RSU per una nuova rappresentanza

RSU: O TORNA AD ESSERE SOGGETTO AUTONOMO O MUORE

Tutte le RSU vivono con forte difficoltà, l’incapacità  e la possibilità  di essere motori di un nuovo modo di essere rappresentanza sindacale.

Non possiamo chiedere alla politica e alle istituzioni di cambiare, di rinnovarsi e contemporaneamente continuare ad intendere il modo di rappresentare le istanze dei lavoratori immutabile nel corso degli anni, incapace di essere propositivo, incapace soprattutto di rappresentare un mondo del lavoro che si è totalmente modificato.

Per questo o le nuove RSU saranno in grado di intercettare un nuovo modo di essere rappresentanze dei lavoratori o le RSU andranno lentamente ma inesorabilmente verso la fine della loro funzione.

I COBAS chiedono alle elette e agli eletti dai lavoratori della Regione di dare un segnale di discontinuità, di dare forza a questa rappresentanza come soggetto attivo, propositivo e combattivo nella contrattazione aziendale, vero soggetto in grado di rappresentare le istanze di tutti i lavoratori del comparto.

Pur lavorando in un quadro di forte difficoltà la precedente RSU non è riuscita a dare continuità  alle istanze dei lavoratori, espresse anche con momenti significativi di mobilitazione e non è stata mai in grado di dare una svolta alla contrattazione aziendale.

Si è arrivati a sottoscrivere un patto di consultazione con la “politica” senza poi riuscire a farlo rispettare da essa e dalla dirigenza.

Si sono subite riorganizzazioni selvagge, spending review drammatiche, tagli ai diritti dei lavoratori senza riuscire ad ottenere risultati sostanziali.

Abbiamo dovuto subire la disdetta unilaterale di accordi in essere come quello sulla mobilità ; il fallimento di tutti gli accordi sul sistema dei ticket e della mensa, sui punti di ristoro e sulle nuove mense: in compenso con l’ultimo appalto sulle mense regionali abbiamo dovuto subire un aumento generalizzato del costo dei pasti anche nelle mense aziendali.

Abbiamo bloccato (solo grazie al nostro impegno) qualche tentativo maldestro di una dirigenza cialtrona e inetta di affermare con azioni punitive il proprio bastone del comando (ricordate la famosa storia della “pensilina”?) ma non siamo riusciti ad ottenere risarcimenti per operazioni “scorrette” messe in atto dalla dirigenza per favorire rapporti non sempre cristallini con la “politica” (ricordate le progressioni economiche orizzontali attribuite al personale dei gruppi e ad altri delle segreterie politiche?)

La sfida dei prossimi anni sarà decisiva per riportare al tavolo la solidarietà .

Dovremo riaprire la contrattazione sulle progressioni economiche in modo da garantire a tutti coloro che in questi anni hanno maturato i requisiti minimi di ottenere le progressioni sottratte da anni di blocco sconsiderato. Dovremo riuscire a migliorare tutti gli istituti del salario accessorio (produttività , indennità , ecc.) garantendo solidarietà  tra lavoratori del comparto.

Dovremo impedire la trasformazione delle posizioni organizzative in quadri aziendali da utilizzare come “capetti” per la gestione diretta del personale.

Dovremo impedire che attraverso l’introduzione di ulteriori differenziazioni arbitrarie nelle valutazioni dirigenti inetti ed incapaci provochino riduzioni della produttività  e sarà  necessario pretendere il consolidamento dei livelli di produttività  acquisiti.

E per fare tutto questo dovremo essere ben consapevoli che servono risorse, che la spending review su di noi è finita, che non si può più stare in silenzio quando si denunciano i vitalizi ancora elargiti, i favori ai “politici” e ai dirigenti.

Dovremo denunciare e contrastare il fallimentare sistema della responsabilità  dirigenziale per la pubblica amministrazione che in Regione  abbiamo visto bene quanto sia costato.

Non sarà  l’ora che anche i sindacati che rappresentano ai tavoli sia la dirigenza che il comparto se ne facciano una ragione? L’uso strumentale della RSU per ratificare scelte e decisioni determinate su altri tavoli deve finire.

I nuovi eletti sono complessivamente 36. Auguriamo a tutti un buon lavoro. Invitiamo tutti a partecipare al meglio all’attività  della RSU con le proprie idee e con autonoma capacità  di confronto.

COBAS R.T.

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