da Salvini

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Crolla il bluff “né di destra né di sinistra, né fascisti né antifascisti” dei 5 Stelle: è un governo reazionario, xenofobo, razzista, sessista e omofobo, quello di fatto guidato da Salvini.

Hanno tuonato per anni contro i presidenti del Consiglio non eletti e poi hanno installato un “signor Nessuno” senza alcuna autonomia; avevano strepitato contro gli accordi tra Renzi e Berlusconi e hanno stipulato un “contratto” tra partiti che si sono demonizzati per anni; avevano strillato per gli “inciuci” contro il popolo sovrano, ed hanno incollato al governo due partiti presentatisi agli elettori in schieramenti contrapposti. Ma questo sarebbe solo l’ennesima dimostrazione dell’ultrasecolare trasformismo italico, se poi il tutto non si fondasse sul programma della Lega, forza dominante di un governo che, oltre a storici rappresentanti della “casta” come Savona, Moavero e Tria, propone figure di bassissimo profilo che dovranno  eseguire il programma di una formazione reazionaria, in perfetta sintonia con l’ultra-destra di Le Pen, Orban, dei governi polacchi ed austriaci. Si tratta di una versione moderna del nazionalismo reazionario che non abbisogna più di dittature ma che propone in tutta Europa chiusure nazionalistiche, sovranismo velleitario, xenofobia, odio verso i “negher”, sessismo, omofobia, disprezzo della cultura, del sapere, della conoscenza competente, culto delle armi e della sottomissione del debole e del “diverso”; con in più l’ultra-liberismo e il mito della “fabbrichetta”, del “farsi da sé” sulla pelle degli altri e del non pagare le tasse.

Sono bastate due settimane di governo e le illusioni di coloro che, da sinistra e per avversione (giustificata) verso il PD e Renzi, avevano preso sul serio le promesse dei 5 Stelle, sono state brutalmente travolte. I leghisti di Salvini, usando spietatamente i migranti dell’Aquarius, già distrutti dalla prigionia in Libia organizzata dal precedente governo PD, e pur partendo da un 17% di voti, stanno divorando quello strano “animale” a 5Stelle, che si presupponeva (Di Battista dixit) “nè di destra nè di sinistra, né antifascista perché il fascismo è morto e sepolto”: che, pur con il doppio di eletti/e, nel giro di dieci giorni ha sottoscritto l’intera piattaforma anti-immigrati di Salvini, con Toninelli che ha controfirmato la chiusura dei porti e Di Maio che ha confermato “l’assoluta identità di vedute nel governo sul tema immigrazione.”

Ma l’aspetto reazionario del governo Salvini-Di Maio non riguarda solo la politica sull’immigrazione. C’è l’oscena legge “per la legittima difesa”, che introduce la pena di morte senza processo, autorizzando i “benpensanti” a sparare su chiunque si introduca nelle proprie case; c’è laflat tax, che ridurrebbe sensibilmente le tasse ai ricchi  massacrando le già poche risorse per i servizi sociali; c’è una concezione forcaiola delle libertà civili e repressiva dei conflitti, come promette l’ incubo di Salvini al Ministero degli Interni; c’è il blocco della riforma della giustizia e il trionfo della logica manettara alla Davigo “non esistono gli innocenti, sono solo colpevoli non ancora smascherati”, con il dilagare di “agenti provocatori di Stato”, premi ai delatori, costruzione di parecchie nuove carceri; c’è l’omofobia e il sessismo aperto del ministro Fontana per il quale le diversità di orientamenti sessuali vanno semplicemente cancellate; ci sono i legami con l’Internazionale europea, razzista, sessista e xenofoba e fascistoide. C’erano poi le mirabolanti promesse di cancellare la legge Fornero, la “Buona scuola”, il Jobs Act e di dare il mitico “reddito di cittadinanza”, che tanto interesse e attese avevano suscitato in vasti settori popolari e salariati. Ma gli ottimi rapporti stabiliti con le organizzazioni padronali ci fanno prevedere che nulla di serio verrà toccato né sulle pensioni né sulle leggi sul lavoro. E come i 5Stelle vogliano difendere i lavoratori/trici dalla precarietà lo abbiamo già visto nel conflitto, con i COBAS in prima fila, nelle Telecomunicazioni dove, al di là delle chiacchiere sul “reddito di cittadinanza”, circa 30 mila addetti subiranno per l’ennesima volta tagli salariali e precarietà per un accordo esaltato dai 5 Stelle come esempio dei “nuovi rapporti di lavoro”.  In quanto poi alla “buona scuola” qualcuno/a può seriamente credere che Bussetti, dirigente dell’USP di Milano e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e già  preside “distaccato”, che in questi anni ha fedelmente applicato la Legge 107, possa buttare per aria i poteri assegnati ai capi di istituto, i bonus, l’Alternanza scuola-lavoro e i quiz Invalsi? Non basta vedere come siano sparite le promesse di rendere giustizia alle maestre diplomate magistrali fatte da Lega e 5Stelle, quando ora Pittoni (responsabile scuola della Lega) dice che “è troppo tardi ora per sanare adeguatamente la situazione, ci doveva pensare prima la Fedeli”?

Ci sono poi due vicende altamente indicative dell’attuale clima politico. La prima riguarda la  costruzione dello stadio della Roma. Il “dominus” della corruzione, Lanzalone, fa parte della lunga serie di “tecnici” senza scrupoli che, su mandato di Casaleggio, Di Maio, Bonafede, e Fraccaro, i tre ministri principali 5Stelle del governo, hanno imposto  alla sindaca Raggi.  C’è infine l’intollerabile voto del Consiglio comunale di Roma per intestare una strada al boia Almirante. Qui non si giocava la sopravvivenza del governo e men che meno della giunta Raggi che ha una maggioranza schiacciante al Comune. Semplicemente i consiglieri 5 Stelle hanno condiviso il peana della Meloni per Almirante, l’uomo delle leggi razziali, l’esaltatore del razzismo come segno patriottico, presentato come un “fondatore della patria, uno dei politici italiani più importanti e meritevoli del secolo scorso”. E, in linea col Di Battista dell’”antifascismo non ha senso perché il fascismo è morto” hanno votato per dare gloria ad Almirante. Che poi qualcuno abbia richiamato all’ordine gli sciagurati, avendo percepito l’effetto mediatico, non cambia la sostanza.

Insomma, per tutti questi validissimi argomenti i COBAS dichiarano la loro avversità a questo governo e lo combatteranno nei prossimi mesi almeno come abbiamo fatto nei confronti di tutti i governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi anni.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

18 giugno 2018

http://www.cobas.it/Notizie/Contro-il-governo-reazionario-guidato-da-Salvini

 

A Firenze un gruppo di auto aiuto per fibromialgici

Una malattia sempre più diffusa che lascia soli ed isolati nel dolore

In occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia che si è svolta il 12 maggio scorso, il Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto ­Aiuto ha annunciato la nascita di un nuovo gruppo di Auto ­Aiuto per la Fibromialgia.

“Fibromialgia: affrontiamola insieme” è nato grazie alla collaborazione attiva del  Quartiere 4  e sarà attivo a partire da settembre 2018.

La Fibromialgia è una sindrome complessa che colpisce il circa 4% della popolazione, circa 2 milioni di persone in Italia.  Da fonte Medical News  si evince che ad essere colpite sono in prevalenza le donne, anche se recenti studi, hanno dimostrato un forte aumento anche nei maschi e adolescenti e bambini.

La malattia è caratterizzata da dolore cronico diffuso, fluttuante e migrante che interessa muscoli, tendini e legamenti, associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità (come eccessiva percezione degli stimoli) e calo dei livelli di serotonina, con possibili disturbi d’ansia e depressivi.

Tali sintomi hanno significative ripercussioni sulla qualità di vita delle persone che ne sono affette, a livello relazionale, sociale e lavorativo.

La complessa manifestazione clinica e l’incertezza circa l’eziopatogenesi di questa sindrome la rendono oggetto di dibattito e ne evidenziano le criticità in termini di intervento, portando il malato fibromialgico a vivere in una situazione di incomprensione e talvolta di isolamento.

Sebbene l’Oms abbia riconosciuto già dal 1992 l’esistenza della Fibromialgia e nonostante anche altre organizzazioni mediche di carattere internazionale l’abbiano considerata una malattia cronica, solo una parte dei Paesi europei ha condiviso questa posizione e tra questi non figura l’Italia.

Tuttavia, in questi ultimi anni l’interesse per la sindrome fibromialgica sta aumentando progressivamente grazie a una maggior presa di coscienza medica dell’esistenza di tale sindrome, alla presenza di associazioni di malati che rivendicano una loro identità, e ad una maggiore attenzione da parte dei mezzi di comunicazione nei confronti della malattia e di chi ne è affetto.

Da qui l’importanza di dar voce alla sofferenza dei malati di Fibromialgia, attraverso un gruppo di Auto ­Aiuto, che possa restituire loro potere e autonomia nella gestione e nella condivisione del proprio disagio in un clima di accoglienza, ascolto ed empatia, e che possa creare una rete di supporto per i malati di Fibromialgia, complementare a quella dei servizi sanitari e delle istituzioni, al fine di migliorarne significativamente la qualità di vita.

Il gruppo di Auto ­ Aiuto “Fibromialgia: Affrontiamola insieme” è uno dei gruppi attivi sul territorio toscano sotto la supervisione del Coordinamento Toscano dei Gruppi di Auto Aiuto, associazione di volontariato formata da gruppi e associazioni.

L’associazione nasce nel 1996 per rappresentare i gruppi davanti alle Istituzioni e ai Servizi.

E’ tra le associazioni socie fondatrici del CESVOT, il Centro Servizi per il Volontariato della Regione Toscana. Ha inoltre contribuito alla costituzione del Coordinamento Nazionale dei Gruppi di Auto ­ Aiuto, al fine di favorire il confronto e lo scambio tra le varie esperienze nazionali di self help. Rappresenta l’Italia nel Network Europeo del Self Help, una rete di associazioni ed enti che ha lo scopo di promuovere il dibattito culturale e scientifico sul tema dell’Auto ­ Aiuto attraverso meeting, progetti e ricerche scientifiche.

Per informazioni contattare Francesca Gori – mail francescagori@yahoo.it – recapito tel: 3403134154 oppure la facilitatrice di gruppo Rosaria Mastronardo – mail rosaria.mastronardo@gmail.com – recapito tel: 3341098819

http://www.firenzewow.it/a-firenze-un-gruppo-di-auto-aiuto-per-fibromialgici/

 

Il risultato dei Cobas PI nelle elezioni RSU 2018

Elezioni RSU 2018 

I Cobas del Pubblico Impiego crescono nelle Asl e negli ospedali, mantengono e si rafforzano negli Enti Locali e nei Ministeri, con aumento di voti e delegati RSU.

Pur in pieno regime di apartheid  sindacale, con agibilità e diritti inesistenti, senza nessuno spazio e diritto di parola e senza la possibilità di confronto con i lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, il cui diritto da sempre ci è negato, e nonostante gli ultimi pessimi rinnovi contrattuali, basati su “mollichelle” salariali e inasprimento di norme disciplinari e giuridiche, verso cui i lavoratori si sono assuefatti incondizionatamente, i Cobas del Pubblico Impiego, in questa tornata elettorale, tengono dove sono presenti e rafforzano il loro insediamento. Senza dimenticare poi l’accentramento spudorato delle sedi RSU a livello territoriale,  confermato anche in questo appuntamento elettorale da Aran e sindacati, che ha reso molto difficile la raccolta delle firme, la ricerca di candidati, l’intervento sindacale quotidiano, divenendo la competizione elettorale super truccata, anche per la prepotente discesa in campo dei sindacati “rappresentativi” che hanno mobilitato tutti i loro apparati burocratici pur di raggiungere il loro obiettivo primario di allargare i loro spazi di rappresentatività che favoriscono permessi, risorse economiche, poltrone.

Nonostante ciò i Cobas del PI hanno confermato le liste RSU e hanno esteso ancora di più la loro presenza nella sanità con un successone all’ASL 10 Toscana Centro (11.500 dipendenti) con 876 voti e 11 delegati RSU, frutto delle lotte e delle iniziative negli ospedali, distretti e strutture territoriali,  così pure nelle ASL  in Emilia Romagna, Sicilia e  Napoli,  arrivando per la prima volta con voti e delegati RSU negli ospedali di Mantova, San Donà di Piave, Pisa, Pescara e Siracusa, mantenendo la presenza negli enti locali in Piemonte, Toscana, Molise e Sicilia ottenendo risultati straordinari al comune di Bologna (voti triplicati e seggi raddoppiati), alla Regione Toscana con l’11, 40% di consensi e 5 delegati RSU, al comune di Roma con aumento di voti e delegati RSU, al comune di Venezia, nonostante l’intervento del sindaco a favore della Cisl, con un esordio positivo al comune di San Benedetto del Tronto. Ma i Cobas PI si rafforzano anche al Ministero Economia e Finanze di Roma, col raddoppio dei voti e l’aumento dei delegati, approdano per la prima volta agli uffici giudiziari di Torino, al Tribunale e alla Procura e raccolgono un ottimo risultato all’Università di Genova. Grande successo nei comuni di Cologno Monzese (MI) e Senigallia (AN) dove i Cobas PI diventano il primo sindacato.

Il lusinghiero risultato ottenuto che rafforza i nostri insediamenti sociali  ci obbliga ancora di più a proseguire con il massimo impegno l’intervento sindacale nelle amministrazioni in difesa dei servizi pubblici, dei salari, dei diritti, contro  tagli, accorpamenti, dismissioni di uffici/enti/ospedali  e le pervasive politiche di privatizzazione ed  esternalizzazioni.  Vanno contrastate le politiche di flessibilità, di precarizzazione dei rapporti di lavoro,  la mobilità e i demansionamenti  dei lavoratori/trici pubblici, l’appesantimento degli orari dei turni e dei carichi di lavoro e la persistente violazione delle norme sulla salute e sicurezza.

Nonostante le nuove politiche repressive, intimidatorie e autoritarie a danno dei lavoratori per i COBAS si pone  il problema dei diritti minimi sindacali (diritto di assemblea e di trattativa) che diventa il primo  in agenda, insieme ad una nuova legge sulla rappresentanza sindacale,  da sottoporre al prossimo governo….quando si insedierà….!!!

COBAS PI

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25 aprile!

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto con il silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza.
Piero Calamandrei
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a onor del vero…

A onor del vero…

Il risultato delle elezioni del 3-4-5 marzo 2015 é stata una RSU composta da 36 persone:

16 CGIL (44,4%); 9 CISL (25%); 6 COBAS (16,6%); 3 UIL (8,3%); 2 CSA (5,5%).

Ma dal 2016 con l’ingresso dei colleghi delle province sono arrivati anche nuovi sindacalisti fino a comporre una RSU di 63 persone, così composta:

30 CGIL (47%); 15 CISL (23%); 9 UIL (14%); 6 COBAS (9,52%); 2 CSA (3,71%); 1 USB (1,58%).

Il confronto fra il 2015 e il 2018 ha un qualche interesse ma è inficiato dal fatto che è effettuato su situazioni difformi e diverse: nel 2015 c’erano 1758 votanti su 2616 aventi diritto e nel 2018 ci sono stati 2557 votanti su 3402 aventi diritto.

I dati delle elezioni RSU del 2018 vanno confrontati con la RSU di 63 persone.

La CGIL ha ridotto la sua presenza rispetto alla RSU del 2016, così la CISL, la UIL. Cresciuti il COBAS e l’USB. Ciò non toglie che in termini assoluti la CGIL abbia molti voti, ma non la maggioranza.

Votazioni 2018:

19 seggi CGIL (44,51%); 8 seggi CISL (19,87); 5 seggi COBAS (11,15%); 4 seggi UIL (9,39%); 4 seggi USB (8,17%); 2 seggi CSA (4,61)

ma bando alle ciance: ora riprende la costante battaglia per difendere e accrescere i diritti e i redditi dei lavoratori in Regione Toscana!

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

la Fibromialgia è stata inserita negli (AFA) Attività Fisica Assistita

Buongiorno a tutti,

allego a questa comunicazione, la Delibera di Giunta:

 delibera_2018_testo_AFA_FIBROMIALGIA con relativo allegato:

Allegato A AFA_FIBROMIALGIA

che ho ricevuto direttamente dal settore che si occupa delle malattie croniche in Regione Toscana, (potete trovarlo anche negli atti della Giunta, è pubblico), dove viene sottolineata l’importanza degli studi internazionali per la Sindrome Fibromialgica, studi che hanno stabilito indicazioni precise per un approccio terapeutico multidimodale alla sindrome, basato su un programma di cura che includa diverse tipologie di interventi fra i quali, nell’ambito dei trattamenti non farmacologici, lo svolgimento di attività fisica, privi di effetti collaterali, attività che deve essere svolta in modo continuativo e con modalità stabilite sia all’interno di piscine che di palestre.

Per questo motivo, all’interno delle Attività Fisiche Assistite (AFA) hanno inserito la Fibromialgia.

Ho deciso di scrivervi e di darvi comunicazione di questo perchè, anni fa la Fibromialgia, era presente in queste tipologie di attività fisiche assistite ma fu rimossa, per scarse adesioni, forse perchè non si sapeva? forse perchè non era stata fatta la giusta pubblicità? non lo so, fatto è che ora c’è, ed essendo molto, molto economica la spesa, ove possibile, ove esitono piscine basse e soprattutto con acqua calda (leggete l’allegato, all’interno troverete tutte le indicazioni) aderite , ma soprattutto, fate girare, tra parenti, amici, i social e altro la notizia, così da evitare di nuovo la cancellazione della sindrome dagli AFA.

Vi ringrazio e vi saluto

Rosaria Mastronardo