non accettiamo intimidazioni

Non accettiamo intimidazioni

Il tono del comunicato della Direttrice dell’Organizzazione e dei sistemi informativi inviato oggi, è intimidatorio e immotivato: conosciamo bene le regole in base alle quali dobbiamo continuamente chiedere permessi e timbrare. Una bella perdita di tempo sia per chi deve controllare, che per chi è controllato.

Perdita di tempo perché c’è poi il controllo sul lavoro fatto, attraverso i piani di lavoro. Se uno ha prodotto quello che doveva, ovviamente era presente.

Poi c’è il controllo con Zenwork e con il tvox, che mostra se sei verde (presente!), se sei arancione, o grigio (assente) .

Poi ci sono le telecamere.

Poi c’è il sistema di valutazione.

Siamo fra i più controllati al mondo.

Invece di trattare i lavoratori dando per scontato che siano propensi ad infrangere la legge, un datore di lavoro che conosce il suo mestiere, motiverebbe le persone e le incentiverebbe. E le rispetterebbe.

Certo, la semplificazione che vuole che la pubblica amministrazione non funzioni a causa degli assenteisti va per la maggiore, ma è del tutto falsa. La pubblica amministrazione non funziona perché i livelli direttivi più sono alti, più sono scelti dai politici in base alle appartenenze di partito e ai legami di lealtà e non in base alla capacità di risolvere questioni tecniche. E perché le politiche neo-liberiste che sono state scelte anche dalla Regione Toscana (tolti pochi casi), prevedono una scomparsa delle funzioni a favore della popolazione, per incrementare i finanziamenti e i servizi per le classi dirigenti, i possidenti e per le élite.

Su qualcuno bisognerà pur scaricare la colpa dell’ignoranza e dell’inefficienza.

Ma i lavoratori rimandano al mittente queste presunte colpe di non rispettare le regole.

E rimandiamo al mittente anche regole inventate a tavolino, tanto per vessare, come quella che nega che il centro direzionale sia una sede unitaria.

Per finire visto che si parla di comportamenti ipotetici, anche noi richiamiamo al rispetto di tutte le disposizioni, comprese quelle che impediscono ai direttori di usare auto blu, ma, perché no, anche quelle che impongono di non delinquere, in caso contrario, venendone a conoscenza, faremo denuncia alle autorità giudiziarie.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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