Spending review, ma non per l’Autorità per la partecipazione

ovvero

La moltiplicazione dei pani e dei pesci (ma era meglio la versione biblica).

Nel 2013 avevamo già assistito alla moltiplicazione per tre di una direzione generale: soppressa la Direzione generale Politiche territoriali e ambientali, ne sono nate altre tre: Governo del Territorio; Politiche per la mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale e Politiche ambientali,energia e cambiamenti climatici (DGR. 230 del 2/4/2013).

Ora, lasciandoci il dubbio che la ripetizione del numero tre abbia ragioni cabalistiche ed esoteriche, la moltiplicazione si ripete, ma questa volta per opera del Consiglio Regionale.

In origine la legge 69 del 2007 “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali” prevedeva la nomina di una Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, composta da una sola persona, da parte del Consiglio regionale.

Con la nuova legge sulla partecipazione 2 agosto 2013 n.46 “Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali” l’autorità è moltiplicata per tre e in un primo momento è previsto un gettone di presenza di 300 euro per ogni seduta collegiale più rimborsi spese parametrati a quelli dei consiglieri regionali. Ma il governo presenta ricorso alla Corte Costituzionale ritenendo che il gettone di presenza di 300 euro sia lesivo dell’art. 6 del Decreto legge 78/2010 relativo alla riduzione dei costi inerenti alla partecipazione agli organi collegiali degli enti pubblici. Il Decreto legge 78/2010 prevede infatti che queste cariche siano onorifiche e possano dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente.

Ma quanto ci costa il “rimborso spese”?

Con legge regionale 19 febbraio 2014 n.9 (Disposizioni in materia dell’autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione. Modifiche alla legge regionale 2 agosto 2013 n.46) il Consiglio Regionale accetta il rilievo del governo e prevede un gettone di presenza di 30 euro (quello massimo previsto dalla legge nazionale), anche per le sedute in videoconferenza e un rimborso delle spese (di vitto, alloggio e trasporto effettivamente sostenute per gli spostamenti effettuati nello svolgimento delle attività istituzionali) parametrato su quello dei dirigenti regionali e non più su quello dei consiglieri regionali.

Ma non è finita qua e il Consiglio ritorna sui suoi passi e la legge viene modificata (con legge regionale 6 maggio n.23, BURT 7/5/2014) “garantendo la copertura anche delle spese attinenti agli spostamenti necessari per raggiungere, dalla propria residenza o domicilio, la sede dell’Autorità al fine di consentire lo svolgimento delle attività”. In particolare “per gli spostamenti necessari per raggiungere, dalla propria residenza o domicilio, la sede dell’Autorità, ai componenti della stessa spetta, oltre al rimborso delle spese di vitto e alloggio nella misura prevista per i dirigenti regionali, un rimborso spese di trasporto che, in analogia a quanto previsto per i consiglieri regionali dall’art.6 bis, comma 4 della legge regionale 9 gennaio 2009 (Testo unico delle norme sui consiglieri e sui componenti della giunta regionale) è determinato moltiplicando per euro 0,40 a chilometro il doppio della distanza tra il luogo di residenza o domicilio e la sede dell’Autorità. La distanza arrotondata per eccesso ad un multiplo di 20, è calcolata sulla base del percorso stradale più breve. Il rimborso è corrisposto per un massimo di 20 sedute annue”.

Va notato che la lr 9 gennaio 2009 pone dei limiti alla distanza rimborsabile a consiglieri e giunta: il rimborso spese variabile in base alla distanza fra il comune di residenza ed il comune sede del consiglio “è determinata moltiplicando per euro 0,48 il doppio della distanza tra il comune di residenza, con una distanza massima attribuibile di chilometri 220, e il Comune sede del Consiglio, con un minimo di 20 chilometri… qualora il doppio della distanza superi i 120 chilometri, per la parte eccedente tale misura di rimborso viene calcolato moltiplicando l’eccedenza per euro 0,26” (art.6 bis, comma 4 l.r.3/2009).

Nel caso dell’Autorità per la partecipazione non vediamo nessun limite massimo. Allora ci diciamo, meno male che non hanno scelto un residente in USA o in Australia, oppure in Nuova Zelanda!

Ora il caso volle che il Consiglio Regionale nella seduta dell’11 marzo 2014 abbia designato quali componenti l’Autorità: Ilaria Casillo, Giovanni Allegretti e Paolo Scattoni. Giovanni Allegretti lavora a Coimbra Portogallo e Ilaria Casillo a Parigi, pur essendo entrambi italiani e avendo studiato a fatto ricerca proprio a Firenze. L’unico professore è Paolo Scattoni che ha studiato architettura a Firenze e risiede a Roma e quindi il rimborso dei viaggi risulterà decisamente molto minore.

Vediamo il rimborso spese di trasporto per chi risiede a Coimbra:

2075 Km Coimbra Firenze X 2 X 0,40 euro X 20 sedute annue = 33.200 E anno

Da Parigi:

1144 Km Parigi Firenze X 2 X 0,40 euro X 20 sedute annue = 18.304 E anno.

Va notato che la modifica del sistema di rimborso (legge regionale 6 maggio 2014) è successiva alla nomina dei tre dell’Autorità (11 marzo 2014).

Se qualcuno accetta un incarico in un luogo diverso dalla sua residenza, di solito è lui a farsene carico. E questo è tanto più vero per una carica onorifica.

– Ricordiamo che i lavoratori del comparto si vedono troppo spesso impossibilitati a fare viaggi di lavoro “perché non ci sono soldi”.

– Ricordiamo che l’aumento del ticket per i pasti di un paio di euro è stato negato perché si configurava, secondo l’ARAN, come un surrettizio aumento di reddito.

– Ricordiamo che i pendolari che vengono da altre città si pagano le spese e nessuno si sogna di accollarle alla RT. E non abbiamo neppure una riduzione consistente degli abbonamenti ai treni e al TPL

Viene da chiedersi: un rimborso spese forfettario di questa portata, senza presentazione di ricevute, è davvero considerabile solo un rimborso spese?

L’impressione è che da una parte (la nostra) si risparmi molto, per spendere da altre parti.

Che ve ne sembra? Curioso vero?

Marvi Maggio X Delegati Cobas RSU Regione Toscana

Per commenti, contributi e proposte di iniziative visita il blog: https://rtcobas.wordpress.com/

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Una risposta a “Spending review, ma non per l’Autorità per la partecipazione

  1. 33.200 euro fanno 2766 euro/mese.

    La maggior parte di noi ha uno stipendio netto che e’ la meta’ o meno di questo rimborso spese. E restera’ tale fino al 2020.

    Sui giornali si leggono continuamente notizie di tagli, ma queste notizie (come quella dell’aumento del premio ai dirigenti) restano nascoste dietro le quinte.

    Dobbiamo invece renderle pubbliche.
    I cittadini hanno diritto di sapere che, dietro le quinte della spending review, si spreca come e piu’ di prima!

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