comunicato cobas comune di firenze

Inoltriamo ai lavoratori della Regione il comunicato del COBAS Comune di Firenze su quanto sta capitando ai dipendenti.

In questo momento non possiamo fare una riflessione più approfondita che ci riserviamo per i prossimi giorni ma vorremmo ricordare a tutti che l’ex direttore della Presidenza regionale, dopo rottamazione e pensionamento in Regione ha ricevuto dal Comune di Firenze un incarico di direttore che a tutt’oggi ricopre (dopo quanti anni?). Ricordiamo che nell’O.I.V. del Comune stanno dirigenti regionali. Ricordiamo che l’assessore Elisabetta Meucci è stata dirigente comunale, poi passata come dirigente in Regione, poi direttrice del personale della Regione, è anch’essa rottamata? e pensionata?, poi divenuta consigliera comunale e poi assessora. Ma chi è il capo segreteria dell’assessore Meucci? Il dott. Roberto Forzieri anch’egli ex direttore regionale rottamato e pensionato, poi passato a fare il direttore generale al comune di Prato fino a che è stato sindaco l’ex direttore regionale rottamato Marco Romagnoli. Forse i soldi che oggi si chiedono ai dipendenti si dovrebbero chiedere a queste consorterie di potenti al servizio di Renzi. Sinceramente non ne possiamo più di questo andazzo e del discredito che questa classe politico dirigenziale getta sul lavoro pubblico.

Marco Bini

X delegati COBAS della Regione Toscana

COMUNICATO COBAS SULL’INCONTRO DEL 2 LUGLIO RSU-AMMINISTRAZIONE

Alla fine ci siamo arrivati…

Il 6 di maggio l’Amministrazione comunicò alla RSU la volontà  di procedere alla cosiddetta “messa in mora” individuale che avrebbe interessato un gran numero di dipendenti. Tale atto avviava di fatto il percorso relativo al piano di recupero di una parte della cifra indicata dalla Corte dei Conti.

La delegazione trattante ci spiegò che si trattava di un atto dovuto, una sorta di autotutela formale che comunque dimostrava agli organismi inquirenti la disponibilità  a quello che in termini tecnici viene definito come “ravvedimento operoso”, atto che comunque non sarebbe stato operativo.

I Cobas denunciarono che tale provvedimento, se pur forse, non operativo, come un atto gravissimo sul piano politico oltre che illegittimo dal momento che andava ad insistere su un CCDI vigente e mai disdettato, ma che soprattutto avrebbe consentito in qualsiasi momento un prelievo coattivo dalle nostre buste paga, attuando la “sentenza prima ancora della celebrazione del processo”.

Qualcuno ci accusò di irresponsabilità , di gettare benzina sul fuoco.

Purtroppo i nostri timori si sono dimostrati non solo fondati ma, sulla base di quanto ci hanno annunciato ieri, lo scenario appare persino peggiore.

Come consuetudine hanno aspettato luglio per comunicare che 3.233 dipendenti riceveranno la lettera di messa in mora, che i prelievi coattivi partiranno dal mese di dicembre 2013, che le cifre prelevate, previo accordo con il dipendente, potranno essere spalmate nell’arco di 72 mesi.

Per essere più precisi rendiamo noti i dati che ci sono stati trasmessi:

si tratta di 2.354 dipendenti di ruolo di cui 508 cessati, 688 a tempo determinato di cui 651 cessati, (i “cessati” saranno ugualmente chiamati a restituire il “maltolto” anche se si partirà  dagli attivi per facilità di prelievo).

342 dipendenti dovranno restituire cifre al di sotto dei 100 Euro – 1.272 cifre fino a 1.000 Euro – 1.083 cifre comprese tra i 1.000 e i 5.000 Euro –  463 cifre tra 5.000 e i 10.000 euro – 217 oltre 10.000 fino ad arrivare ad un “fortunato” chiamato a restituire 18.379 Euro.

Le indennità  sulla base delle quali si sono calcolate le cifre sono:

ex VIII q.f. – uoc oltre 2.500.000 euro – indennità  di ufficiale di anagrafe – orario disagiato – attività disagiata cat. D – orario disagiato notturno/festivo (le fascette) – maggiorazione festiva diurna – maggiorazione festiva notturna – orario disagiato centri estivi.

Complessivamente si tratterebbe di un salasso di 9.030.309 Euro di cui 7.736.200 relativi ai dipendenti tuttora in servizio, sottratti dalle tasche dei lavoratori e dalle lavoratrici del comune di Firenze.

Ma non finisce qui, il premio incentivante 2012, seppur decurtato di due terzi, non verrà  erogato, visto il parere negativo dei revisori dei conti, nella migliore delle ipotesi si aggiungerà  alle somme del piano di recupero.

Per il 2013, smentendo gli impegni precedenti, si prevedono ulteriori decurtazioni al fondo destinato al salario accessorio. Decurtazione che sulla base di quanto indicato dalla delegazione trattante questa volta danneggerebbe in particolare i profili amministrativi che vedranno ridursi di un terzo il budget per le indennità  di particolare responsabilità.

Aggiungiamo anche che, senza nessun preavviso, ai lavoratori e alle lavoratrici degli sili nido è stato tagliato lo stipendio del 10% a seguito della sospensione dell’indennità  di turno. Provvedimento immediatamente operativo senza un minimo di confronto sindacale sulla base semplicemente di un parere di conformità  richiesto all’Aran che è come chiedere ai vampiri se gradiscono il sangue in questo caso quello dei lavoratori.

Senza dimenticare i tagli già  operativi su numerose indennità  a partire da gennaio.

L’Amministrazione capeggiata da Renzi, il sindaco dei 200 euro in più ai salari sotto i 2.000 euro, dopo aver venduto le aziende pubbliche ai privati, dopo aver ceduto al sollazzo per ricchi pezzi di città , dopo aver riempito le cronache recenti con gesta non proprio edificanti per la sua amministrazione, ha deciso di affamare i propri dipendenti. E lo fa ben prima che ci riesca lo Stato attraverso il blocco dei rinnovi contrattuali e le sentenze della Corte dei Conti, organismo utilizzato per fare cassa ed intimidire i lavoratori dl pubblico impiego e le loro rappresentanza sindacali. Istituto molto meno efficiente e rigoroso quando si tratta di mettere il naso nei consolidati sistemi consociativi e clientelari che hanno davvero delapidato le finanze pubbliche, altro che i dipendenti pubblici da 1.200 euro al mese.

Una scelta politica di un sindaco che ha deciso di tutelare se stesso, la propria amministrazione, i dirigenti e non ultimi gli oltre 100 portaborse da lui assunti, scaricando sui dipendenti presunte responsabilità  in nessun modo imputabili ai lavoratori. Lavoratori e lavoratrici del Comune di Firenze che hanno percepito stipendi, oltre che in linea con la media dei dipendenti pubblici degli enti locali, determinati nella parte accessoria da accordi sindacali siglati tra le parti del tutto legittimi e tuttora in vigore.

Naturalmente per noi e inaccettabile continuare a tenere aperto il confronto con L’AC su queste basi ed auspichiamo che lo sia per tutta la RSU, mantenendo quel profilo unitario che noi consideriamo imprescindibile davanti alla drammaticità  del momento. Profilo unitario che naturalmente non può limitarsi, per quanto importante, all’azione legale comune, peraltro già  avviata e con buone prospettive.

Il sindaco Renzi ha deciso di sferrare un colpo mortale a 4.700 lavoratori e lavoratrici e alle loro famiglie di questo ente senza preoccuparsi di sfasciare un comune che, nonostante i tagli governativi, la spending review ecc. continua ad erogare servizi fondamentali per la città.

La risposta non potrà  che essere adeguata, nelle piazze ed utilizzando tutti gli strumenti che fanno parte de patrimonio di lotta del mondo del lavoro. Lotte che hanno consentito la sopravvivenza della democrazia sociale oltre che politica in questa città  come nel resto del paese.

Firenze 3-07-2013

Cobas Comune di Firenze V. dei Pepi 47/r  tel 055245145 fax 0552268120

E. mail cobas.comunefi@libero.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...