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ENNESIMO CONTRATTO BIDONE

La faccia tosta di CGIL-CISL-UIL e compari di merende

Hanno presentato i rinnovi contrattuali del P.I come una conquista da festeggiare, dopo anni di blocco che hanno penalizzato in maniera pesante il reddito ( e il calcolo pensionistico) di milioni di lavoratori. Continua il consociativismo di CGIL-CISL-UIL, iniziato con gli accordi di Luglio ’92 e ’93 (politica dei redditi) che decretò la fine della contrattazione, relegandola al mero recupero dell’inflazione.

Il CCNL del comparto Funzioni Locali (ex Regioni-Enti Locali) appena siglato è in linea con quello degli altri comparti, con un “recupero” salariale a partire solo dal 2016 e con “miglioramenti” economici, quantificabili negli sbandierati, mitici 85 euro medi lordi, ridicoli e offensivi.

Un contratto poi all’insegna di un approccio punitivo e premiante (bastone tanto, carota poca e per pochi), in una logica, ormai diffusa, del lavoratore pubblico come privilegiato e scansafatiche. D’altronde, cosa ci si poteva aspettare da contratti non preceduti e supportati dalle necessarie mobilitazioni?

Si afferma una visione gerarchica e divisiva, in cui una “aristocrazia” deve essere beneficiata al fine della fidelizzazione al comando politico-dirigenziale (e confederale), attraverso metodi premianti ed escludenti.

Viene da chiedersi, come mai se un dipendente è costretto a ricorrere a numerose visite diagnostiche (debitamente certificate) per tutelare la propria salute si vede decurtato il salario accessorio e può disporre di un numero limitato di ore di permesso, mentre una Posizione Organizzativa, in caso di malattia, continua a percepire l’indennità di funzione?

Venendo al contratto per gli articoli degni di nota, riservandoci una lettura a parte per le questioni disciplinari.

Segnaliamo la continua monopolizzazione delle prerogative sindacali (artt. da 4 a 10) a favore dei confederali e dei loro reggi-coda (sindacati pseudo-autonomi) tendenti sempre più ad escludere i sindacati di base e le RSU. Nella composizione dell’organismo paritetico, negli Enti con più di 300 dipendenti, sono escluse le RSU e, neanche a dirlo, i sindacati non rappresentativi a livello nazionale.

Stessa musica, ovviamente, per la Commissione Paritetica (art.11) per la revisione dei sistemi di classificazione professionale. Nello stesso articolo, è prevista un’analisi specifica per il personale educativo scolastico e per l’avvocatura, ipotizzando per questi settori specifiche sezioni contrattuali.

  • All’art. 12 si conferma il sistema di classificazione del personale come da CCNL del 31.3.1999, con alcune modifiche. Viene confermato l’accesso al B3 per le professionalità ricomprese nell’ex Vq.f., mentre viene disapplicato l’accesso a D3 per l’ex VIIIq.f., salvo quanto acquisito.

  • All’art. 16 viene sancito che le PEO devono essere selettive, con quote di dipendenti limitate e fa testo la valutazione delle performances nel triennio precedente.

  • All’art.18 vengono elencate una serie di indennità che le P.P.O.O. possono percepire in aggiunta all’indennità di funzione (che dovrebbe essere onnicomprensiva) tipo indennità di vigilanza, straordinario in caso di calamità ecc.

  • All’art. 18bis vengono istituite nuove figure professionali riguardante la comunicazione istituzionale di categoria C e D.

  • All’art. 25 viene introdotto in via sperimentale e per alcuni settori lavorativi la possibilità dell’orario multiperiodale (periodi di picco lavorativo e di basso picco), che non può superare le 13 settimane, prevedendo il recupero dell’orario eccedente nei periodi di bassa intensità lavorativa.

  • All’art.26 viene ipotizzata una diversa e più ampia durata della PAUSA in particolari situazioni tipo dipendenti in maternità, paternità, L.104, progetti terapeutici, frequenza figli asilo nido, materne e primarie.

  • All’art. 29 viene introdotta una disciplina sperimentale su iniziativa degli Enti interessati della fruizione delle ferie ad ore, da 187 a 202 ore (a seconda dell’articolazione dell’orario di lavoro e dalla tipologia del rapporto di lavoro).

  • All’art. 30 viene regolamentato l’istituto delle ferie e riposi solidali, mettendo paletti e condizioni rigide.

  • All’art. 52 viene istituzionalizzato il lavoro a somministrazione, tanto per non far mancare….lavoro alle Agenzie amiche.

  • All’art.56 vengono disciplinate materie attinenti alla Polizia Locale che dovranno essere meglio analizzate per capirne la portata.

  • All’art.64, comma 3 si evidenzia quanto segue: “ A decorrere dal 1/4/2018, l’indennità di vacanza contrattuale riconosciuta con decorrenza 2010 cessa di essere corrisposta come specifica voce retributiva ed è conglobata nello stipendio tabellare, come indicato nell’allegata Tabella C. Nella medesima tabella è altresì prevista, con la stessa decorrenza, in corrispondenza delle categorie A, B, C, e D, una ulteriore posizione, a cui si accede mediante progressione economica a carico delle risorse stabili del Fondo di cui all’art. 67.”

  • All’art. 66 viene elargito un bonus perequativo “una tantum” per 10 mensilità, in base alla tabella D, allegata al CCNL.

  • Agli artt. 67 e 68 viene definita la costituzione e l’utilizzo del Fondo delle Risorse Decentrate. Da esaminare attentamente ai fini della contrattazione decentrata.

  • All’art. 69 si compie il capolavoro pro-aristocrazia. Si titola “differenziazione premio individuale”. Ne beneficeranno un numero limitato di dipendenti che riceveranno un premio non inferiore al 30% del valore medio pro-capite assegnato alla generalità dei dipendenti. Da decidersi in sede di C.d.I.

  • All’art. 70 altro capolavoro. Per contenere l’assenteismo, qualora questi superasse standard predefiniti (guai ad ammalarsi fuori dagli standard), non vengono incrementate le risorse di cui all’art.67, comma 3 del Fondo del salario accessorio.

  • All’art. 70bis viene rivisitato l’istituto delle indennità, comprendendole nella voce “Indennità condizioni di lavoro” .

  • Agli artt. 72 e 73 viene introdotto il Welfare aziendale, con benefici a settori di lavoratori da loro circoscritti. Si rammenta che questo tipo di benefit sono defiscalizzati e, quindi, non hanno incidenza sul calcolo pensionistico. Invece, hanno buon ritorno verso i soggetti (amici) con cui le Amministrazioni stipulano le convenzioni. Per il resto, è un “endorsemment” alla previdenza complementare per i Fondi Sirio-Perseo.

Insomma un contratto-fotocopia dei precedenti Funzioni Centrali e Scuola con l’unico obiettivo di sostenere la compagine governativa nella prossima kermesse elettorale del 4 marzo.

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