a proposito di telelavoro negato

Telelavoro negato? risparmi altrove!

Sono in telelavoro 200 colleghe/i (sono per il 74,5% donne e per il 25,5% uomini): 28 per 1 giorno; 80 per 2 giorni; 62 per 3 giorni; 30 per 4 giorni.

Per i rimborsi ai telelavoratori la Regione Toscana ha liquidato per il 2014: 40.799 euro.

Il rimborso annuo è differenziato in base a quanti giorni di telelavoro si fanno:

4 o 5 giorni : 451 euro; 3 giorni: 338,25; 2 giorni 225,50, 1 giorno: 112,75.

La somma totale di rimborsi per i telelavoratori attuali (200 lavoratori) è al massimo di 55.690 (infatti il rimborso è calcolato sui giorni effettivi e per questo il liquidato per il 2014 è inferiore ed è di 40.799).

A quanto ne sappiamo (non disponiamo di dati ufficiali) fra il 1 febbraio e il 31 marzo 2015 sono pervenute 60 domande di accesso al telelavoro. Di queste solo 10 hanno avuto l’attivazione mentre altre 40 non l’hanno ottenuta malgrado avessero avuto la valutazione positiva di tele lavorabilità da parte del relativo dirigente.

L’RSU in data 22 maggio 2015 ha scritto all’amministrazione per avere informazioni in merito al rifiuto dell’attivazione di postazioni di telelavoro. Non ha ottenuto ancora alcuna risposta.

Sono 40 le postazioni che non sono state attivate.

In mancanza di risposte da parte dell’amministrazione possiamo solo presumere il motivo della mancata attivazione, anche in base a quanto ci hanno riferito i colleghi coinvolti direttamente.

Sembra che la mancata attivazione dipenda dal costo del computer portatile (circa 200-300 euro l’uno).

Una regione così pronta ad aprire il portafoglio in altri casi, in questo, sembra stranamente priva di fondi. Per 40 persone sono in tutto 8.000 euro o 12.000 euro e si tratta di una spesa che sostituisce il computer desktop ed è necessaria in quanto mezzo di lavoro (e dura per anni e anni).

La tanto sbandierata de-materializzazione richiede mezzi materiali.

Sul web della pubblica amministrazione (paweb.it) abbiamo letto che il Decreto Madia all’art.11 prevede che le PA debbano incentivare il telelavoro in modo che in tre anni si arrivi al 20% dei dipendenti” (sarebbero circa 500 lavoratori).

Rossi afferma di aver ridotto i costi della politica, ma noi leggiamo su un articolo del Tirreno (25.6.2015 intitolato i costi della politica) che i 40 consiglieri hanno una indennità mensile di 10-13.000 euro lordi al mese e hanno come benefit: cellulare, tablet, pc portatile messo a disposizione della Regione Toscana.

Il telelavoro è lavoro a tutti gli effetti.

Se qualcuno afferma che la regione non ha 12.000 euro per i portatili e i fondi per i rimborsi (per una media di 3 giorni ognuno sarebbero 13.500 euro all’anno), è poco credibile e dichiara in realtà che la Regione Toscana intende risparmiare ancora una volta sui dipendenti e su una cifra così irrisoria da provocare sconcerto.

Se la Regione Toscana ha bisogno di risparmiare dovrebbe rivolgersi altrove.

Chiediamo all’amministrazione e in particolare all’assessore al personale Vittorio Bugli di trovare i fondi e attivare subito le 40 postazioni di telelavoro.

Marvi Maggio – Cobas Regione Toscana

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