Sclerosi politica

Sclerosi?

Vorremmo fare brevissime considerazioni sullo scenario politico e amministrativo regionale.

Nel nostro paese, anche se con incertezze e contraddizioni, il quadro politico sta mutando e pur senza esprimere giudizi sui mutamenti (speriamo in positivo) registriamo  che anche negli schieramenti politici le ultime elezioni hanno generato un inevitabile terremoto.

Per la prima volta si percepisce che i cambiamenti profondi nel modo di rappresentanza dei cittadini sono indispensabili e si inizia a dare segnali di vera trasparenza attraverso l’esempio anche personale. La strada è lunga e forse subirà  arretramenti e battute d’arresto ma difficilmente potrà essere abbandonata.

Ma se a livello nazionale si percepisce che qualcosa sta avvenendo, nelle nostre amministrazioni locali tutto tace ed anche in Regione Toscana tutto tace.

Si pensa forse di risolvere tutto attraverso conflitti interni agli schieramenti politici con logiche massoniche (definizione che ci fa ancora una volta rabbrividire al pensiero che qui la politica è  ancora e soltanto questo)?

Gli attacchi neanche tanto velati tra soggetti istituzionali appartenenti a medesime maggioranze (Barducci contro Rossi sulla gestione delle ASL, Rossi che “minaccia” lo scioglimento delle Province, Renzi che non perde occasione per attaccare il governo regionale e viceversa).

I rimpasti e rimpastini di Giunta fatti per equilibri interni di partito o peggio per perdita di peso degli schieramenti di rispettiva appartenenza.

L’assoluta impermeabilità  del Consiglio Regionale e del suo Presidente ad ogni richiesta di sobrietà  e trasparenza a partire da quelle forze che si presentarono alle ultime elezioni regionali come simbolo del rinnovamento.

Il nostro malessere di fronte all’incapacità  assoluta di confronto con le aspettative dei cittadini e dei lavoratori aumenta di giorno in giorno.

L’incapacità  di percepire questo malessere quotidiano di chi non lavora, di chi lavora e non ce la fa, di chi vive ai margini, di chi non riesce più a vivere una vita dignitosa per sé e per i suoi,  è forse il sentimento più frustrante generato da questi comportamenti.

Ogni giorno, ogni momento ciascun rappresentante dei cittadini dovrebbe chiedersi come i propri comportamenti potrebbero o, meglio, dovrebbero essere cambiati rispetto al passato.

E se non si è in grado di cambiarli, meglio farsi da parte, meglio ritirarsi a vita privata (senza vitalizi e prebende).

Marco Bini

X COBAS Regione Toscana

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