Aspettando Woland

Aspettando Woland, Behemot e Azazello

Traslochi in conseguenza del rilascio delle sedi in affitto. Analizziamo un caso.

Palazzo B, settimo piano: 67 persone tutte in un solo piano, con 6 gabinetti per gli uomini e 6 per le donne. Ma attenzione si passa dai 30 mq. a disposizione delle classi alte, ai 7 mq. di quelle più infime. Siccome nella nostra società i mq. a disposizione sono un simbolo e indicatore di ricchezza e di potere, ecco che la Regione ha voluto ricordarci che anche in occasione della riduzione di spesa non siamo tutti uguali: c’è chi deve sacrificarsi di più, chi di meno e chi per niente. In sintesi chi sta in basso nella scala sociale regionale si sacrificherà di più: avrà meno spazio per sé, per le carte e per i libri, avrà meno aria da respirare, avrà vie di fuga più strette in caso di incendio, dovrà lavorare mentre l’altra/o parla al telefono o fa una riunione di lavoro. Ma sfidare le avversità della sorte è uno degli elementi che da un po’ di anni connota noi dipendenti regionali di basso lignaggio. Così dirigenti e PO saranno in stanza singola, ovviamente anche le stanze singole non sono tutte uguali. Si passa dai 27-30 mq, ai 16 mq; dai 13,38 ai 9,85. E così chi divide la stanza in alcuni casi condivide 13,54 mq., in altri 17 mq. La piramide è ispirata a quelle a gradoni degli Aztechi.

Un po’ come per i redditi. Così oltre a guadagnare molto di meno, la base della piramide sociale  regionale si trova a dover lavorare in condizioni disagiate.

Stiamo avvicinandoci a logiche da apartheid: faranno sale mensa separate? Ascensori solo per dirigenti e PO? A un certo punto l’elité non vuole mischiarsi con la plebe! Ormai qui in Regione Toscana non è rimasto neppure più il simulacro dell’uguaglianza.

Eppure c’è un modo per risolvere il problema:

“Allora imboccarono una scala con certi larghi gradini e Margherita cominciò ad avere l’impressione che non avrebbero avuto fine. La sorprendeva il fatto che nell’anticamera di un comune appartamento di Mosca potesse trovar posto questo straordinario scalone, invisibile, ma ben percepibile…”Che stranissima sera, – pensava Margherita – tutto mi sarei aspettato fuorché questo…Ma quel che più sorprende sono le dimensioni di questo locale…In che modo tutto questo può essere pigiato dentro un appartamento moscovita? E’ semplicemente impossibile” (Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita, 1928-1940). Lo spazio si dilata, si entra in un’altra dimensione in grado di sconfiggere soprusi, favoritismi, prevaricazioni ed ingiustizie della società sovietica staliniana, l’ottusità del potere viene sconfitta dal diavolo Woland, con l’aiuto di Behemot e Azazello, malgrado quella stessa società negasse la loro esistenza.

Noi non possiamo dilatare lo spazio dei nostri uffici, ma possiamo spaccare l’ottusità del potere. Ehm…metaforicamente ovviamente.

Se Woland ha avuto la meglio sulla società staliniana che negava la sua esistenza, possiamo averla anche noi su chi ci tratta sistematicamente come sottoposti privi di potere!

L’uguaglianza di trattamento e di opportunità è il principio di un ordine sociale giusto. E anche della democrazia e della nostra costituzione.

Abbiamo capito che questo non è un principio condiviso dall’amministrazione regionale.

Ma nella storia ci sono sempre donne e uomini liberi che si riuniscono per dignità, non per odio e dicono no alla barbarie!

Marvi Maggio per Cobas Regione Toscana

Per commenti, contributi e proposte di iniziative visita il blog: https://rtcobas.wordpress.com/

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