Che giornataccia…….

Che giornataccia…….

 Il bravo dirigente tira tardi la sera, infatti dopo gli inenanarrabili impegni lavorativi del mattino, le lunghissime sedute giaculatorie del pomeriggio, la sera a casa il bravo dirigente apre il suo ipad o il suo notebook  e naviga, ma non può tranquillamente dedicarsi a visitare qualche sito piccante o qualche portale di moda. No. Adesso è ora di andare su Facebook o di leggere tutti i tuittii del giorno e della notte ed in particolare quelli del presidente, di Renzi, di Bersani, di Monti, di Grillo (non si sa mai, no ma lui non tuitta blogga!), ed ora anche del papa (siamo o non siamo in un paese cattolico?).

Alla fine anche il più insonne dei direttori/dirigenti cade stremato (la serie di c…. che ha dovuto leggere lo ha definitivamente stiantato/a). C’è solo una cosa peggiore di facebook e dei tweet: il talk show televisivo con il presidente, allora bisogna seguire parola per parola e in tempo di elezioni: mandare tutto a memoria.

Al mattino il bravo dirigente si sveglia distrutto e disfatto ancora vestito accucciato/a di rado sul divano (usare un comodo sofà concilia il sonno precoce) o più spesso su una poltroncina rigida del salotto o del suo studio (perché il bravo direttore/dirigente ha uno studio anche a casa).

Il  risveglio non è dei più facili né dei più felici considerato che spesso il sonno è stato accompagnato dalla TV accesa, dal suono del salvaschermo dell’ipad e spesso da una digestione molto difficile. Ma soprattutto il risveglio se non disturbato da una prole invadente o da un coniuge sferzante si prolunga avanti nel mattino fino a che qualche segretario/a invadente o peggio! qualche amministratore insonne non fa squillare insistentemente quel cellulare rimasto inopinatamente acceso!

Diavolo! Sono quasi le dieci, scatta in piedi, fatti la barba o il peeling (meglio se me la faccio in ufficio, ma quando faranno i bagni privati per i direttori ? Mi devo ricordare di proporli!). Lavati i denti (l’alito è fondamentale), se sei svelto/a fatti una doccia, cambia i vestiti (almeno l’intimo!) . Oddio il maquillage! Me lo faccio in macchina mentre sto in coda al semaforo.

Dieci e trenta, sono in ufficio. Buongiorno, come ? mi ha già cercato? Ma se ho parlato con il presidente per telefono! Guarda quello! sarà qui dalle sette e mezzo a guardare internet o a farsi il solitario, mentre io non ho avuto neppure il tempo per un caffè. Insomma cosa ci fanno tutti questi a lavorare presto se io arrivo dopo le dieci, e se io vado a Roma loro cosa ci stanno a fare qui? Mi devo rammentare di proporre di mettere in ferie quelli del mio ufficio quando io non ci sono . Loro non ci sono mai quando servono. Vanno via dopo aver fatto sette ore e dodici minuti (qualcuno si piazza addirittura davanti all’orologio ad aspettare il minuto esatto ), ma è possibile lavorare con questa gente? La maggior parte se ne va prima delle quattro del pomeriggio, per non dire di quelli che lavorano solo 4 ore, solo tre giorni la settimana, o sei mesi l’anno (part time, orizzontale, verticale, obliquo….). E quelli che vanno alla mensa alle una in punto?  si piazzano in coda, spingono per timbrare il badge alle una esatte, oppure se la coda è lunga (desolante!) fanno dieci, quindici metri di coda prima di timbrare il badge! da mandare in galera! Li vedesse la Corte dei Conti. Altro che buchi nelle ASL, altro che sprechi della politica… Ancora non c’è stato verso di nascondere questa coda, ma con questa cosa che alle quattro ‘un c’è più nessuno  ‘un si riesce proprio a risolve’ nulla! E poi, via!…. Ma con le esigenze di velocità, di rapidità di decisione di oggi, nel mondo di internet, del cloud (non so bene cosa sia, me lo devo far spiegare meglio) o che ci sarà ancora bisogno della mensa come ai tempi in cui facevo l’università, io del resto ‘un ci vado mai. Si può…? Con una coda così? Del resto lo so non sono il solo/a,  quasi tutti quelli come me vanno al bar. Ma almeno se non ci fosse la mensa  ci darebbero il ticket, forse addirittura due al giorno visto che qualche volta ci fo l’otto la sera. Insomma, se bisogna dematerializzare, dematerializziamo tutto, anche la mensa e soprattutto la coda!

Ragazzi! A pensare a queste baggianate s’è fatto mezzogiorno! Devo parlare con l’ufficio stampa per la questione TAV (che poi mi tocca rispiegarglielo 3 o quattro volte, che se no …….), concordare con quelli di Renzi, parlare con RTV38, il TG3 e Teletruria, richiamare la segreteria del presidente, devo preparare la proposta per tagliare un po’ di premi ai dirigenti,un po’ d’indennità agli altri e gli straordinari agli autisti.

Bei tempi quando noi dirigenti in un mese ci si spartiva diecimila euro di residui a testa e nessuno poteva farci niente. E i sindacati a strillare, anzi non i sindacati, il COBAS, perché gli altri c’avevano anche i dirigenti iscritti e quindi stavano ben zitti.

Oh i sindacati, che rompimento! Chiacchierano, chiacchierano, senza concludere niente. Ma io ho capito come fare, si va avanti a modo mio tanto questi starnazzano ma ‘un contano più niente. E se i loro capi contano qualcosa il presidente li mette in Giunta e risolve il problema.

Insomma qui tra telefonate, interviste e incontri s’è fatto le tre. Ora vo a mangiare un boccone e poi inizio a lavorare davvero: devo studiare, inventare, progettare, misurare, colpire, insomma il pomeriggio è dedicato al mio vero lavoro: come diceva Amanda Sandrelli in “Non ci resta che piangere”: “ pro’are… pro’are…pro’are…” ed io oggi dico “tagliare…tagliare…tagliare…”.

p.s.: ricomincia a leggere dall’inizio e vai avanti per 7 volte, poi arriva a 365 volte … così passano i giorni, le settimane, gli anni…….

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Una risposta a “Che giornataccia…….

  1. E’ bellissimo! La frustrazione di chi se non facesse niente sarebbe meglio dato che fa danni! ah ah ah ah

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