TUTTI AL PRESIDIO INDETTO DALLA RSU!!!

TUTTI AL PRESIDIO UNITARIO INDETTO DALLA RSU del 15 dicembre, davanti al Palazzo (Sacrati Strozzi), dalle 10 alle 13!

Abbiamo convocato la conferenza stampa, dobbiamo essere presenti in massa al presidio se vogliamo che la nostra voce sia ascoltata e se vogliamo ottenere quello che rivendichiamo con la piattaforma unitaria!

Ecco casa diremo:

La RSU ha presentato ai vertici della Regione Toscana una piattaforma in cui si chiede un leggero aumento del salario accessorio, attraverso l’attribuzione di progressioni orizzontali a tutti gli aventi diritto e più trasparenza nell’attribuzione degli incarichi di Posizione Organizzativa.

Il no è stato netto e francamente non ce lo aspettavamo da un presidente che si erge a difensore di tutti i lavoratori (ma evidentemente non di quelli che lavorano per la sua giunta).

Chiediamo l’apertura della contrattazione sindacale, come democrazia vuole.

Il 9 dicembre si è tenuto un incontro dal prefetto in cui è stata sancita la chiusura totale da parte dell’amministrazione.

Non c’è invece chiusura quando si tratta di pagare molto più di quanto siamo pagati noi, il personale scelto direttamente dai politici, che nel 2014 sono costati 7.517.334 euro e quest’anno 6.116.980 euro. Questi addetti scelti dai politici, oltre alle voci stipendiali fisse e continuative (fra cui lo stipendio tabellare) percepiscono fra un minimo di 11.134,77 euro e un massimo di 19.517,15 euro, senza valutazioni. Lo stipendio annuale dei direttori è 170.000 per Direttore generale e 130.000 per gli altri. I direttori nella scorsa legislatura erano 8 e ora, con la spending review, sono diventati 15. Inoltre in base alla legge toscana 1/2009 sul personale l’incarico di direttore è attribuito dal presidente della regione (che guadagna 13.000 euro al mese). Ecco dove si dovrebbe risparmiare.

Chiediamo rispetto e la giusta retribuzione come previsto dall’articolo 36 della Costituzione.

E poi c’è un punto che interessa anche alla società toscana. La scelta per cooptazione in nome del rapporto fiduciario oltre a creare lavoratori di serie A e di serie B non in base alle capacità, ma in base all’appartenenza politica, erode trasparenza e possibilità di verifiche e controlli di soggetti davvero terzi rispetto ai politici, con ovvi rischi.

Mentre noi lavoratori indipendenti dai politici, perché entrati attraverso concorso pubblico, garantiamo un’assoluta imparzialità, obiettività, trasparenza e indipendenza e quindi la tutela dell’interesse pubblico, chi ha ottenuto un incarico direttamente da un politico è oggettivamente dipendente da lui. Qui seguiamo il ragionamento dei costituenti quando hanno imposto il concorso pubblico per accedere alla pubblica amministrazione, proprio per impedire legami troppo stretti fra dipendenti pubblici e politici per gli ovvi rischi che comportano.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

 

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