il telelavoro e l’agenda digitale toscana

Il telelavoro e l’agenda digitale toscana…

I dipendenti della Giunta, lavoratori del comparto (quindi esclusi i dirigenti ed esclusi anche i dipendenti delle segreterie politiche) sono 3021. La legge Madia chiede che almeno il 10% dei dipendenti sia in telelavoro, il che equivale ad almeno 302 dipendenti ed è un minimo da superare. Allo stato attuale siamo ancora ben al di sotto del limite minimo, quindi tutte/i quelle/i (sono in maggioranza donne) che richiedono il telelavoro e il cui lavoro è telelavorabile devono essere ammesse. Va detto che la stragrande maggioranza dei lavori che facciamo qui in regione sono telelavorabili.

In questi giorni sul sito istituzionale la regione promuove l’agenda digitale toscana: la società dell’informazione e della conoscenza. Qualcuno può mandare il link a chi continua a remare contro le modalità innovative di lavoro che favoriscono le necessità dei lavoratori, per promuovere invece solo quelle a favore dei datori di lavoro?

Il minimo del 10% dei dipendenti in telelavoro richiesto dalla legge Madia è un tentativo di imporre quello che la burocrazia (in una delle sue peggiori espressioni) impedisce con tutte le sue forze. Calcoli creativi della percentuale del 10% escludendo questo e quello per arrivare al risultato desiderato sono solo lo squallido risultato della protervia abituata a non dover rendere conto a nessuno, tanto meno al buon senso.

Chiediamo che l’assessore al personale Vittorio Bugli che ha fra i suoi incarichi “sistemi informativi, strutture tecnologiche, e-government, sviluppo della società dell’informazione” e che promuove attivamente l’agenda digitale toscana, garantisca che siano applicate negli uffici regionali quelle proposte innovative che vengono promosse per l’intera società toscana.

Vogliamo fare a questo punto un esempio di come gli uffici talvolta si oppongano alle regole a favore del telelavoro, in questo caso a quelle sancite dal Disciplinare sul telelavoro, con tenace creatività.

Il Decreto dirigenziale 1456 del 10/04/2014 approva il nuovo disciplinare in materia di telelavoro domiciliare:

http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/DettaglioAttiD.xml?codprat=2014AD00000001886

Nell’atto non sono contenuti i moduli di domanda che sono demandati alla predisposizione da parte della struttura regionale competente in materia di telelavoro.

La struttura competente nel predisporre i moduli si deve attenere scrupolosamente a quando disposto dal disciplinare.

Al contrario nel modulo predisposto dal settore competente in materia di telelavoro, per i casi di gravi motivi di salute, è prevista una dichiarazione che non rispetta quanto previsto dal disciplinare: il dirigente “Dichiara altresì che nel momento in cui verranno meno le motivazioni che hanno portato alla richiesta di telelavoro fuori dai termini previsti, procederà alla revoca del telelavoro stesso”. Questa dicitura crea un automatismo fra il decadere del grave motivo e la revoca del telelavoro che è in aperto contrasto con il Disciplinare.

Il disciplinare prevede infatti: che la possibilità di usufruire del telelavoro è legata imprescindibilmente alla tipologia di attività che si svolgono e che devono essere telelavorabili; l’unica deroga nel caso di gravi motivi è la possibilità di presentare domanda al di fuori dei periodi canonici di presentazione, mentre la telelavorabilità è anche in questo caso una condizione imprescindibile; che il telelavoro una volta concesso, possa essere revocato solo se il dirigente è “obbligato per motivi di organizzazione dell’ufficio ad adibire il dipendente in telelavoro ad altra attività non tele-lavorabile”. In altri termini il telelavoro, sia nei casi di domanda per gravi motivi sia negli altri, può essere revocato dal dirigente solo se l’attività del lavoratore è cambiata e non è più telelavorabile e non se la condizione di gravi motivi non è più in essere. L’articolo 9 del disciplinare è molto chiaro al riguardo e il modulo prevede una condizione di revoca in contrasto con il disciplinare: deve quindi essere immediatamente corretto.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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