confederazione Cobas di Firenze: ciao Lorenzo

Ciao Lorenzo
La Confederazione Cobas di Firenze esprime sgomento e immenso dolore per la prematura scomparsa del compagno Lorenzo Bargellini.
Ci preme ricordare il suo generoso impegno politico e sociale nelle mille lotte per la riaffermazione dei diritti che lo hanno visto protagonista negli ultimi quarant’anni della storia proletaria di questa città e non solo.
Ci preme ricordare Lorenzo senza cadere in una stucchevole e sdolcinata retorica della memoria, non parteciperemo al coro di una falsa iconografia già promossa da pennivendoli di regime e da soggetti ambigui o da altrettanto ambigue aree politiche che, con incalcolabile ipocrisia, offrono una lettura della sua militanza ed impegno politico del tutto inappropriati.
Lorenzo non faceva né volontariato né carità. Lorenzo è un comunista, un compagno che con grande coerenza e generosità ha promosso e diretto il conflitto di classe in questa città e non solo. Che ha speso la propria vita di proletario comunista per la riaffermazione dei diritti della parte più debole della società, promuovendo forme spesso vincenti di riappropriazione di beni pubblici e privati sottratti alla voracità dei padroni, praticando non a parole ma nella sostanza forme reali di contropotere proletario.
Le sue battaglie, che sono anche le nostre, lo hanno portato a scontrarsi per tutta la vita con i poteri forti che governano questo territorio: la Firenze massona e bottegaia, la Firenze della proprietà fondiaria, della speculazione immobiliare, la Firenze delle gerarchie ecclesiastiche che gestiscono a loro volta immense proprietà fondiarie, e non ultime le istituzioni pubbliche, repressive, xenofobe, securitarie, anch’esse impegnate a supportare gli interessi dei padroni della città e nello stesso tempo nella gestione antipopolare e antisociale del cospicuo patrimonio abitativo pubblico.
Quelle stesse istituzioni che solo dopo la morte lo promuovono ad “interlocutore” rappresentativo di una realtà sociale esplosiva, sono le stesse istituzioni che nel bieco tentativo di criminalizzare le lotte, lo hanno trascinato in decine di processi penali che di certo non hanno giovato alla sua salute.
L’unico modo di ricordare davvero Lorenzo, e abbiamo ragione di ritenere che sarebbe quello che anche lui vorrebbe, è raccoglierne il testimone, continuare con ancora più determinazione le battaglie di un comunista che con grande coerenza si è dedicato alla lotta di classe.
Non sarà facile, anzi sarà impossibile proseguire il lavoro con la stessa intelligenza, la stessa forza, la stessa umanità di Lorenzo, ma glielo dobbiamo.
Nessuno si illuda: in ogni lotta, in ogni occupazione, in qualsiasi occasione nella quale riusciremo a batterci per l’emancipazione del proletariato, Lorenzo vivrà.
Firenze 05/05/2017
COBAS Confederazione Firenze

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