Sant’Apollonia non basta! Dobbiamo muoverci!

Sant’Apollonia non basta! Dobbiamo muoverci!

Un’assemblea così partecipata la dice più lunga di qualsiasi parola: una richiesta generale di mobilitazione e di democrazia nel luogo di lavoro.

Il confronto, l’informazione e la condivisione delle decisioni da prendere sono la forza di tutti noi.

Basta tavoli sindacali sordi e arroganti, basta “patti” inconcludenti, basta politica fraudolenta.

L’assemblea di ieri ha votato all’unanimità  una sola cosa: lo stato d’agitazione che deve essere immediatamente dichiarato dalla RSU.

Non dobbiamo silenziare le voci di rivolta dei lavoratori. Il clima è surriscaldato e la RSU non deve prendere esempio dalla direttrice del personale che con la sua arroganza nasconde anche le indagini che la contrariano.

Basta con i capi e capetti che ci valutano, ci offendono nella nostra dignità  di lavoratori, che ci mettono sotto monitoraggio nelle nostre attività , che nella loro manifesta incapacità  pretendono di organizzare il nostro lavoro a loro porco comodo, senza mai rispondere del loro operato.

Nessuno risponde dei soldi spesi per costruire pensiline inutili, dei soldi buttati nei progetti di riorganizzazione informatica falliti, dei traslochi inutili, dei soldi spesi per servizi inutili o per incarichi fantasiosi, degli Ipad o degli smartphone comprati a spese dei cittadini, dell’uso improprio delle auto o degli scooter di servizio.

Costoro sono sordi e arroganti: vogliono ridurre anche quel poco di reddito che ancora ci è rimasto attraverso l’attacco alla produttività  e ad altri istituti:

allora! Se i tavoli sono inutili e inconcludenti, rovesciamoli! Basta silenzio! Dobbiamo muoverci!

I lavoratori stanno insieme: sia quelli che sono “garantiti” da un posto a tempo indeterminato che quelli che vivono sotto la spada di Damocle di un contratto a tempo determinato, ed esprimono entrambi esigenze legittime e non contrapposte tant’è che nell’assemblea le posizioni  che qualcuno vorrebbe artatamente contrapporre tra lavoratori che legittimamente aspirano ad andarsene in pensione con una lunghissima vita contributiva (oltre 40 anni) e lavoratori precari hanno trovato accoglienza in due documenti che ben esprimono le reciproche aspettative e questi documenti sono stati ambedue approvati: il primo (sugli esuberi/pensionamenti), presentato in forma di mozione, è stato approvato a larga maggioranza; il secondo, presentato dai lavoratori precari a tempo determinato, condiviso da tutti gli intervenuti è stato recepito dall’assemblea e dalla RSU nei contenuti anche se non formalmente votato (non ce n’è stato il tempo).

E i lavoratori, fermi da anni, che non vedono futuro, né di reddito né di miglioramento della propria condizione di lavoro?  E’ ora che anche a loro si cerchi di dare risposte, impegni, sono la forza vitale di un progetto di rinnovamento, da valorizzare, da responsabilizzare, da utilizzare per la capacità e la competenza, innanzitutto scardinando il modello gerarchico di organizzazione in cui il lavoro è stato costretto.

Basta affermare che tutto è fermo, che tutto è bloccato, che dipende da altri, se sono vivi è l’ora che anche questi politici si muovano per trovare soluzioni e, come va di moda dire ora; ci mettano la faccia!

Le prossime assemblee dovranno innalzare ancora di più il livello della partecipazione e dare ulteriori indicazioni sulle azioni da mettere in atto.

Delegati COBAS

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