la primavera

di Gianni Rodari

Conosco una città

dove la primavera

arriva e se ne va

senza trovare un albero

da rinverdire,

un ramo da far fiorire

di rosa o di lillà:

Per quelle strade murate

come prigioni

la poveretta s’aggira

con le migliori intenzioni:

appende un po’ di verde

ai fili dei tram, ai lampioni,

sparge dei fiori

davanti ai portoni,

e dopo un momentino

se li riprende il netturbino.

Altro da fare

non le rimane,

per settimane e settimane,

che dirigere il traffico

delle rondini, in alto,

dove la gente

non le vede e non le sente.

Di verde in quella città,

e dirvi il suo nome non posso,

ci sono soltanto i semafori

quando non segnano rosso.

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