Non ci resta che piangere?

Il primo problema di questa amministrazione sapete qual è? Trovare i soldi per costruire una tettoia all’esterno del palazzo B di Novoli per spostarvi sotto i dipendenti in coda alla mensa e punirli perchè vanno a mangiare e timbrano il cartellino troppo presto. Questa l’angosciosa quaestio che turba le notti della direttrice Donati.

Poi il secondo problema è: ora che ho dato o mi sono impegnata a dare disdetta degli affitti di alcune sedi, dove metto quelli che rimangono fuori? Si narra di affannosi giri della succitata direttrice con tanto di rotella metrica al seguito alla disperata ricerca di spazi da sottrarre alle p.o. che, ovviamente, occupano già  troppo spazio ( n.d.r.: forse nel 2013, quando le rinnoveranno, decideranno anche se introdurre nel calcolo dell’indennità  i mq occupati )

“Spostiamo la carta, chiamate il Lelli, la Di Ciommo, il TIX, Pisa, i Geni Civili, facciamo spazio”. E se poi non bastasse? Troveremo una soluzione anche per gli “esodati”.

Speriamo non faccia come la Fornero!

E poi, scusate, ma cosa chiedete mense, ticket, contributi sul trasporto, parcheggi ecc.? Problemi che non ci riguardano.

Mense? Roba da mentecatti che ancora credono ai servizi per i lavoratori. Per le sedi non di proprietà , “abbiamo scherzato”, non ne faremo niente; per le sedi di proprietà , “scherzate? Un giorno le faremo, di certo…..”.

Intanto, visto che ci solletica una sede più grande a Novoli bisognerebbe vedere di convincere la Giunta che conviene fare una terza torre nel giardino condominiale, piuttosto che acquistare il Meyer che per ora ce l’hanno dato in comodato si fa per dire “gratuito” (visto i forti investimenti di ristrutturazione a nostre spese) ma poi se lo vogliamo acquistare ci costerà una trentina di milioni, oltre le spese di ulteriore ristrutturazione e adeguamento. Ma poi nella terza torre ci potremo fare una bella mensa con un corridoio chiuso per la coda, che non si veda!

E intanto al Consiglio? Che succede? Il Consiglio, sornione, osserva, pensa e tira avanti, poi vedrà  di dismettere un paio di magazzini, qualcosa bisogna pur risparmiare. E la Biblioteca? S’è fatto un gruppo di studio…. Per ora quella del Consiglio va in Cerretani, quella di Novoli comincia a buttar via roba e poi tra un annetto il gruppo di studio ci dirà ….

Ci fermiamo qui per carità  di patria, anzi d’ente, ma se questa operetta non fosse il racconto fedele del tavolo di confronto sindacale di questa mattina potremmo anche riderci su.

Ma forse, citando un grande comico, “…non ci resta che piangere”.

Marco Bini

X delegati COBAS nella RSU della Regione Toscana

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